mutui a tasso variabile, moratoria.

migliaia di italiani sono stati indotti ad accendere un muto a tasso variabile, anche quando nel 2003 il tasso euribor era a l 2 % circa ( comunque nella parte più bassa degli ultimi anni).

questo per una precisa volontà commerciale degli istituti di credito italiani. Basta pensare che nello stesso periodo in francia il tasso fisso è stato consigliato al 70 % circa delle persone che chiedevano un mutuo.

ora, constatato che vi è stata una precisa volotà nel commercializzare un prodotto piuttosto che un altro,  che a seguito di questa scelta oggi abbiamo milioni di famiglie che si ritrovano ad avere una rata insostenibile rispetto alla staticità dei loro salari ( quando non alla perdita del lavoro) esiste solo una via di uscita: una moratoria dei mutui a tasso variabile aperti tra il 2002 e il 2004 compresi.

questi contratti vanno assolutamente convertiti in tasso fisso ripreso al minimo del periodo aggiunto di uno spread medio dello stesso periodo.

questo permetterà di far tornare indietro l’orologio della situazione esplosiva in cui ci troviamo.

significa riportare le rate dei mutui al valore della sottoscrizione, impedendo l’affogamento nei debiti di migliaia di famiglie italiane.

le banche dovranno fare delle svalutazioni per i mancati guadagni, ma credo che sia il male minore, rispetto alle rivoluzioni e alle sommosse popolari a cui il popolo, anche il più tanquillo e mite, va incontro quando non ha più nulla da perdere.