resistere, resistere, resistere

a memoria di quanto disse francesco saverio borrelli in un discorso credo all’inaugurazione di una anno giudiziario qualunque: resistere resistere, resistere.

questo stanno facendo a dispetto delle esigenze del Paese e dei cittadini. resistere attaccati alla poltrona e al potere del gestire e spendere soldi che non appartengono a loro bensì a noi.

resistere 2 anni 6 mesi 1 giorno per poter andare in pensione a vita pagati dalla cassa comune di gente che non arriva alla fine del mese, magari in qualche bel casale ristrutturato.

resistere contro la volontà propinando solo menzogne, tipo “meglio la legge elettorale prima…” eccetera.

resistere, resistere resistere, cosi come ha fatto il prode prodi, contro ogni logica, ogni evidenza ogni decenza.

mala tempora currunt.

l’italia che vorremmo/2

a seguito del precedente, sapendo che non voglio insegnare il mestiere a nessuno:

>> abolizione del sostituto di imposta. i lavoratori dipendenti devono versare le tasse autonomamente, se non sono capaci di farlo si rivolgeranno ad un commercialista o un ragioniere commercialista o ( e qui saranno golosamente contenti) i caf dei sindacati.

così staniamo la vera attitudine degli italiani a pagare le tasse, e ci togliamo di torno il ritornello che gli autonomi sono degli evasori fiscali.

> > due livelli di tasse 25% fino al 38% massimo, aumento dell’area di detassazione dall’attuale livello a 12 mila euro, mille euro al mese. eliminazione delle esenzioni fiscali che fanno in continuazione figli e figliastri. gli unici aiuti concepibili vanno rivolti a chi ha bambini da tirare su ( asilo, scuola, spese sanitarie).

>> riforma degli stipendi: per i prossimi 5 anni gli aumenti di stipendio dei lavoratori autonomi devono essere considerati esenti da tassazione. fare degli scioperi per 110 euro lordi spalmati nei tre anni significa fare la guerra per 60 euro al mese che nella spesa quotidiana rappresentano un caffè per la moglie e uno per il marito.

>> adeguamento incondizionato degli stipendi dei vigili del fuoco, e se ci stiamo di carabinieri e polizia impegnati nei servizi operativi in strada ( dove cioè rischiano una pallottola).

non è populismo ma vorrei far notare che buttarsi nel fuoco ( non è un’immagine è una cosa tipo tyssen krupp ) per 1200 euro/mese sono una paga vergognosa.

quindi stipendi a partire dai 3500 ( netti) euro in poi,  dove troviamo i fondi? stipendi dei parlamentari a 3500 euro mese….

l’italia che vorremmo

senza l’intenzione di scrivere un programma di governo o di un partito.

>> al di sotto del 5% nessun accesso al parlamento. ( vedi le discussioni circa la legge elettorale) e vogliamo il diritto di scegliere chi votare. se poi qualcuno riprende l’uso del voto di scambio, pregheremo la parte sana della magistratura di occuparsene.

>> i parlamentari possono ottenere la pensione da parlamentare dopo 25 anni di esercizio, e qui gli facciamo un corposo sconto rispetto ad un lavoratore che invece deve avere 35/40 anni di contributi. credo che avere la pensione dopo 2 anni 6 masi e 1 girono di mandato sia un privilegio vergognoso.

>> abolizione dei “gruppi misti” alla camera e senato. se sei eletto in un gruppo o partito, quando cambi idea o vuoi uscire da questo gruppo lasci il mandato e dai le dimissioni. che vengono accettate in automatico. ritorni alla tua preziosa vita privata. non si prevede la sostituzione con nessun altro: semplicemente si cambia il numero dei presetni e si modifica anche il quorum di maggioranza.

se hai cambiato idea nel corso della legislatura questa è una cosa del tutto lecita e legittima.

se hai preso i voti da una parte di popolo non puoi andare a rappresentare un’altra parte di popolo. e questa non è una cosa nè lecita nè legittima.

se vuoi aspetti le prossime elezioni e ci riprovi.

fine dei compromessi e dei ricatti. ( vedi i casi follini e successivi presenti a destra e sinistra solo per citare l’ultima legislatura )

 

università la sapienza vs ratzinger

dopo la pubblicazione del discorso  che avrebbe dovuto detere alla sapienza di roma e dopo l’angelus di domenica introdurrò un nuovo tipo do saluto: gratzinger!

pur non essendo lettore del corriere della sera allego un estratto dell’articolo di claudio magris del 20 gennaio  dal sito del corriere della sera (http://www.corriere.it/editoriali/08_gennaio_20/
magris_d0329b1e-c72f-11dc-8899-0003ba99c667.shtml )

Laico non vuol dire affatto, come ignorantemente si ripete, l’opposto di credente (o di cattolico) e non indica, di per sé, né un credente né un ateo né un agnostico. Laicità non è un contenuto filosofico, bensì una forma mentis; è essenzialmente la capacità di distinguere ciò che è dimostrabile razionalmente da ciò che è invece oggetto di fede, a prescindere dall’adesione o meno a tale fede; di distinguere le sfere e gli ambiti delle diverse competenze, in primo luogo quelle della Chiesa e quelle dello Stato.

La laicità non si identifica con alcun credo, con alcuna filosofia o ideologia, ma è l’attitudine ad articolare il proprio pensiero (ateo, religioso, idealista, marxista) secondo principi logici che non possono essere condizionati, nella coerenza del loro procedere, da nessuna fede, da nessun pathos del cuore, perché in tal caso si cade in un pasticcio, sempre oscurantista. La cultura— anche cattolica — se è tale è sempre laica, così come la logica — di San Tommaso o di un pensatore ateo — non può non affidarsi a criteri di razionalità e la dimostrazione di un teorema, anche se fatta da un Santo della Chiesa, deve obbedire alle leggi della matematica e non al catechismo.


da de mauro ed paravia dizionario , disponibile on line (( http://www.demauroparavia.it ))

lài|co agg., s.m.
AU
1 agg., s.m., che, chi non appartiene al clero; che, chi non ha alcun grado nella gerarchia della Chiesa cattolica
2 agg., che non dipende dal clero; che è formato da persone appartenenti allo stato laicale: associazione, confraternita laica
3 s.m., religioso non ordinato sacerdote, che all’interno di una comunità monastica svolge spec. attività manuali e profane; anche agg.: frate, fratello l.
4 agg., improntato, ispirato ai principi e agli ideali del laicismo: pensiero l., istituzioni laiche, istruzione laica | agg., s.m., che, chi condivide gli ideali del laicismo; che, chi auspica l’autonomia da qualsiasi forma di ingerenza ecclesiastica: intellettuali laici, dibattito tra laici e clericali
5 agg., estens., di gruppo, movimento e sim., che dichiara programmaticamente la propria autonomia rispetto a qualsiasi dogmatismo ideologico: partiti laici, nello schieramento politico italiano, ciascuno dei partiti che si definiscono programmaticamente autonomi sia dal dogmatismo cattolico sia da quello marxista; polo l., quello formato da tali partiti | agg., s.m., che, chi rifiuta di uniformarsi rigidamente e in modo acritico a un’ideologia: pensatore l., un membro l. del partito .