costa concordia e le altre

non ho volutamente affrontato il tema di questi giorni. nel mare di informazione  disinformazione dabbenaggini e opinionaggini vorrei inserire questo post.

allora è certo che il capitano ha intenzionalmete deviato la rotta e fatto il pelo agli scogli di isola del giglio.

secondo la mia supposizione i capitani di tutte le compagnie ( e sottolineo tutte ) di navi da crociera,  fanno queste deviazioni non certo per favorire tizio, caio o
sempronio e tutte le minchiate di cui sentiamo farciti i commenti passionali,ma per semplcie marketing.
il passaggio vicino alla costa è uno spot fantastico a zero costo.

mi spiego: ai passeggeri aggiunge poca emozione in più, già pompati dal
lusso sfrenato ma accessibile , che trovano a bordo e iniettati fino all’impossibile
della loro voglia bulimica di divertimento.

pensate  invece a quanti “ammirano” da terra la bellezza della nave e
quanti fra questi vengono inoculati dal desiderio che resta latente
di una possibile vacanza.

se senti i commenti a terra di solito sono: a me piacerebbe , a me no, si perà costa, no la mia amica ha speso poco…

comuque lo spot è fatto. un domani in fase di scelta o progetto di acquisto l’immagine ritorna et voilà il gioco è fatto.

un passaggio davanti alla costa di alassio-laigueglia ( l’esempio mi
viene in mente per aver visto passaggi davanti a capo mele chiedendomi
se per caso volessero mettersi a pescare a bolentino…) costa zero e in quel
momento nei paesi magari ci sono  da 20, 30, 50000 persone che dalla spiaggia
rimirano la nave.

se l’ipotesi è vera si spiega come una compagnia quotata in borsa  permetta ai
suoi comandanti questi passaggi.

altrimenti al rientro a terra con l’esame del log della rotta effettuata, considerato che il capitano ha infranto il protocollo della rotta con i limiti di navigazione imposti, il licenziamento scatterebbe  appena sbarcato a terra.

aggiungerei che le capitanerie di porto sono complici di questi “misfatti” considerando che non giunge informazione su avvisi, rimostranze, sollevazione del problema o quanto altro di legale o mediatico sul tema.

se non sono complici perchè hanno per tempo segnalato questa “usanza” senza sanzioni o senza nessun effetto dissuasivo, devo pensare che un potere maggiore delle capitanerie le zittisce e permette l’impunità ad un comportamento di navigazione e condotta della nave che oggi scopriamo quanto sia pericoloso.

pur non condividendo in alcune parti quanto detto nel video, mi permetto di segnalare sul tema un intervista tratto da la repubblica.it le capitanerie e “l’inchino”


		
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