riforma del lavoro, proposta

allora visto che ne parlano veramente tutti non posso esimermi, quindi lancio una proposta di riforma del mercato del lavoro. piccola e veloce.

art 1: tutti i contratti di lavoro sono a tempo indeterminato. non si ammettono deroghe di nessun tipo.

può essere considerata la fattispecie “stagionale” solo per alcune categorie ben individuate.

>>per questi si può comunque pensare ad una “penalizzazione” del tipo il versamento di xx mensilità di contributi altre il contratto stagionale ( esempio durata 3 mesi versamenti 5 mesi) oppure all’utilizzo di “vaucers” prepagati presso l’inps.

art 2 : è possibile licenziare da parte del datore di lavoro. con l’obbligo di un numero stabilito di giorni di preavviso

>>( min una settimana max un mese ).

art. 3 se il licenziamento avviene per giusta causa resta in vigore l’attuale legislazione relativa.

>>così ci teniamo l’articolo 18 e finiamo di crearci delle scuse anacronistiche<<

art.4 : se il licenziamento non avviene per cause legate all’art 3, il datore di lavoro è impegnato a versare 24 mensilità al lavoratore.

>> bisognerebbe inserire il criterio di un “salario minimo nazionale”….per evitare
stipendi fittizi tipo 125 euro al mese.<<

>>bisognerebbe rendere progressivo  e proporzionale il numero di mensilità per evitare che nascano i professionisti del licenziamento<<

nota aggiuntiva: non voglio che a pagare sia lo stato con la cassa integrazione altrimenti è troppo facile fare l’imprenditore. e si ritorna ai bei tempi Fiat ( privatizzazione dei guadagni e statalizzazione delle perdite). un imprenditore si deve prendere le sue responsabilità.

la cassa integrazione può essere considerata come aggiuntiva ad una base versata dalle tasche dell’azienda. la Marcegaglia infatti non è d’accordo e plaude al regalone che vuole fargli il “governo tecnico”, che infatti parla solo di CIG.

art. 5: in subordine all’articolo 4, nel caso in cui il datore di lavoro non paghi per tre mensilità consecutive il dovuto , è passibile di ingiunzione e sequestro di beni immediata con semplice richiesta al giudice ordinario

>> ci vuole un giurista  per scriverla meglio<<

poi: lotta dura al lavoro nero con la GdF fuori dalla mattina alla sera non a fare le multe al prestinaio, ma a guardare nei capannoni chi diavolo lavora dentro e per chi e con che contratto. magari anche quelli che vanno a montare i palchi nei concertoni….

due considerazioni veloci:
perchè abbiamo un paese con una frotta di aziende che non superano i 15 addetti?
perchè ogni volta che esce una “riforma del emrcato del lavoro” via tutti dietro a fare “quel” tipo di contratto? ( cococo, partime, progetto…e fesserie varie)
sembra che una che lavora in un call center “fa un progetto”???

no, semplicemente ogni volta il mercato è andato verso quelle forme che permettono di cessare il rapporto di lavoro .

poi quelli che piacciono di più vengono riconfermati , gli altri “non riconfermati” perchè prima erano  “precari” .

del resto siamo nel mondo concettuale in cui esistono i “non vedenti” i “diversamente abili” , “gli operatori ecologici”.

in fondo si è voluto portare all’infinito una bugia iniziata per comodità: la bugia del posto fisso. ma questa è un’altra storia.

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One thought on “riforma del lavoro, proposta

  1. Beh, mi sembra la proposta Fornero. Un unico contratto per tutti, e l’agognata eliminazione della “bugia” del posto fisso.
    Ma attenzione: il problema delle (grandi) aziende non è il posto fisso.
    Lo sono invece la Burocrazia assurda, l’elevatissimo livello di tassazione, le mazzette a politici e amministratori locali, le clientele stile centro-americano, la corruzione, il pizzo, gli appalti e le gare truccate, le infrastrutture carenti e inadeguate,…e mi voglio fermare qua.
    Forse sono questi i veri motivi per cui mancano gli investimenti seri. Se poi invece vogliamo attrarre il tipo di investimenti e il tipo di imprenditori che trasformino l’Italia nella Cina d’Europa, allora siamo sulla buona strada.
    Avanti tutta, smascherando le “bugie”. Ma quelle vere.

    (Ciò non toglie, comunque, che il mercato del lavoro vada riformato. Ma attenzione alle solite armi di distrazione di massa perchè questo governo ne è interprete eccezionale…;-) )

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