Latouche guru della decrescita? Ma mi faccia il piacere! | lultimo miglio

un bel post relativo ad un argomento che impazza: i guru che parlano per sentito dire. favoloso.

bella la contro-informazione, la contro -cultura ma se si basa sulle fesserie diventa solo un infezione che non aiuta alla soluzione dei problemi, anzi li peggiora.

deriva un tema importante : spesso si pensa che per risolvere un problema attuale sia necessario riformare tutto il sistema.

fateci caso è un refrain che si sente spesso ultimamente e applicato a qualunque ambito.

spesso invece si tratta solo di buoni sistemi che vengono però applicati con truffa, dolo o inganno e sicuramente deviati dall’originale impianto.

un esempio rapido : non siamo in crisi per colpa del capitalismo, ma lo siamo per colpa del capitalismo finanziario che nella sua degenerazione ha creato i mostri che abbiamo di fronte. si può obiettare che il capitalismo sia  la piattaforma che permette la crescita del problema.

risalendo la sequenza dei fatti vedrete che il problema sta nell’avidità di chi ha creato il prodotto finanziario incriminato.

altro esempio: in italia avevamo un buon sistema di energia idroelettrica. smantellato sull’onda delle tragedie legate alle dighe.

oggi siamo ad interrogarci sulla necessità di energie alternative.

viaLatouche guru della decrescita? Ma mi faccia il piacere! | lultimo miglio.

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4 thoughts on “Latouche guru della decrescita? Ma mi faccia il piacere! | lultimo miglio

  1. grazie per la citazione.
    io credo che sia un atteggiamento che fa parte dello spirito infantile: se il giocattolo si inceppa e papà non te lo aggiusta, frignare e prenderlo a calci invece che cercare la vite uscita di sede….mentre l’avidità materiale secondo me è la degenerazione facile e pigra dell’avidità che l’uomo dovrebbe avere di scoprire, collaudare, mettere a punto…e purtroppo ho l’impressione che riguardi sfere molto estese dell’umanità. Tra questi, chi ha leve per estendere il proprio raggio d’azione ovviamente fa danni tremendi….
    sull’hydro e sulle rinnovabili avrei da fare un po’ di commenti molto tecnici: troppo tecnici per allargarmi maleducatamente sui blog altrui, ma è un argomento bestialmente interessante…
    ciao

    • con ogni probabilità ho detto delle banalità sull’hydro. ti esorto quindi ad intervenire o correggere o con i commenti o con un post che sarò ben lieto di rilanciare. grazie

      • no, nessuna banalità, solo può essere interessante dare qualche flash, grazie per lo spazio.
        le grosse opportunità dell’hydro a bacino sono state perlopiù colte, almeno nei paesi ricchi. Fu la prima fonte di approvvigionamento elettrico (tessile e cartiere inizio 900 sorgevano in corrispondenza di impianti fatti quasi apposta). Purtroppo va anche rimarcato che raramente un bacino avrebbe acqua per fare il carico di base 24 ore e 365 giorni. Quindi questi impianti vengono usati per i picchi (e tra l’altro fanno un sacco di soldi perchè piazzano l’offerta “a zero” (cioè si “accontentano” di qualunque prezzo di equilibrio si formi, che comunque sarà alto, perchè è quello delle fasce peak, dove il price maker è l’impianto a gas, mentre l’hydro produce a costo marginale (quasi) zero). Una particolare categoria di impainti a bacino si chiama di pompaggio: consumano di notte per sollevare l’acqua a bacino, costo basso, la rimandano in turbina nelle ore peak, ricavo alto.

        E qui si potrebbe intravvedere lo smantellamento che dicevi: l’utilità degli impianti di pompaggio è strepitosa nell’abbassare il bisogno di potenza di picco complessivo, e fa anche abbassare il prezzo di equilibrio. Bene, chi ha in mano i pompaggi deve anche “piazzare” i suoi impianti a gas: oggi si assiste ad un sottoutilizzo voluto dei pompaggi! puntualizzo: il mercato è fatto in modo che, in una data ora, tutti prendono il prezzo più alto accettato, di equilibrio (cioè non è pay as bid: se lo abbassi lo abbassi per tutti!), e non lo si vuole abbassare più di tanto.

        Opportunità per nuovi impianti di pompaggio tra l’altro ci sarebbe: al sud, dove risolverebbero alcuni colli di bottiglia della rete che si manifestano per l’avvenuta proliferazione di eolico e fotovoltaico. Notare che mancano solo gli impianti, mentre i bacini ci sarebbero già, più o meno.

        Gli impianti ad acqua fluente sono un’altra categoria. però solo chi ha la fortuna di avere un rio delle amazzoni, un paranà o un fiume giallo ne può avere di continui tutto l’anno. Corsi d’acqua più piccoli devono rispettare alcune regole di deflusso minimo vitale e, insomma, il loro apporto alla generazione ha dei limiti.

        Per finire, io sono estremamente preoccupato rispetto alla vicenda del minihydro: grazie agli incentivi, ci sono migliaia di richieste di realizzare piccolissimi impianti la cui competitività economica è assicurata da incentivi (cioè tasche dei contribuenti): qualcuno di questi progetti è anche valido, io spero realmente che le autorizzazioni siano selettive (sia quanto a non discriminatorietà che a preservazione dell’ambiente).

        Colgo il tuo riferimento al Vajont e ne approfitto per un cenno storico: allora, la SADE, detentrice dell’impianto, tacque consapevolmente quel che stava succedendo per non deprezzare il valore dell’impianto, dato che la nascente ENEL stava acquisendo gli impianti dai 6 soggetti che producevano in Italia (e che tra l’altro presero dalla nazionalizzazione dell’energia un sacco di soldi, che si guardarono bene dal rimetterli industrialmente in circolo, forse ad eccezione della SIP).
        Bene, mi dai l’occasione di far notare che quanto a comportamento cinico nel settore dell’energia non è cambiato niente; e includo le rinnovabili, purtroppo percepite dal pubblico come qualcosa in mano a cavalieri bianchi senza macchia!

        Mi sono veramente preso tanto spazio, me ne scuso, buona giornata

        • tanto spazio?? desidero ringraziarti per il tempo che hai dedicato. troppa ignoranza circola, ma fin qui potrebbe anche passare, il peggio sta nella malafede. solo ragionamenti e spiegazioni corrette aiutano chi, come me vuole capire e ascoltare. grazie.

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