nuovo presidente di confindustria

in confindustria Squinzi batte Bombassei 96 a 82. direte: ecchissenefrega.

beh , considerato l’enorme potere ed influenza che ha l’associazione industriali, direi che ce ne dovrebbe fregare eccome.

con il 96 a 82 , tradotto per i non addetti, l’industria pesante viene sconfitta dal “resto del mondo”.

sembra così che in Confindustria la linea del patron della Brembo  appoggiato da lucaluca Cordero e diegodiego Della Valle  ( suoi soci nell’impresa dei nuovi treni di lusso NTV…) sia inadeguata al momento. aggiungete che Fiat è fuori da confindustria e che mister Marchionne se ne frega bellamente delle sorti dell’industria automobilistica italiana e del paese tutto.

la linea Bombassei era accreditata nella sezione “falchi” diversamente dalla storia di Squinzi che pare non abbia mai avuto vertenze sindacali con scioperi e nel suo gruppo non abbia mai licenziato nessuno.

per avere una buona sintesi del pensiero e delle linee guida di Squinzi leggere qui un intervista di Filippo Astone.

forse dalle parti di confidustria si sono resi conto che la “congregazione dell’acciaio” abbia fatto il suo tempo e che il resto del mondo chiede il suo spazio. articolo qui 

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2 thoughts on “nuovo presidente di confindustria

  1. Ti ringrazio per il post perchè non avevo dato molto peso a questa notizia nè, tantomeno, preso in considerazione la decisa spaccatura deglli schieramenti all’interno di Confindustria.
    In effetti, ciò favorirebbe la comprensione sul tipo di orientamento che potrebbe caratterizzare il futuro industriale di questo Paese. Oltre a questo, i più avveduti potrebbero anche leggere in filigrana le nuove ridistribuzioni di peso delle “famiglie industriali” nostrane (chi ne sa, integri con qualche commento utile, please!)
    Per la cronaca strettamente legata a Mapei (azienda di cui Squinzi è leader), consta di 9 sedi su territorio nazionale e 50 nel resto del mondo. Tutti ovviamente speriamo che questo sia indice della capacità di esportare la presenza italiana per conquistare nuovi mercati e non di delocalizzare. Se questo è vero, speriamo fortissimamente che Squinzi sappia insistere per un deciso incremento degli investimenti in Ricerca, di cui abbiamo un disperato bisogno.

    • nella chimica la ricerca è tutto. se negli altri settori la ricerca e innovazione posso avere momenti di “respiro” nella chimica la ricerca è essenziale, al pari del settore dell’informatica per esempio. se smetti perdi posizioni, e gli altri ti sorpassano.

      mapei rappresenta quello che avrebbe dovuto e potuto essere l’industria italiana senza i gravami della politica e del malaffare.
      ricerca e sviluppo, internazionalizzazione senza rinunciare alle sedi nazionali. solida e lungimirante leadership di un uomo che conosce il proprio mestiere( è laureato in chimica industriale …) e usa la finanza in modo sano.

      diversamente da quello che hanno fatto altri settori industriali , beneficiari di “aiuti di stato” sfacciati e vergognosi, di cui oggi paghiamo il conto sia in termini economici sia in termini sociali, mapei e l’industria chimica in generale, non ha avuto grandi aiuti, o quantomeno non paragonabili nemmeno alla lontana al quelli offerti alla “congregazione dell’acciaio”.

      dimostrando così che quando lo Stato sta “lontano” dall’impresa questa, se capace, confrontandosi con il resto del mercato, non solo sopravvive ma spesso ha il successo che merita.

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