esempi applicati

ho la fortuna di seguire personalmente con notizie di prima mano, alcune vicende di alcuni laboratori, chiamiamoli così, di “rappresentanza politica”.

in questo caso, partiti con una vicinanza grillina, si sono nettamente e ben distaccati e formulato una propria teoria.

sono l’esempio di come si può e si deve, in questo momento, “scendere in campo”.

non condivido alcune visioni, e alcuni basi concettuali tra cui la turnazione forzata delle cariche. non condivido per esempio l’implementazione a “città ciclabile” tramite corsie. mentre trovo forte l’idea dei quartieri a “30 all’ora”, dello spulcio delle regole già esistenti… ma sono solo dettagli, non importa.

quello che importa è che lo stiano facendo. che siano persone che fanno qualcosa con responsabilità avendo in mente il bene comune anzi, collettivo. sono si destra? di sinistra? spero che loro e altri come loro, abbattano definitivamente con il lavoro, e l’impegno operativo questa palla al piede concettuale.

certo, costa. costa sacrificio, tempo, rinunce, denaro, risorse. costa amicizie, affetti e molto altro. ma si deve.

quindi mi permetto di segnalare il link qui. sono http://www.listacivicaxsesto2012.it/

se poi l’argomento interessa dal sito si raggiungono tutte le informazioni e molto altro. si, proprio sesto san giovanni, alle porte di milano. passata dai Falk ai rapaci amministratori.

non è più tempo per leggere la storia. ora è il tempo per scriverla.

Borse: allarme rosso – Yahoo! Finanza Italia

pensare seriamente a cosa possano servire gli immani sacrifici a cui siamo sottoposti con la pressione fiscale.

sappiamo a chi vanno a finire i nostri soldi? bene, possiamo iniziare a rifiutarci di pagare le tasse?

articolo di Giancarlo Marcotti per Finanza In Chiaro del 23 aprile.

Borse: allarme rosso – Yahoo! Finanza Italia.

qui , sempre di Marcotti  da cui estraggo la parte non relativa al commento di giornata >> Ed oggi la spia rossa della riserva ha pure smesso di lampeggiare, perché se il nostro Ministro dello Sviluppo Economico (che quindi avrebbe il compito di far sviluppare l’economia del Paese) si presenta ad un’audizione alla Camera e dice letteralmente che “siamo nel pieno di una seconda recessione che durerà per tutto l’anno in corso” confezionando il tutto con un’analisi sul comparto bancario che definire funesta sembra un eufemismo, ebbene cosa possiamo aspettarci che avvenga poi sulla nostra Borsa? Qua non siamo al dilettantismo politico, ma all’analfabetismo politico!!! Abbiamo voluto (per la verità io no!) dei tecnici al Governo e questo è il risultato! Una marea di tasse che stanno soffocando il Paese ed un’incapacità totale nel creare un minimo di fiducia in una ripresa.Si è arrivati poi al colmo, poiché, proprio mentre il nostro Ministro dello Sviluppo Economico si esprimeva così in Parlamento, un segnale di maggiore ottimismo arrivava nientemeno che dall’Ocse.L’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico, infatti, pur confermando le difficoltà per la prima parte dell’anno (ed in particolare del primo trimestre) affermava che “andrà meglio da luglio”, se siamo arrivati al punto di affidarci alle dichiarazioni dell’Ocse per trovare una maggior fiducia nel futuro, beh, siamo messi proprio bene!<<<

adesso sono al governo. pensate  ai danni fatti nei precedenti incarichi….

cosa stavamo dicendo degli spechi?
vabbeh direte magari LaStancaSylvie è una cazzara iperbolica e allora ci facciamo due risate perchè scrive in modo sublime. ma penso che sia tutto vero.

Downshifting Baby

No, perché se lavorate in azienda e pensate di avere visto ogni brutalità, ingiustizia, illusionismo, sopruso, spreco, ammenicoli e diavolerie… beh, vi fermo subito e vi dico che se non avete mai avuto occasione di lavorare con/per un ente statale allora non avete visto niente. NoNothing Inc. a confronto è il paradiso dell’etica e del buon gusto.

Non posso scendere nei dettagli, per ovvi motivi, ma in qualche bullet vi posso raccontare i fatti salienti:

  • stiamo realizzando per e con Lo Stato, con una delle mille costole di uno dei mille ministeriubbicadi a Roma, una serie di piattaforme e servizi , pagati, che ve lo sto a dire a fare, con i soldi pubblici

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sprechi statali . i veri parassiti

la cosa non è proprio di questi giorni. nei primi giorni di gennaio, Mario Baldassarri fa una specie di denuncia intorno agli sprechi statali.

in sostanza dice che invece del massacro di tasse a cui Monti ci prepara sarebbe meglio andare a vedere quali sono gli sprechi enormi che si annidano nel funzionamento della macchina statale. non solo. essendo aree opache di decisone sono esse stesse fonte di corruttele oltre che di cattiva gestione.

poi dice una cosa fan-ta-sti-ca: sono cose che conosciamo benissimo sia io che il mio amico e collega Giarda ( governo). che sappiamo da almeno vent’anni e che non riusciamo ad abbattere. insomma il famoso “lo sanno tutti”. bene, risparmio le considerazioni di indignazione, che ognuno può fare per conto suo.

riporto dall’articolo della Stampa.it : «Con Piero Giarda eravamo nella commissione tecnica della spesa pubblica 25 anni fa e già allora scoprimmo che una penna Bic poteva costare da 300 a 3000 lire. I veri costi della politica non sono negli stipendi o nel numero dei Parlamentari. Se impostassimo un taglio di metà dei loro stipendi e del numero di deputati e senatori risparmieremmo 450 milioni di euro all’anno. Invece ne buttiamo altrove 45 miliardi. Sono questi i costi della politica veri».

articolo del sole24ore >>qui  in cui la cosa interessante è che si spendono 300 miliardi di euro per l’erogazione di servizi a cittadini e imprese di cui 100  solo per il funzionamento della macchina ministeriale!! ancora peggio per la cifra dedicata all’acquisto di beni e servizi: 136 miliardi. ecco il mammellone nel quale si annidano con ogni probabilità i veri parassiti d’Italia.

articolo della La Stampa.it >>qui con l’intervista a Baldassarri. indica con facilità risparmi dell’ordine di 40-50 miliardi. ricordo solo che le manovre fatte a colpi di tasse ammontano alla stessa cifra, con grande plauso degli adepti dell’economia.

riporto dall’articolo: <<È su queste ultime, che riguardano gli acquisti dei beni e servizi della pubblica amministrazione, che si annida un 30 per cento di ruberie mostruose. Questa voce comprende forniture, appalti, global service, insomma le lenzuola, le medicine o le siringhe dell’ospedale. Sono 137 miliardi di euro. Infine, una voce molto nascosta negli ultimi anni, è quella dei contributi alla produzione, 42 miliardi che nel 2011 scendono a 39. Il totale è un patrimonio da 180 miliardi che si può aggredire con enormi risultati».

e sottolineo sempre nello stesso : “E perché non si è mai fatto sinora? ( chiede il giornalista)
«Perché il nodo è politico: significa tagliare il brodo di coltura di 300 mila persone che si nasconde e prospera nella zona grigia che sta tra politica, economia e affari.>>

l’argomento mi serve prorpio per sottolineare, usando Baldassarri come testimonial, di quello che stiamo dicendo da tempo, che la gente comune percepisce benissimo, ma che questa classe politica e tutto l’apparato burocratico statale ad ogni livello non vuole ammettere: il nostro Stato così come è concepito e nella sua attuale evoluzione, divora la nostra ricchezza in spese inutili e inconcepibili. Non più tollerabili, sia per una questione strettamente finanziaria, sia e sopratutto per una questione etica e morale ancora più importante.

 

altri link >>qui

e toccando anche altri orgomenti Baldassarri su Tiscali.it >>qui

 

Irlanda, la tassa non è di casa – ECONOMIA

e se prendessimo spunto anche noi dal fiero comportamento degli irlandesi? al momento si sono ribellati al 50% non pagando il balzello messogli sulla casa. ovviamente lo Stato fa la voce grossa e sarà interessante vedere come andrà a finire.

da sottolineare inoltre che il 31 maggio gli irlandesi saranno chiamati ad esprimere la loro opinione sull’adesionde al fiscal compact .

da noi invece in questi giorni qualcuno sta chiedendo l’ennesimo referendum sul finanziamento dei partiti. che tristezza.

Irlanda, la tassa non è di casa – ECONOMIA.

la grande bugia sulle tasse

siamo tempestati , e sta prendendo radice nella testa delle persone, dal messaggio secondo il quale se tutti pagassero le tasse allora tutti ne pagheremmo meno. 

semplicemente questa affermazione non è vera. dire e far credere questo significa solo crearsi una giustificazione all’aumento sconsiderato delle tasse.

si inocula inoltre un argomento di astio tra persone che favorisce l’intorbidimento dei rapporti sociali tra i diversi gruppi di persone che , tutte , compongono la società. insomma un modo per mettere gli italiani uno contro l’altro in un clima di odio diffuso e pericolosissimo.

la campagna è iniziata non a caso con ampio anticipo, sapendo che prima o poi le tasse sarebbero state aumentate in modo considerevole, come puntualmente sta avvenendo.

ricordo che è lo stato che decide l’ammontare delle tasse. quindi si pagano meno tasse solo quando lo Stato decide di imporne in misura minore. se chiede meno al cittadino. se si limita ad erogare ed amministrare le funzioni fondamentali dello Stato libero e democratico e non altro.

solitamente si obbietta a questo che così si taglia la spesa pubblica, quindi i servizi ai cittadini, la sanità, la scuola, la ricerca. insomma il solito armamentario per spaventare il cittadino, che così accetta di pagare l’eresia impositiva a cui siamo arrivati.

no. quello che bisogna dire è che all’interno del funzionamento dello stato esisto sprechi colossali per decine di miliardi anno. ( ne vengono calcolati tra i 40 e i 60 ) sono quelli che vanno soppressi.

perchè sono quelle che arricchiscono un numero limitato di persone, sono terreno di corruzione e collegamento all’economia delle mafie. sono quelle le arre nelle quali si collega il terreno della politica che oggi conosciamo.

certo l’evasore è un ladro. certo è immorale quello che fa. certo fa una cosa scorretta.

ma uno Stato che spreca i soldi dei cittadini cosa è rispetto all’evasore? forse meno ladro, immorale e meno scorretto? no, è peggio.

poichè è allo Stato, nella rappresentazione della giustizia e dell’equità che esso deve rappresentare  che il cittadino guarda e si aspetta di vedere il comportamento corretto, giusto ,equo.

lo Stato ha una cifra di spesa che deve coprire: poniamo sia 100. questi signori ci raccontano la palla: siccome dobbiamo coprire 100 se pagano in 100 fa 1 se pagano in 50 fa 2 a testa. bello vero? peccatto che sia falso. ( o almeno, vero solo in parte) .

intanto per logica va considerato anche che volendo, potrebbe pagare tutto uno solo. ( caso nel quale gli altri sarebbero parecchio felici). poi bisogna dire che in effetti se per 100 pagano in 90 è meglio. ma il cumulo da pagare è sempre lo stesso. si pagano meno tasse solo se invece che 100 lo Stato funziona con 80, 70, 50…

quindi si pagano meno tasse solo se lo Stato ne chiede meno. non se le pagano tutti. altrimenti la fame del mostro non potrà che aumentare e si rivolgerà sempre sugli stessi soggetti.

guarda a caso quello che sta capitando in questi sciagurati tempi.

sempre ottimo spezia. ha colto da acuto giornalista una frase rivelatrice di cosa veramente stia facendo il governo Monti. opprime di tasse i cittadini per restituire un debito senza fare la cosa più naturale: l’abbattimento delle spese inutili.

Minuzie

Il Corriere della Sera riporta la seguente frase del ministro per i rapporti con il Parlamento, Piero Giarda, che si sta occupando della cosiddetta spending review. Mi sembra che dimostri in maniera lampante il posto che l’operazione di revisione della spesa pubblica occupa nella lista delle priorità

“La spending review è un’operazione complicata alla quale sto lavorando pressoché da solo e quasi a titolo personale, sulla base della delega ricevuta dal presidente”

(certo, poi c’è da notare la contraddizione tra “titolo personale” e “delega del presidente”. Ma meglio non infierire)

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oggi che si sta mostrando il mutante impazzito dell’economia nella sua forma del capitalismo finanziario, ci poniamo di fronte alla discussione della crescita. cosa è veramente, come dovrebbe essere in che aberrazione è stata portata almeno qui in occidente. quali danni morali abbia fatto una questione apparentemente materiale che forse è solo l’espressione tangibile di una parte della natura dell’uomo. a partire dall’nteressantissimo post di sting10 seguire i vari link permette approfondite riflessioni

sting10

In questi giorni si sente un gran parlare di crescita.

Un articolo apparso sul “sole” qualche giorno fa, ha come titolo ‘La crescita è il vero tabù che dobbiamo abbattere’L’ho letto speranzoso di trovare qualcuno che finalmente avesse capito che la ricerca ossessiva della crescita rasenta la malattia.
Speranze riposte male.

Si parla di crescita, come vero tabu’ per l’Europa.

Nell’articolo si parla dell’Irlanda , dove, “nonostante gli appelli al patriottismo del premier Enda Kenny, in Irlanda la metà dei contribuenti si rifiuta di versare il tributo sulla casa”

Si parla anche dell’Olanda , dove, per “tagliare quest’anno altri 10 miliardi di spesa pubblica il deficit olandese sfonderà il concordato tetto del 3% incorrendo in sanzioni semi-automatiche.”

Non poteva mancare la Grecia ovviamente, la cui situazione disastrosa e’ sotto gli occhi di tutti.

Le mie speranze di leggere un articolo sulla decrescita su un giornale importante come il sole…

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