sprechi statali . i veri parassiti

la cosa non è proprio di questi giorni. nei primi giorni di gennaio, Mario Baldassarri fa una specie di denuncia intorno agli sprechi statali.

in sostanza dice che invece del massacro di tasse a cui Monti ci prepara sarebbe meglio andare a vedere quali sono gli sprechi enormi che si annidano nel funzionamento della macchina statale. non solo. essendo aree opache di decisone sono esse stesse fonte di corruttele oltre che di cattiva gestione.

poi dice una cosa fan-ta-sti-ca: sono cose che conosciamo benissimo sia io che il mio amico e collega Giarda ( governo). che sappiamo da almeno vent’anni e che non riusciamo ad abbattere. insomma il famoso “lo sanno tutti”. bene, risparmio le considerazioni di indignazione, che ognuno può fare per conto suo.

riporto dall’articolo della Stampa.it : «Con Piero Giarda eravamo nella commissione tecnica della spesa pubblica 25 anni fa e già allora scoprimmo che una penna Bic poteva costare da 300 a 3000 lire. I veri costi della politica non sono negli stipendi o nel numero dei Parlamentari. Se impostassimo un taglio di metà dei loro stipendi e del numero di deputati e senatori risparmieremmo 450 milioni di euro all’anno. Invece ne buttiamo altrove 45 miliardi. Sono questi i costi della politica veri».

articolo del sole24ore >>qui  in cui la cosa interessante è che si spendono 300 miliardi di euro per l’erogazione di servizi a cittadini e imprese di cui 100  solo per il funzionamento della macchina ministeriale!! ancora peggio per la cifra dedicata all’acquisto di beni e servizi: 136 miliardi. ecco il mammellone nel quale si annidano con ogni probabilità i veri parassiti d’Italia.

articolo della La Stampa.it >>qui con l’intervista a Baldassarri. indica con facilità risparmi dell’ordine di 40-50 miliardi. ricordo solo che le manovre fatte a colpi di tasse ammontano alla stessa cifra, con grande plauso degli adepti dell’economia.

riporto dall’articolo: <<È su queste ultime, che riguardano gli acquisti dei beni e servizi della pubblica amministrazione, che si annida un 30 per cento di ruberie mostruose. Questa voce comprende forniture, appalti, global service, insomma le lenzuola, le medicine o le siringhe dell’ospedale. Sono 137 miliardi di euro. Infine, una voce molto nascosta negli ultimi anni, è quella dei contributi alla produzione, 42 miliardi che nel 2011 scendono a 39. Il totale è un patrimonio da 180 miliardi che si può aggredire con enormi risultati».

e sottolineo sempre nello stesso : “E perché non si è mai fatto sinora? ( chiede il giornalista)
«Perché il nodo è politico: significa tagliare il brodo di coltura di 300 mila persone che si nasconde e prospera nella zona grigia che sta tra politica, economia e affari.>>

l’argomento mi serve prorpio per sottolineare, usando Baldassarri come testimonial, di quello che stiamo dicendo da tempo, che la gente comune percepisce benissimo, ma che questa classe politica e tutto l’apparato burocratico statale ad ogni livello non vuole ammettere: il nostro Stato così come è concepito e nella sua attuale evoluzione, divora la nostra ricchezza in spese inutili e inconcepibili. Non più tollerabili, sia per una questione strettamente finanziaria, sia e sopratutto per una questione etica e morale ancora più importante.

 

altri link >>qui

e toccando anche altri orgomenti Baldassarri su Tiscali.it >>qui

 

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5 thoughts on “sprechi statali . i veri parassiti

  1. Ciao,

    purtroppo devo farti lo stesso appunto di quello appena rilasciato in un mio commento sul post dello “Stato drogato” e riguarda “le fonti”. In questo caso, prendo da Wikipedia:

    Mario Baldassari
    Viceministro dell’Economia
    e delle Finanze
    Durata mandato 11 giugno 2001 –
    2 maggio 2006
    (insieme a Gianfranco Micciché e poi a Giuseppe Vegas)
    Presidente Silvio Berlusconi
    Predecessore Vincenzo Visco (da Ministro)
    Successore Vincenzo Visco con
    Roberto Pinza
    Dati generali
    Partito politico Futuro e Libertà
    in precedenza: AN e PdL
    sen. Mario Baldassarri
    Monogramma del Senato della Repubblica Italiana Parlamento italiano
    Senato della Repubblica
    Luogo nascita Macerata
    Data nascita 10 settembre 1946
    Professione Docente universitario, consulente, pubblicista, ricercatore
    Partito Il Popolo della Libertà
    Legislatura XV; XVI
    Gruppo Futuro e Libertà. Per l’Italia
    Circoscrizione Marche
    Incarichi parlamentari

    Presidente della 6ª Commissione permanente (Finanze e tesoro)

    Questa persona è IL PROBLEMA. Se voglio ascoltare qualcosa di utile sull’economia, voglio ascoltarla da uno che non è stato parte significativa e preponderante del disastro economico e sociale in cui ci troviamo. Altrimenti saranno sempre lì. Sono sempre lì. Basta, ha fatto la sua parte di danni, non ne parliamo più, perché tirarli in ballo ancora, perché ascoltarli? E’ ovvio che sanno tutto, i pentiti di mafia sanno tutto della mafia, ma mafiosi restano. Perché ridargli una dignità di commentatori, di testimoni, perché legittimarli?

    Certo che sa tutto, è lì che mangia e beve con gli altri.

    Si deve avere il coraggio di voltare pagina, questa gente deve andarsene, se dice qualcosa lo si deve ignorare, non portano niente di buono, non ci sarà rinnovamente se uno continua a stare lì o ad essere considerato attendibile, non c’è italiano che non sappia che lo Stato spreca, ma chi spreca è proprio colui che denuncia lo spreco, è un teatro, una rappresentazione scenica, un gioco in cui stiamo ancora ad ascoltare il conducente del Titanic, dobbiamo dimenticarci del vecchio, dimenticarli, togliergli ogni considerazione, sono falliti, hanno fallito (fatto fallire il Paese, loro stanno benone), dimenticarli è molto più utile, si fa un passo avanti, tirarli in ballo ancora e dire che il Paese va male invece non è affatto un passo avanti, è un girare intorno alle cose, non è l’indignazione che manca in Italia, ma la capacità di non riesumare più le mummie, qualunque cosa possano dire, non ascoltarli neppure, non lasciarsi fregare, andare avanti, ascoltare altri che finora non hanno fallito.

    Il vero parassita è colui che sta troppo bene e non se ne vuole andare.

    Ciao.

    • ho smesso di fare alcune precisazioni e me ne scuso anche con te. quando cito una fonte non è detto che la condivida, ma mi serve e spero serva a fare delle riflessioni. nel caso specifico avrai notato che ho inserito una riga nella quale scrivo “risparmio le considerazioni di indignazione, che ognuno può fare per conto suo” proprio perchè quando lessi l’articolo sul cartaceo de LaStampa, commentai con chi mi era di fianco la mai indignazione proprio sul fatto che Il Baldassarri dicesse che tutto è noto da tempo omettendo ovviamente che aveva per diverso tempo ricoperto incarichi di governo in posizioni significative e capaci di incidere sui problemi in questione.
      per questo devo ringraziarti, perchè il tuo sdegno in proposito riflette il mio pari pari. non l’ho inserito solo per “accorciare” il post, ma chiunque sano di mente e un minimo informato , come dici correttamente non è l’indignazione che manca, non può che avere sentimenti di disprezzo per questa categoria di personaggi politici.

      sul fatto che quando questi parlano si debba ignorarli sono su una posizione diversa. bisogna ricordargli ogni volta che raccontano balle . bisogna rinfacciarglielo e non permettergli di sgusciare via. bisogna ricordarsi ogni istante, ogni momento quello che hanno fatto.
      del disastro economico e morale a cui ci hanno portato. e comportarsi di conseguenza con atti, azioni, voti, resistenza e opposizione. ne va della nostra vita.

      • Guarda, io sono convinto che ciò di cui hanno paura i personaggi pubblici non è la critica, anzi quella li tiene vivi, li alimenta, ma l’indifferenza.Ma una “sana” indifferenza, disinteresse vero, non fittizio, guardare avanti e dimenticarsi di loro, spariranno senza attenzione, magari sostituiti da altri anche peggiori, ma quei vecchiacci maledetti spariranno.

        L’incapacità di non ascoltarli li mantiene in vita. Attenzione, non parlo di censura, anche perché gente con quelle lingue e quella faccia di c…uoio è impossibile farli tacere un attimo, ma di autocontrollo personale, di “liberazione dalle loro parole insulse”, decidere di non ascoltare. Se si fa questo non si ha bisogno di molto altro, quel modello è fallito, si guarda altrove e si va avanti. Noi non riusciamo neppure a “guardare” avanti, siamo sommersi dai volti, dagli schemi, dalle ideologie del passato. C’è gente che spaccia per originali dei discorsi che sarebbero andati bene negli anni 70-80, ma anche prima, e noi non sappiamo esprimere le potenzialità di “questo” mondo di oggi.

      • @ Exodus, riguardo la Sana Indifferenza.

        Hai ragione, ma a una condizione: che la sana indifferenza scaturisca da una profonda presa di coscienza.
        Teniamo sempre presente che questo è un Paese che ha fermato i programmi scolastici alla seconda guerra mondiale. Questo è un Paese che non ha mai fatto piena luce sulle stragi impunite, le logge, le mafie e chi più ne ha più ne metta.

        E’ ovvio che io non mi sto rivolgendo a te, ma ai milioni di miei concittadini per cui “cambia la banda, ma la musica è sempre la stessa”. Gente che si oppone al Barzellettiere con gli attuali PD / Sel / Lega. Gente che subisce un mezzo golpe tecnocratico e lo accoglie scendendo in piazza a festeggiare con i flute di spumante…

        Perchè poi il nostro rischio è sempre questo: voltiamo pagina senza aver veramente fatto i conti con il passato.
        No: non dobbiamo essere indifferenti a certe persone o a certi fatti. E’ necessario attribuire le giuste responsabilità, spiegare gli errori e, soprattutto, RICORDARLI.

        Solo così saremo veramente in grado di voltare pagina e provare a scrivere una storia diversa. E son d’accordo con te: ne abbiamo davvero un disperato bisogno…

  2. Siamo un paese che fa sempre i “conti con il passato”; che ricorda i delitti fascisti, comunisti, democristianisti, berlusconisti, e…

    e poi non “volta mai pagina”.

    E’ normale: se fai i conti con il passato, non puoi fidarti dell’altra parte, la devi combattere. E se combatti non svolti pagina, devi continuare a combattere, e ancora, ancora, ancora, ancora, gli ultimi venti anni sono stati una guerra.

    Lotta per far andare in galera un uomo da una parte, per non andare in galera dall’altra. Durante la guerra il Paese è morto.

    Arriva un mago, torna indietro di diciotto anni nel tempo, e dice alla gente: volete impunità per un uomo solo e vivere in un paese “normale” o quasi, oppure giustizia a tutti i costi e arrivare al fallimento dello Stato con un governo che massacrerà la popolazione senza essere neppure votato? Cosa volete accada tra vent’anni? Donne, champagne e ricchezza immeritate per un uomo libero oppure correre il rischio e provare a inchiodarlo e correre il rischio di distruggere la prosperità faticosamente conquistata?

    Cosa risponde la gente normale, comune, al mago? Cosa risponde, non l’elite al potere, magistratura, politica, finanza, economia, loro vogliono guerra ad oltranza perché in guerra ci sono i profitti, ma cosa risponde la sterminata maggioranza al mago tornato indietro nel tempo?

    Cosa è, sarebbe stato, più intelligente fare?

    E cosa vogliamo fare adesso? Magari la guerra è l’unica cosa che ormai sappiamo fare, se è così occorre solo avere fortuna e cercare di schivare le pallottole.

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