Spagna …olè!

 

Ormai è chiaro e non ci sono dubbi: si naviga a vista e si cercano soluzioni “tecniche” per rattoppare le crisi che a spirale in cui l’Europa è avvitata.

Attendiamo soluzioni dai vari Draghi e Van Rompuy in un clima di agonia generale. La Politica ha perso qualsiasi spinta propulsiva e nessuno è in grado di proporre una spinta ideale, un piano di grande respiro.

il liberismo viene citato solo quando si stratta di RUBARE LE RISORSE , di solito pubbliche, ai cittadini.
ma quando si tratta di decidere che qualche banca debb fallire, come prevede serenamente la teoria del libero mercato, allora diventano tutti preoccupati del bene dei cittadini e ci tirano in ballo la teroia del “too big to fail”.

In tutte queste architetture, Euro-Towers, Banking Unions, doppi salti mortali carpiati, stratagemmi finanziari i leaders alla Monti ci stanno dimostrando che i popoli ,sul cui sangue si sta giocando, contano nulla.

Cose come Referendum o elezioni sono solo una perdita di tempo, un fastidio e vengono puntualmente disattesi.
Noi dobbiamo solo lasciarli lavorare, perchè la gente non è all’altezza di capire problemi troppo seri e importanti. fateci caso , nelle interviste ai membri di questo governo truffa: quannte ovlte rispondo “ci stiamo lavorando”.

comunque puntualissimi, sono arrivati 100 miliardi alle banche spagnole. Come previsto, la soluzione per tirare a campare qualche altro mese. Per la gioia di Obama, di Merkel, e delle Banche spagnole che piangono miseria e poi finanziano i mercati pazzi del pallone (Real Madrid, Barcellona), dei palazzinari e dei politici.

E siam sempre li: quando si tratta di statalizzare le perdite degli istituti PRIVATI i Liberisti diventano subito di sinistra e fanno man bassa di soldi pubblici.

Ma i bonus di questi meritosissimi manager quando li tagliamo?? un po’ di sana Spending Review? E la Tobin tax? E la separazione Banche d’Affari e Banche di Investimenti quando la ripristiniamo?

Ma soprattutto: cosa aspettiamo a fare un piano vero di ripresa economica che parta dalla produzione invece che dalla finanza?

mai siamo solo un continente da spolpare. con in più un fastidioso accessorio: il popolo che ci abita.

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14 thoughts on “Spagna …olè!

  1. Già, non vedo proprio soluzioni.

    Nel 1919 la situazione era ancor più confusa, con l’aggravante che l’esercito era stato smobilizzato e c’era gente che aveva combattuto e s’era portato le bombe a casa come ricordo.

    Sappiamo com’è finita, in vent’anni il paese è stato raso al suolo.

    Mah, la differenza è che in questo momento non ci sono tutte quelle armi in giro. Però rischia di finir male lo stesso.

  2. Exodus, la sensazione è che questo sistema (di Economia Finanziaria e di Europa) sia fallito. E’ un processo lungo e complesso, ma non ci sono molti dubbi sul fatto che non può stare in piedi. Il problema è che chi lo governa non può (ovviamente) proporre qualcosa di alternativo a se stesso e tende a resistere o a rinnovarsi solo quel poco che basta per perpetuarsi all’infinito.
    Oltretutto, questa Politica (e non solo italiana) non sembra in grado di rispondere primariamente agli interessi dei milioni di cittadini che dovrebbe rappresentare.
    Faccio un esempio concreto. Le Banche sono in difficoltà e decidiamo di aiutarle: ok, ma possibile che questi aiuti e sacrifici chiesti alla gente vengano elargiti senza pretendere un minimo di regolamentazione finanziaria?
    Ma dopo la crisi del 1929 non avevamo già compreso che era necessario separare le Banche d’Affari dalle Banche di Investimento (e così poi era stato fino agli ultimi sciagurati decenni)?
    E inoltre: ma è possibile che si stampino miliardi di dollari e di euro per dare liquidità alle Banche fallite e poi non si trovi una frazione molto inferiore per finanziare cose come l’istruzione ?

    Concludo provocatoriamente: siamo sicuri che esista un problema di inflazione quando negli ultimi anni la FED ha davvero stampato fiumi di dollari ??
    Il mio sospetto è che l’attuale livello di capacità produttiva sia ampiamente in grado di soddisfare la domanda e chi stampa dollari (o euro) lo fa infatti senza preoccuparsi troppo, ma poi ti viene a sbandierare lo spettro inflazione solamente quando si tratta di dover dare una mano a te…o Sbaglio?

    • Beh, magari per chi ne sta traendo colossali benefici questo sistema è pienamente riuscito. Questione di punti di vista.

      Ciò che trae in inganno è il considerare che un sistema debba assicurare la prosperità per… per chi? Ecco. Un sistema è concepito per far trarre benefici ma a chi?

      Se continuiamo a considerare che i benefici debbano andare al “popolo sovrano” altrimenti un sistema è da considerare fallito, allora non abbiamo compreso l’essenza delle collettività umane e siamo destinati a ripetere eterni errori di valutazione personale.

  3. La capacità produttiva è talmente alta che se non venisse inserita scarsità attraverso l’uso del denaro non esisterebbero più classi dominanti. Una classe è dominante quando le altre non possono accedere al suo livello di benessere. Se non ci fosse un freno, il denaro, non esisterebbe l’ordine sociale. Come controlli una popolazione che ha già tutto. Si dovrebbe ricorrere alla forza. Il denaro crea scarsità in un sistema con abbondanza di risosrse. Butto la roba ma se non hai denaro non te la do’. Il denaro è il tuo limite. Il denaro ti tiene sotto controllo.

    Ma è un sistema di controllo. Quando non c’era denaro c’erano altri sistemi di controllo. E altri ancora ne verranno. Sono meccanismi quelli che tu descrivi, ma il problema non è il meccanismo, è l’uomo. Dopo la crisi del ’29 abbiamo avuto tempo per una guerra mondiale e il rischio di un’ecatombe nucleare. E le banche d’affari non erano anche banche commerciali.

    Cmq la FED può astampare fiumi di dollari finché il petrolio viene pagato in dollari. Del dollaro si avrà cmq bisogno.

  4. Già…! E’ sempre molto interessante capire meglio i meccanismi che vengono utilizzati per prenderci in giro nella vita quotidiana. E questo del mandato BCE sull’inflazione (applicato nei termini attuali) è diventato uno di quelli…

    Scusa, Exodus: da questo punto di vista, tu pensi potrebbe avere un qualche senso l’utilizzo di Monete Complementari per provare ad alleviare un minimo gli effetti di queste politiche o anche solo a provare a spiazzare i prodotti a basso costo della globalizzazione e promuovere i nostri prodotti locali?

    p.s. a Nottebuia, se fosse possibile, chiederei addirittura uno spazio di approfondimento dedicato, perchè non vorrei andare troppo OT qui…grazie a tutti 🙂

    • Dans,

      e tu pensi che in un paese come il nostro con il record mondiale di truffe e criminalità organizzata sarebbe una buona idea creare una monetà complementare?

      Non riusciremmo mai a prevenire l’ammontare di truffe che spunterebbero dall’oggi al domani, sarebbe carta (o bit) straccia sin dalla nascita.

      In Svizzera però l’hanno fatto, sembra funzionare.

      Credo che sia la camera di commercio forse di Lille, ma non sono sicuro, cmq una camera di commercio francese che sta conducendo un esperimento molto più intelligente e ambizioso: stanno creando una camera di compensazione in cui gli aderenti possano pareggiare debiti e crediti senza passaggio di moneta. E’ praticamente un sogno che si avvera: invece di aspettare i pagamenti, gli aderenti al circuito compensano direttamente evitando banche, imprevisti e altri costi connessi. Molto interessante.

  5. Perdonami, Exodus, approfitto delle tue competenze economiche per sforzarmi di capire qualcosa in più su questi temi.

    Mi par di comprendere che le Banche in effetti creano moneta, o meglio la creiamo noi quando paghiamo le rate del mutuo e restituiamo denaro “vero” frutto di lavoro (perchè la Banca ci presta in realtà una cifra “inventata”).
    Se dunque, in questa situazione di indebitamento crescente delle piccole imprese, proponessimo alle Banche di rinunciare a una parte del loro credito, queste ultime non accuserebbero perdite gravi e sofferenze ma solo un minore guadagno. Ribadisco: solo un minore arricchimento per le Banche e nessuna perdita!

    Questo, oltre ad aiutare qualche piccola impresa a non chiudere, potrebbe anche contribuire a stabilizzare il nostro sistema in quanto rallenterebbe la crescita dell’indebitamento (che aumenta con gli interessi), oltre ad evitare l’innesco di situazioni di panico scatenate dall’eventuale insolvenza dei debitori.

    Certo, si tratta di misure eccezionali, ma lo è anche togliere il pane di bocca alle famiglie e far morire la piccola impresa.

    Aiutami tu, Exodus! Eresie? Ingenuità? D’accordo, ma dopo le considerazioni sull’inflazione se quello che dico è (almeno formalmente) corretto sarò ancora più consapevole dell’assurdità di questa stagione di lacrime e sangue…

    • Dans,

      il tema monetario è molto controverso e ha dell’incredibile perché sembra che una cosa medesima possa essere soggetta a innumerevoli interpretazioni, a seconda di chi descrive il fenomeno, se banche o oppositori delle banche.

      Adesso uso un linguaggio impreciso ma quanto più semplice possibile:

      sembra che la Rivoluzione Americana sia scoppiata quando Re Giorgio impedì la circolazione della valuta propria delle colonie, costringendo quindi all’utilizzo della moneta inglese. Questo cappio intorno al collo non piacque, i tempi erano maturi a causa di altre insofferenze, e successe ciò che consideriamo una rivoluzione. Quindi il tema monetario è molto delicato. I fondatori dei neonato Stati Uniti avevano ben chiaro quale fosse il pericolo rappresentato dalle banche.

      “Io credo che le istituzioni bancarie siano più pericolose per le nostre libertà di quanto non lo siano gli eserciti permanenti. Essi hanno già messo in piedi un’aristocrazia facoltosa che ha attaccato il Governo con disprezzo. Il potere di emissione deve essere tolto via dalle banche e restituito al popolo, al quale esso appartiene propriamente.”

      Thomas Jefferson

      Quindi inutile parlare di accordi con le banche, bene pubblico e bene delle banche sono due poteri contrapposti e in armi. Non può esserci accordo ma solo vigilanza e limitazione del potere delle banche.

      Poi non mi è chiaro come descrivi la rinuncia delle banche al loro credito, su che base? Ci sono già accordi per il congelamento dei debti in situazioni particolari, per i mutui (poi vengono caricati però nel tempo maggiori interessi) ma sono accordi politica-banche. Solo in situazioni straordinarie e non tali da intaccare il sistema di rendita bancario.

      Nel sistema di emissione monetario, così come concepito, una certa percentuale di fallimenti per mancanza di liquidità è già insita. Adesso non spiego il meccanismo, ma se immetto 100 sul mercato, e chiedo 105 di ritorno, e ci sono solo 100 disponibili perché tanti ne ho emessi, mancheranno 5 di interesse bancario e chi si trova con i 5 € da pagare si indebita o fallisce. Il fallimento per mancanza di liqnuidità, o l’aggravarsi del debito di 5 €, è strutturale, perché mai le banche dovrebbero impedirlo? PEr loro sono crediti che non torneranno mai indietro, meglio tagliare, perdere qualcosa ma mettersi al riparo lasciando la barca che affonda.

      Poi perché le banche dovrebbero salvare le piccole imprese che affondano? Questo semmai potrebbe essere, e solo in certisistemi, una preoccupazione dello Stato, ma neppure, la piccola impresa non ha un potere di ricatto sull’economia, se affonda ne nasce un’altra oppure lo spazio viene occupato dal pescecane più grosso.

      Salvare l’economia non èil bussiness delle banche. Lo è semmai avere rapporti con grandi aziende e controllarle tramite i loro debiti. Un conto è controllare la FIAT (e poter così condizionare la stessa attività di governo) un conto è possedere la piccola azienda PINCO di cui non si sa che farsene.

      Tramite il bussiness le banche controllano la nazione. Sarebbe diverso nel caso di piccole banche, ma ormai si vanno accorpando creando gruppi mastodontici con proiezione internazionale e scarso interesse verso i piccoli. Poi i maggiori profitti li ottengono dal mondo finanziario virtuale, non da quello reale delle piccole produzioni.

      La domanda semmai è: “perché dovrebbero dare una mano alle piccole imprese?”. Per beneficienza no di certo. La politica tuttavia concorsa, come ho già detto, degli interventi, ma nel lungo periodo gli interessi aumentano. Anche i derivati che hanno distrutto le aziende sono stati presentati come “assicurazioni contro il rialzo dei tassi mondiali”. Era un’assicurazione per permettere alle imprese di fronteggiare eventuali rialzi dei tassi. In realtà c’è a chi è andata bene e chi si è rovinato.

      Il problema di fondo è che la politica potrebbe fare ciò che vuole se fosse forte, ma non lo è.

      Rotschild in Francia speculava contro il franco, il Premier Clemenceau lo convocò e gli disse che se non smetteva subito lo avrebbe fatto fucilare per alto tradimento (allora si poteva fare), il giorno dopo la speculazione terminò. La trovi ragionevole come proposta?

  6. …molto chiaro ed esauriente, direi !!
    No, non intendo pretendere di spiattellare soluzioni per risolvere la situazione in cui versiamo, ma capire meglio alcuni meccanismi attraverso piccoli esempi. Consolidare conoscenze ed esperienze può poi avviare riflessioni e magari nuove idee.

    Il punto fondamentale è che oggi siamo chiamati a salvare le banche e le follie dei loro derivati senza avere il diritto di chiedere, perlomeno, qualche piccola contropartita in cambio.
    Il nostri rappresentanti istituzionali ci forniscono false risposte, chiamate alla coesione e al senso di “responsabilità” che tu stesso hai facilmente smontato. Tutto questo avviene mentre perdiamo un paio di generazioni, rallentiamo l’evoluzione tecnologia potenziale e, come tu dicevi, certifichiamo l’inutilità delle piccole imprese per i grandi circuiti economici. Proprio le piccole imprese che vivacizzano un tessuto produttivo assai diversificato e consentirebbero maggiori probabilità di sopravvivenza (l’Argentina della crisi produceva praticamente solo Manzo e Mais…)
    Eh-eh, voglio dire: per fortuna che abbiamo chiamato un pool di esperti di Economia a “salvarci”…

    Ecco, ma a parte il mainstream, i giornalisti e quant’altro, cosa racconteranno mai nelle Facoltà di Economia in questi mesi: può esserci ancora qualcuno pronto a sostenere che la priorità attuale è il pareggio di bilancio??
    Con quale faccia Monti e Draghi tengono lezioni davanti a platee di studenti e professori? Più fischi o più applausi??

    P.S.: tutto questo, caro Exodus, per dire che ci sono ancora in giro schiere di economisti che credono ancora in idee fallimentari che possiamo smontare in 10 minuti. E anche questa, è occasione di grande riflessione…

    @Nottebuia. Prima che a Beppe Grillo, le 10 domande dalle 100 pistole vanno fatte più urgentemente a un certo modo di fare Economia, purtroppo ancora prevalente a partire dai banchi di scuola. Ahinoi…

  7. Dans,

    guarda che nelle aule di Economia non si segue la crisi odierna, si esamina il pensiero scientifico dalla nascita fin ad oggi. Quando hai metabolizzato il pensiero, e non tutto, e le esperienze, puoi iniziare a proporre soluzioni ma a quel punto sei già laureato e quindi fuori, o docente.

    Sono i docenti, e non gli studenti, quelli che intervengono nel mondo reale,e non tutti, molti si fermano all’interno dell’Università. L’Economia non sono gli “economisti”. Così come la letteratura non sono i “laureati in lettere”. L’Economista studia ciò che è stato, spesso diventano consulenti, ma chi decide è la politica e spessissimo alla politica non interessa la teoria economica ma la realtà politica. Sono cose diverse. Anche se ci fosse una classe di economisti illuminati, e per la verità alcuni economisti lo sono davvero, illuminati, non è detto che possano incidere sulla realtà di un sistema che non è chiamato a pensare al bene pubblico ma solo al tornaconto personale.

    L’ho già scritto, se non si smette di pensare in termini di “popolo sovrano”, ovvero che sia un fallimento tutto ciò che non è a vantaggio del popolo, non si riesce a comprendere il sistema in cui viviamo. Un economista, un consulente, è bravissimo se riesce a far arricchire i suoi clienti e sé stesso, la sua parte politica, è un asino se arricchisce il popolo sovrano. E lo fa fuori lo stesso “popolo sovrano” che non è contento del modo in cui ripartisce le risorse. Adesso non mi dilungo, ma molti fuoriclasse dell’economia chiamati a dirigere le nazioni sono stati fatti fuori e a loro si è preferito il demagogo di turno.

    SE un economista è davvero in gamba, a mio avviso, non si mette al servizio del popolo, perché il popolo non comprende progetti di lungo periodo, vuole soldi e diritti subito, non nvestimenti a lungo termine per un futuro luminoso. Non basta avere un ottimo seme (bravi tecnici) occorre anche terra fertile (popolazione generosa, capace di lottare e moralmente retta). In questo momento siamo messi male su entrambi i fronti.

  8. Questa volta non sono d’accordo, e ti spiego perchè.

    Noi siamo quelli per cui la politica ha fallito !! Non è stata in grado di risolvere un “problema” e dobbiamo gestire un’emergenza. Visto che il problema contingente è prevalentemente di carattere economico, abbiamo chiamato tecnici. Tecnici dell’Economia. Professori di Università, schierati in tutti i ministeri, per risolvere un problema contingente.

    Certo: Monti (piuttosto che Draghi) non parla alle matricole che disegnano il modellino IS-LM e non va nemmeno a parlare alla facoltà di Medicina oppure a Chimica Industriale.
    Monti va nell’aula magna di Economia e si rivolge alla “cultura economica del Paese”. Parla ai laureandi, all’ambiente dei professori, ai ricercatori, ai dottorandi. Parla a chi scrive articoli e pubblica sulle riviste scientifiche di mezzo mondo.

    Non puoi dirmi che il dibattito è solo marginale o, se mai potesse esistere, meramente accademico.
    Le sorti di una Nazione sono nelle mani di una schiera di professori. Professori (es. Fornero) che stanno attuando modelli di politiche del Lavoro o di Pensioni che hanno insegnato per tutta la vita.
    E il dibattito non esiste??? I migliori vanno ad arricchirsi?? Bhè, Monti era uno dei migliori, di carriera ne ha fatta. Adesso è stato chiamato, è lì…

    Quando si parla di classi dirigenti, si parla anche (e soprattutto) di quelle che dovrebbero essere le Teste Pensanti. Quelle che producono idee, soluzioni, futuro…

  9. Eh…

    ma perché tu ti aspetti che l’economia dovrebbe fare qualcosa per.. me, te, il popolo. La domanda è: “perché dovrebbe?”.

    Se io ho un interesse sono io ad averlo, non la teoria economica. Se mi aspetto che essa migliori la mia situazione, forse non ho ben chiaro quali sono i suoi compiti.

    Ricordo vent’anni fa un convegno in cui era presente un premio nobel inglese, mi sfugge il nome. Un docente che si credeva furbo gli chiese “ma chi è l’economista?”. Il premio nobel articolò una risposta per concludere con un “quando uno non ha nulla da dire meglio non dire niente”.

    Monti non è lì per rappresentare poteri deboli ma poteri forti. Farà gli interessi di questi poteri forti. Tra questi interessi c’è forse di salvare l’ITalia da un default. La Fornero è lì per salvare la sostenibilità finanziaria di un sistema pensionistico. Credo lo stia facendo, non ha importanza se la gente rimane senza pensione, lo scopo non è quello di arricchire i vecchietti ma di garantire la sostenibilità finanziaria.

    Non sono gli economisti i paladini dei poveri. I paladini dei poveri sono i poveri stessi. Il welfare nasce con la vittoria socialista alle elezioni sotto Bismark. subito dopo la libertà di stampa venne abolita, i capi socialisti incarcerati e le elezioni annullate. Ma da lì nacquero i moderni sistemi di sicurezza sociale. Non dagli economisti. Ma da gente che andò in prigione.

    Monti, Draghi, sono ricchi che parlano ai ricchi, se marginalmente quacuno che ricco non è ha un beneficio è perché nell’allevamento di polli e manzi, polli e manzi li devi pur nutrire, altrimenti cosa producono?

    Ci sono altre persone che rappresentavano una speranza per le masse, che so’, Benito, Adolfo, Iosif Vissarionovic, ma anche loro avevano qualche difetto, senza essere economisti. Cmq come diceva Bismark: “La storia non si fa coi discorsi ma col ferro e col sangue”. E stiamo troppo bene sia per il ferro che per il sangue. Oggi. Domani si vedrà. Ho un collega convinto che scoppierà una rivoluzione. E anche convinto che la faranno “gli altri” mentre lui la guarda in TV.

  10. A naso: insistiamo a tassare redditi, che sono il pane dei morti di fame. I redditi elevati ovviamente sono elusi / evasi. Bisognerebbe tassare patrimoni, generalmente correlabili ai veri ricchi; con un occhio di riguardo per le somme ingenti imboscate in Svizzera. Il gettito potrebbe restare identico, ma a cambiare sarebbe la filosofia: anziché premiare la tesaurizzazione, potremmo premiare l’intraprendenza. Ne avremmo bisogno.

  11. La maggioranza parlamentare permette a Monti di stare lì solo se non tocca i suoi interessi. L’accordo per la sua nomina prevedeva espressamente che non avrebbe toccato i ricchi patrimoni, altrimenti il Cavaliere non avrebbe accettato di dimettersi.

    L’unica cosa tassabile sono i redditi della classe media e la lotta alla piccola evasione, L’elusione, ovvero “l’evasione legale” dei ricchi non può essere toccata. Si deve risanare senza toccare i ricchi patrimoni.

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