«Le banche tornano a speculare sui derivati». Il Sole 24 ORE

non smettono mai. nel libero mercato è prevista l’ipotesi che un soggetto possa fallire nella sua impresa. fa un danno delimitato al perimetro, più o meno grande,  in cui ha operato. chi ne è dentro patisce chi ne è fuori gioisce, ma la questione finisce lì.

l’errore , uno dei tanti, del salvataggio di imprese fallite , per i motivi più diversi, retorici , ipocriti e interessati di imprese che hanno creato soldi e ricchezze false, sta proprio qui. l’organismo malato può essere in alcuni casi curato. l’organismo in putrefazione no. fa solo danno all’ambiente in cui si trova.

i “mercati” di fatto non esistono più. esiste solo un sistema finanziario degenerato in un mostro che come in alcuni tipi di virus o agenti patogeni, danneggia l’organismo attaccato e salvaguarda sè stesso da possibili anticorpi. il mercato avrebbe ragione di questi soggetti facendoli fallire. l’introduzione del concetto “too big to fail” rappresenta invece il sistema di difesa del virus che sta uccidendo l’occidente e infettando i paesi “emergenti”

«Le banche tornano a speculare sui derivati». Lallarme della banca dei regolamenti internazionali – Il Sole 24 ORE.

Annunci

6 thoughts on “«Le banche tornano a speculare sui derivati». Il Sole 24 ORE

  1. E qui, secondo me, varrebbe la pena di tirare in ballo anche Obama. Certo, nel 2008 ereditava una situazione ai limiti dell’impossibile e forse ha sempre scelto il minore dei mali. Però la domanda è lecita: chissà se avesse potuto imporre condizioni più giuste e più severe per il salvataggio delle banche. Difficilissimo dirlo, però…

    Per quanto riguarda noi (Europa), non abbiamo scusanti: stiamo palesemente portando avanti una situazione insostenibile da tutti i punti di vista.
    Una classe politica continentale ai limiti del ridicolo, misera e pusillanime che adesso fa finta di rendersi conto che serve maggiore unità politica e quindi prosegue a inventare istituzioni, commissioni, ruoli escludendo completamente cittadini e democrazia. Nessuna spinta ideale: nei fatti l’Europa delle Banche e non quella dei popoli.

  2. Le banche non possono non speculare sui derivati in quanto altre speculazioni, oppure il mondo del credito “reale” non potrebbero mai permettergli i profitti a cui ormai si sono abituate. Sono delle “tossicodipendenti da profitto” non posso più farne a meno. Viviamo in un mondo controllato dai tossici.

    • hai ragione exodus. ma posso iniziare a pensare come sopprime questi tossici drogati di profitti, prima che mi tirino una coltellata per farsi l’ultima dose?

      • Se vedi un tossico per strada stagli lontano e basta. Lo stesso per le banche. Scontrarsi con loro vuol dire solo perdere.

        Il problema non è il tossico ma chi gli da la dose. Ergo, il problema è politico.

  3. Già, il problema è politico, salvo poi dover constatare che la politica stessa non ha la forza di prendere decisioni drastiche perchè foraggiata con i capitali di soggetti a cui dovrà restituire favori.
    Si è cioè creato un corto circuito Politica-Affari che sarà difficile interrompere. Destra o Sinistra in Europa oppure Repubblicani o Democratici in USA, la situazione non cambia, da questo punto di vista.
    Presi per sfinimento, tutti noi siamo ormai costretti a sperare in un default definitivo per interrompere il corto circuito.

    Come diceva quel tale: forse è meglio una fine spaventosa piuttosto che uno spavento senza fine…

    • Beh, sì il problema è politico in quanto la politica non esiste.

      Io non spero affatto in un default. Il default arricchisce i ricchi e impoverisce i poveri.

      Credo che sperare nel default sia il caso di chi si suicida perché non riesce più a sopportare la tensione. Non è quello, a mio avviso, il modo migliore di affrontare la vita. Occorrono nervi assolutamente saldi anche di fronte alle prospettive più spaventose. E’ un gioco di logoramento la vita, occorre essere forti, pazienti, un po’ folli. Il default è la resa, l’abbandono, il tanto peggio tanto meglio di chi ha già perso. “Perso per perso, si perda tutti”. Il default è il suicidio, ma i miei nervi hanno visto di peggio, sono vissuto in una terra che è in “default” da molti anni e da cui la gente continua ad emigrare in massa, con tutto il rispetto ma non sono mai stato meglio di adesso, seppur la situazione è davvero critica.

      La resistenza alla tensione psicologica è un fattore individuale, personale, è molto importante ma l’economia reale non deve (dovrebbe) esseren condizionata altrimenti si fa la fine delle sette che si suicidano perché aspettano la fine del mondo per il giorno dopo. I benestanti italiani credo siano molto più colpiti dagli immigrati che hanno visto di molto peggio nei loro luoghi di origine, occorre riportare tutto alle giuste proporzioni e ricordare che siamo uno dei paesi in cui si sta meglio al mondo. cosa dovrebbe fare il restante 80% del mondo allora, autodistruggersi?

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...