ai mercati non gli frega niente.

Ce lo chiede l’Europa, ce lo chiedono i Mercati.

Ce lo chiede l’Europa, ce lo chiedono i Mercati.

“sarà un eurogruppo decisivo”, ” ci aspetta una settimana fondamentale”, “fondamentale l’ecofin che si terrà…”

“i mercati chiedono che il fondo si allimitato”, “nella sostanza che la BCE stampi moneta”. “i mercati chiedono che si facciano le riforme”.i mercati chiedono che la grecia ristrutturi il suo debito varando le riforme. I mercati vogliono rigore nei conti….

mi fermo perchè ognuno di noi può ripercorrere come vuole in lungo e in largo questo genere di notizie. sono mesi che va avanti così. titoli sempre uguali. poi vaoi a vedere cosa capita il giorno dopo e trovi “tracolli” dei titoli e degli indici delle borse, aziende fatte a pezzi dalla speculazione, titoli di stato in costante altalena.

a ancora “la speculazione si fermerebbe se si trovasse di fronte l’Europa che ,stampando moneta, facesse capire che mette a disposizione fondi illimitati”. allora anche la speculazione  si fermerebbe. insomma come in un rilancio al tavolo dove l’altro risponde con patrimoni illimitati….

ma siamo proprio sicuri che i mercati vogliano questo?

gli speculatori e la speculazione, diamo un nome a questo tipo di mercati, stanno girandolando soldi come mai. sempre di più il vortice sta accelerando ma i profitti per i bankers non mancano. siamo arrivati adirittura al sacro graal del libor, taroccato pure quello. ( tanto per capirci, è un indice del costo del denaro a breve termine che viene adoperato  per il calcolo per sciocchezze come calcolo dei tassi di interesse legati a diverse operazioni finanziarie tra cui probabilmete anche il vostro mutuo o quello del vostro vicino di casa…). fateci caso poche righe in merito. non prime pagine, ma qualche articolo più che altro per dire che il capo di Barclays è un turffatore.

insomma titoli come questo:”Milano unica in positivo ma lo spread supera quota 480. Germania e Francia vendono titoli sottozero” (vedi : http://www.ilsole24ore.com/art/finanza-e-mercati/2012-07-09/tokyo-chiude-netto-calo-081306.shtml?uuid=AbslK04F) sembrano il riassunto migliore.

nessuno che si trovi come in questo momento a fare lo speculatore vuole che la festa finisca. quindi ai mercati sta benissimo che il trend sia questo, che i paesi possano essere massacrati nei loro titoli di debito. che le azioni di compagnie con migliaia di dipendenti e patrimoni immobiliari e strutturali valgano come una confezione di cerini.

 

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19 thoughts on “ai mercati non gli frega niente.

  1. Ragazzi, non so voi, ma io inizierei seriamente a prendere in considerazione l’idea di uscire dall’euro.
    Parliamone, perchè questo è un sistema che non può stare in piedi. Siamo come l’Argentina anni ’90, ancorata a un valore nominale insostenibile, fino allo schianto.

    Adesso la nuova trovata di Monti quale sarebbe, quella di creare un fondo salva spread garantito con le nostre riserve auree? Per farci spolpare anche quelle fino al midollo?

    Ma poi anche se la BCE assumesse finalmente il ruolo di prestatore di ultima istanza e facessimo “più Europa”, ho idea che questa sarebbe una soluzione a valle. Infatti il vero squilibrio (a monte) riguarda la competitività tra Italia e Germania, non si scappa.
    L’esempio più eclatante ce lo abbiamo in Italia: dopo 150 anni di unificazione, il sud-Italia è rimasto un mercato di sbocco del nord. Esattamente il ruolo ricoperto attualmente dall’Italia nei confronti della Germania…

    Se poi vogliono risolvere il tutto raccontandoci la favoletta del debito pubblico (tra l’altro appesantito per salvare Banche+Finanza che continuano a fare la solita vita allegra), allora vi dico: La situazione non è sostenibile, usciamo da questo Euro. Prima ce ne rendiamo conto, meno grave sarà lo schianto finale.

    Qualcuno mi convinca del contrario.

  2. Beh, entrare o uscire dall’euro non dipende da noi.

    Cmq, come ho scritto in passato, un paese cha ha cinque regioni che generano un surplus di bilancio e tutte le altre i deficit, non può dare all’euro la colpa delle sue disgrazie. Prima sistema le sue finanze interne, dopo può dare la colpa al sistema esterno.

    Se si esce dall’euro la nuova valuta, in mano agli uomini del Cavaliere, o ai suoi soci, verrà svalutata e si perderà molto del potere di acquisto. Ormai si è sulla barca, si può affondare o restare a galla, ma gettarsi in mano ai pescecani (locali) no. Personalmente poi, preferisco i tedeschi agli italici che hanno governato finora, sono più seri.

    Per quanto convincersi del contrario: ognuno di noi ha le sue idee, e non verranno cambiate qualunque cosa succeda, di bene o male, giusto o sbagliato, come scrivea Einstein:

    “E’ più facile spezzare un atomo che un pregiudizio”.

    Ognuno di noi ha le sue idee e nessuno gliele toglierà, resteranno sue, il porblema non è quale idee ha una persona, in questo momento il problema è quale ammontare di ricchezza può disporre, indipendentemente dalle sue idee. Le idee vanno bene quando c’è abbondanza. Quando c’è carenza conta solo l’azione. Che manca. Che quando c’è è confusa. E poi mancano gli uomini.

  3. E poi un paese che esca dall’euro, dato che i pagamenti internazionali sono in dollari (e in euro) dovrà comunque comprare valuta estera ai prezzi di mercato, per pagare gas, energia, petrolio, e tutto quello che importiamo. E importiamo di tutto data la riduzione della capacità industriale. Saremo costretti ad arricchire l’euro o il dollaro come è avvenuto dal dopoguerra ad oggi.

    A meno che qualcuno non accetti le lirette italiane. Ma chi? forse neanche gli italiani. vorranno essere pagati in valuta a mio avviso.

  4. I tedeschi sono più seri??!! Correggimi se sbaglio:
    E’ stata fatta una “unione” tra Paesi che avevano e hanno continuato ad avere tassi di INFLAZIONE differenti. Geniale, eh?
    Tu mi insegni che i tassi di interesse REALI sono dunque differenti: i paesi a più alta inflazione (come l’Italia) si indebitavano più allegramente, disposti ovviamente a pagare un tasso di interesse (nominale) maggiore, per la gioia dei tedeschi che preferivano prestare ai paesi della periferia piuttosto che a quelli a più bassa inflazione, perchè incassavano tassi nominali maggiori.
    Certo: nessuno ci ha ordinato di indebitarci, ma tu converrai con me che il giochino piaceva a tutti, tedeschi e olandesi in primis. E’ un po’ come quando vai al centro commerciale e ti propongono finanziamenti e debiti facili: certe cose non devono essere consentite, se si dichiara di essere seri.
    Risultato? Guarda caso, grande Bolla di debito privato estero.

    Andiamo invece con la produzione.
    Sappiamo tutti che la Germania realizza la stragrande parte del surplus esportando all’interno dei Paesi UE. La moneta unica, imponendo un cambio fisso, realizza quello che voi economisti chiamate “Beggar thy Neighbour”, perchè i tedeschi realizzano di fatto una svalutazione competitiva permanente (grazie all’euro).
    E’ stata fatta una “unione” tra paesi con indici di competitività differenti. La Germania partiva avvantaggiata e ha continuato a investire perchè aveva un mercato di sbocco (l’Italia). Nelle condizioni in cui è stata unita l’Europa non potevamo (e non possiamo) recuperare.

    Ora: dire che il problema è il Debito e che bisogna risanare (ma quando mai pensi a risanare in tempi di vacche magre, in economia???), significa solo voler precludere una soluzione POLITICA ai problemi e continuare a fare demagogia per creare consenso tra gli elettori tedeschi e continuare a lucrare in questo andazzo.
    Noi siamo pigri e loro seri. Non è così, permettimi. Non in questi termini.

    • Dans,

      comprendo le tue ragioni.

      Quello che tu citi al confronto, scusami, sono quisquiglie, cose venute dopo in confronto ai milioni di morti di due guerre. Infatti l’Europa non ha più avuto conflitti in quest’area, cosa inimmaginabile il secolo scorso. Citi dei dati tecnici, ma derivano dall’incapacità, impossibilità di avere uno stato unico, un unione politica. Dal punto di vista dei padri dell’Europa moderna, l’integrazione è un successo, noi non conosciamo la guerra e non abbiamo più avuto devastazioni.

      Parliamo di inflazione, di tassi, di banche, perché per noi è scontato vivere senza guerre, noi siamo ben abituati e ben pasciuti. Mio bisnonno ne ha vissute due, non parlava di tutti i temi che tu tocchi, parlava di fame e trincea in una terra per lui lontana. Noi stiamo qui a parlare di argomenti che neppure comprendiamo a fondo, lui ha perso sette figli (forse otto) figli in fasce, per la miseria e per l’economia di guerra.

      Lo scopo dell’Europa è legare gli interessi dei popoli affinché non si facciano la guerra. Perché se entrano in conflitto, prima o poi qualche stato allunga la mano. Allora, noi non parleremo più di valuta, inflazione, mercati, roba da ricchi, noi parleremo di lutti, di invasioni, di crimini di guerra, di stupri…. Perché nei balcani, in Serbia, sì e a pochi km ad ovet no? Certe cose non si costruiscono in un giorno, ma in cinquant’anni di duro lavoro.

      Che poi non si vada d’accordo in una stessa famiglia, è diverso che non andare d’accordo in cla rivali. Noi non sappiamo cosa vuol dire il conflitto, siamo troppo grassi. Platone stesso, nei suoi testi, migliaia di anni fa, parlava delle necessità di un’integrazione, altrimenti qualcuno allungherà la mano, militare stavolta. Non vuol dire che non ci siano cose da correggere, non vuol dire che questo sistema non crollerà, ma che ha garantito cinquant’anni di insperato benessere.

      In quanto all’Italia, è entrata in europa con la speranza di vedersi imporre un ordine che da sola non riesce (non riuscirà mai) a darsi, ricordo già negli anni ottanta le grandi speranze che gli altri ci dessero direttive da seguire per il nostro stesso bene, regole uniche. Adesso le regole ci sono ma non si riescono ad attuare. E poi la moneta tedesca è sempre stata forte, col marco o senza, inutile prendersela con i tedeschi. Che sono più seri degli italiani io ci scommetto. Che hanno leader più seri di quelli che abbiamo avuto noi, mi ci gioco la testa, a meno che la Markel e Schroeder non avessero anche loro il loro Harem di giovincelli con cui dilettarsi e fare il bunga-bunga. Questo solo per parlare di serietà, non di altro.

      Rispetto le opinioni di tutti, naturalmente non le codivido, ma non c’è “giusto” o “sbagliato” che tenga, c’è solo ciò che si ha la forza di imporre, se lo imponi a tutti tutto diventa giusto, volere o volare. Per questo non credo nelle “buone idee” ma nei fatti che si realizzano. Prendersela con i tedeschi poi non mi pare equo, siamo un paese che dipende dalla Cina per l’import, basterebbe consumare la nostra produzione e la bilancia dei pagamenti e l’occupazione non sarebbero più un problema. Ma non è così semplice.

      Se continuiamo a ragionare in termini di frattura all’interno dell’Unione europea, il collasso naturale che dovrebbe progredire lentamente a vantaggio dell’Asia e delle altre economie emergenti si realizzerà solo più velocemente. Detto questo… non dipende da noi, consiglio veramente di pregare molto per la ricchezza del nostro paese, non siamo in grado di fare altro

  5. Azz, è saltato un pezzo importante di quello che avevo scritto, è questo:

    Cmq, l’Unione Europea non viene creata per i motivi che tu citi, ma per legare gli interessi di paesi che provenivano da un secolo di guerre, Francia e Germania.

    Sorry, ciao!!!

  6. Exodus, io non sono contro l’Europa, sono contro QUESTA Europa, come lo sarebbero la stragrande maggioranza dei cittadini se interpellati a esprimere un parere (vedi referendum di Francia, Olanda, Irlanda).
    Tu hai ragione, ma questa Europa è oggi nelle mani di oscuri personaggi (non eletti da nessuno) che hanno esautorato interi parlamenti e svariati milioni di cittadini.
    Lo scenario che tu paventi, si realizzerà proprio continuando a marciare in questa assurda direzione, ripercorrendo un iter finanziario che sembra molto simile a quello del 1929. In un vuoto di forza politica europea imbarazzante.

    Tra il 1945 e il 2000 abbiamo avuto un’Europa senza Euro, di fatto una situazione di cooperazione intergovernativa. Non ci sono state guerre, ma pace.

    Io non sono un esperto di economia: conosco un po’ la matematica e posso provare a leggere e giocare con qualche formula. Mi sforzo di capire, niente di più.
    Ma chi ha propagandato questo tipo di “unione” intrapresa dopo il 2000, aveva sicuramente le competenze per spiegare che cosa ci apprestavamo a fare. Se non fosse così, dobbiamo dedurre che ancora oggi abbiamo al governo squadre di professori universitari cum laude classificabili come sciocchi o, peggio ancora, in mala fede. Tertium non datur.

    Oggi, a posteriori, qualcuno dovrà pur dire che questa situazione economica e politica non ci salva da un disastro, ma è proprio la via maestra per arrivarci.
    Siccome non puoi svalutare la moneta, svaluti i salari conducendo alla fame milioni di italiani, greci, spagnoli, irlandesi, portoghesi. Mezza Europa. Tutti pigri. Oltretutto usi i loro soldi per salvare all’infinito banche e finanza. Ma ti pare?

    La serietà dei tedeschi e dei nostri professori dovrebbe essere quella di dire chiaramente che così non può funzionare.
    Se oggi non c’è il coraggio di affrontare i nodi politici perchè siamo in tanti e ancora troppi diversi, il ruolo di quelli come Monti dovrebbe essere semplicemente quello di illustrare la maniera più indolore per riportarci a un sistema flessibile come quello che è durato dal 1945 al 2000.
    Questo non significa rinunciare ad alcuna spinta ideale tra i popoli, ma rimediare a un errore evidentissimo e ricominciare a costruire un percorso di unificazione, ripartendo da basi più solide.
    Cominciando magari dalla Giurisprudenza. Iniziando a costruire istituzioni che siano rappresentanza dei cittadini europei. E non oscuri personaggi, troike, commissari con mandati speciali non consultabili perchè secretati.

  7. Dans, i Referendum sono stati contro la “Costituzione Europea”, non contro l’Unione. Solo la Danimarca anni fa ha rifiutato l’Euro con un referendum. Si vuole restare in Europa ma senza regole imposte. Quindi è normale che ogni paese titi acqua al suo mulino, è un Europa competitiva, non armonica. Neanche i Greci vogliono uscire dall’Euro.

    Per la crescita 1945-200, dato che ho svolto una tesi di laurea sui sistemi di sicurezza sociale (ricchezza distribuita) posso affermare che dipende in gran parte dal fatto che esisteva un’alternativa (armata) al capitalismo, che tale alternativa adesso non c’è più, e che non c’è motivo di continuare a distribuire ricchezza.

    Per quanto riguarda la tua analisi dei dati, posso garantirti che se davvero fosse così semplice interpretare una realtà economica complessa, non solo l’economia sarebbe inutile (troppo semplice perché studiarla per anni con complicati modelli matematici? Fai due cose di buon senso ed è fatta) ma non sarebbe neppure articolata in almeno cinque corsi distinti semestrali. Tu l’hai riunito tutto in poche righe. Beato te che hai di queste certezze, io ad esempio, anche dopo tanti anni dalla laurea, non le ho ancora. L’ultimo che, a livello governativo, mostrava una tale sicurezza si chiama Tre-Monti. Per lui era tutto chiaro, semplice e lineare. Meno male che ha abbandonato la barca che affondava. Adesso abbiamo Monti, che fa esattamente lo sporco lavoro che deve fare, il boia. Vediamo il prossimo.

    Nel frattempo abbiamo delle regioni del nord Italia dal reddito pro-capite tra i più alti d’Europa e un sud con tassi da disastro. Non riusciamo a sanare il nostro paese e vogliamo dare lezioni all’estero. La Germania ha ereditato un est distrutto dal comunismo, ed è la prima della classe, l’Italia ha sperperato tutto quello che si poteva sperperare e si ritrova sorvegliato speciale con le orecchie da asino. Beh, che ci posso fare, lo ammetto, ammiro la capacità dei tedeschi, è come se l’Italia ereditasse la Grecia e i suoi debiti e nonostante tutto rimanesse in cima, fantascienza per noi, realtà per i tedeschi. Ma vuoi mettere, a clacio li battiamo sempre, ed è questo che conta!

    Se ti interessa una lettura, non in Italiano, ti consiglio l’antropologo Tainter, esprime concetti che chiariscono perché un collasso è inevitabile (anche storicamente inevitabile) il problema è come ci si arriva al collasso, se stremati o con le energie per rialzarsi. E quando. E, naturalmente, non essere tra quelli maggiormente colpiti dal collasso, per questo consiglio di spegnere la TV, spegnere i media, e iniziare a pregare.

    Per quanto riguarda i personaggi eletti, noi abbiamo eletto il Cavaliere, gli amici del Cavaliere, le veline del Cavaliere, le soubrette del Cavaliere, indagati, mafiosi, inquisiti, pregiudicati, recidivi, pornostar, cocainomani, ex-terroristi, e al parlamento europeo abbiamo le quasi minorenni, le mature siliconate, ed ex detenuti (per corruzione) se il fatto che uno sia eletto è garanzia… Beh, rieleggiamoli 🙂

  8. Mah, se avessi qualche certezza, te lo direi volentieri Exodus, anzicchè arrovellarmi. Credimi…

    Si, noi siamo dei pagliacci e personalmente non ho mai amato il cavaliere. Ma credo che lui sia un ladro di polli in mezzo a una gang di professionisti. Serissimi gli inglesi e i francesi quando hanno spazzato via Gheddafi e si sono impossessati dei pozzi di petrolio, eh? Hanno pensato a noi? Bello andare in giro nel 2012 con l’auto a benzina, eh? Belle le compagnie petrolifere, vero?
    La mafia finanziaria che sta facendo man bassa a colpi di spread non è certo targata Made in Italy, Exodus. Non scherziamo…
    Si, certo, i tedeschi sono seri: tra di loro, sicuramente. Ma non ti illudere che perseguano gli interessi e il bene dei fratelli europei. Tutt’altro, ed è abbastanza evidente.

    E poi, dopo 10 anni di euro, qualche numero impietoso abbiamo il dovere di guardarlo. Qualche piccola conclusione possiamo cominciare a trarla, con una dose di sano realismo. Non credi?

  9. Non mi aspetto che i tedeschi perseguano il bene altrui, mi aspetto che non siano zavorra altrui.

    A differenza di altri paesi…

    E cmq basta con questo piangersi addosso, chiunque, come me, sia arrivato in Italia dall’estero nell’età in cui capisci qualcosa, sa che l’Italia si è suicidata da sola. Siamo specialisti nel dare la colpa ad altri. Alla fine non ride nessuno di questo e non suscitiamo neppure pietà.

  10. Aggiungo qualche altro elemento. Chiedo di correggermi ove sbagliassi perchè sto viaggiando su un terreno che non è il mio (sempre per cercare di capire, visto che i mezzi di informazione non informano).

    Parlando con amici tedeschi, mi è stato fatto notare che la Germania continua (da anni) ad attuare una politica di forte moderazione salariale (chiedere e constatare). E questo concorderebbe anche col fatto che in Germania ci sia stata minore inflazione rispetto alla media UE (questo è un dato inequivocabile, noto a tutti).
    Tutto torna: minore inflazione significa un perdurare del tasso di cambio Reale a favore della Germania (essendo 1 eur il tasso di cambio fisso nominale).
    Dunque, attenzione: i beni tedeschi sono richiesti e i loro prezzi dovrebbero alzarsi. Quindi non solo l’euro impedisce che l’eventuale marco tedesco si apprezzi, ma viene anche applicato un “dumping salariale” per tenere bassi i prezzi delle merci, l’inflazione e favorire il tasso di cambio Reale della Germania nei confronti dei suoi vicini europei.

    Ragazzi, questo a casa mia non si chiama essere virtuosi, ma assomiglia molto a una politica mercantilistica. Una guerra.
    Non puoi pretendere di essere in surplus PERENNE senza dare una mano e lasciar fallire i vicini, a meno che tu non voglia comprarli poi in svendita…

    Un modello del genere è per noi chiaramente insostenibile, da qualsiasi punto di vista lo si guardi. Ed è chiaro che una nostra uscita dall’euro sarebbe drammatica per i tedeschi, molto più che per noi. A chi esportano, visto che deprimono la domada interna?
    Chi è la vera palla al piede? Noi o la Germania?

    Ulteriore cosa buffa: vogliono pure farci pagare il conto (cosa che non fa nemmeno la Cina con gli USA, cui continua a prestare i soldi con i quali gli americani comprano l’esportazione cinese. Noi no, dobbiamo importare e basta).

    Mah…

    • In verità è il contrario, il tuo è un modello speculare: sono gli altri paesi che non avendo modo di competere, svalutavano. Adesso con la moneta unica non riescono più a “svalutare”. Che è un po’ una furbata monetaria, lo fa anche la Cina. diciamo che se le regole del gioco sono uguali per tutti la Germania “vince” (euro), se invece ognuno gioca ad un gioco diverso (svalutazione – lira e marco), la Germania ha difficoltà nell’export.

      Si deve decidere se le regole debbano essere uguali per tutti, oppure no. Tutto qui.

      Il mercato del lavoro tedesco è stato riformato da Schroeder prima della crisi, quindi è attualmente il modello più avanzato d’Europa. Prevenire è meglio che curare. Le imprese tedesche non vogliono licenziare perché un dipendente costa tantissimo in termini di investimento in “istruzione” obbligatoria in quel paese, con regolari titoli rilasciati e ore di aula a carico delle imprese, anche medio-piccole. Quindi licenziare è una perdita economica. In Italia licenziano per assumere giovani con minor diritti e minori pretesi, o extracomunitari.

      Cmq, la Germania è l’Europa, senza Germania niente Europa, si torna alla lira, la quale attaccata dalla speculazione viene affondata in una settimana. Negli anni 80 il solo fondo di George Soros riuscì a buttarla fuori dallo SME causando in un solo giorno miliardi di perdite, la Banca Centrale immise talmente tanta liquidità che evaporò subito. Segu^ inflazione e abbassamento del potere di acquisto. Gli speculatori hanno armi che prima neppure si immaginavano, possono attaccare una moneta in un giorno, conseguire guadagni favolosi e poi uscire subito dalle posizioni lasciando le macerie e paesi con moneta con cui puoi giocare a Monopoli. E Soros affondò così anche la Sterlina. Poi provò col Giappone, ma il Giappone aveva tali scorte da causargli ingenti perdite. Con l’Euro è possibile ma più difficile.

      Non è detto cmq che l’Europa non si sfaldi da sola, lasciando campo libero ai due giganti attuali che stanno nell’area del PAcifico, USA e Cina.

  11. Quindi i meridionali (pigri) dell’Europa avrebbero tutti dovuto essere “virtuosi” come i tedeschi e realizzare una economia basata su competitività ed esportazioni, deprimendo la domanda interna.
    Ma se tutti vogliono esportare e generare surplus all’interno della UE (come fanno i tedeschi) chi compra?? Perchè è evidente che se io mi arricchisco, tu devi impoverirti (non credo si possa essere tutti esportatori netti in un sistema chiuso).

    Potrei capire se la Germania derivasse i suoi successi esportando verso il resto del mondo, ma così non è: i loro conti extra-UE sono in pareggio e il loro surplus è generato tutto all’interno della UE.

    E allora che vogliamo fare? Perchè è evidente che una Europa basata su questi presupposti si sfaldi da sola. Ci possono essere dubbi ?


    (ps: grazie Exodus per la pazienza e l’occasione di riflessione, perchè sto elaborando una serie di cose che io stesso non avevo chiare prima di parlarne qui e rispondere alle obiezioni che poni)

  12. Il problema di fondo è credere che un’economia possa basarsi su di un discorso monetario di svalutazione/rivalutazione. Quella non è economia, è fuffa.

    Economia è produzione, è qualità, è industria, agricoltura, edilizia, rispetto ambientale, diritti del lavoro, classe politica onesta ed efficiente, è capacità di vendita, lo stesso Export è un’anomalia, un senso di debolezza; non si devono esportare i prodotti per arricchirsi, si deve arricchire il proprio paese affinché la stessa nazione possa assorbire la propria produzione, non dipendere dagli altri che se la comprino. Il discorso monetario che fai, da un punto di vista della solidità economica è un gigante di argilla, destinato a soccombere: basta che gli importatori starnutino e sei in ginocchio. Un paese ricco e di economia florida è un paese in cui la propria gente compra la propria produzione. Poi Import ed Export dovrebbero essere un complemneto, che arriva a pareggiare i suoi valori.

    Per questo non ha senso parlare di monetae e svalutazione: la moneta non è economia, è gioco, è virtualità, è speculazione. Occorre parlare di retribuzioni, diritti, capacità di spesa, e, per quanto siano antipatici, i tedeschi, Olandesi, finlandesi, etc… stanno meglio dell’Italia che è fanalino di coda insieme ad altre aree.

    Ma non è solo quella, la germania e il resto dell’Europa non hanno il tasso di sommerso, criminalità organizzata, economia occulta, capacità di evasione diffusa anche nella popolazione che ha l’Italia. Ciò che poi differenza il nostro paese è l’abdicazione dello Stato per quanto riguarda il controllo del territorio, in nessun paese “ricco” si permette alla criminalità di controllare il territorio, e questa non è economia “virtuale” (monetaria, etc…) è vita reale. Questa è l’Economia. Il resto serve “Pour parler”. Se io vivo in un’area in cui le aziende producono e vendono sul territorio, me ne frego dei tassi di cambio. Ma se si decide di importare dalla Cina le aziende chiudono. Stop. Non occorre parlare di altro, quella è la base. Se non c’è questo, il resto non serve.

    Tu guardi troppo le cose 2complicate”, ma economia è questo:

    DOMANDA = OFFERTA ==> in un villaggio di cinquanta persone. si parte da qui. Se non si comprende questo, se non funziona questo, il resto è inutile. Prima di parlare “in grande”, occorre realizzare “in piccolo” un equilibrio economico. Se non si fa questo, e in Italia non lo si farà mai per ovvi motivi di controllo del territorio non da parte dello Stato ma di altri poteri, che ne parliamo o non ne parliamo, è tutto uguale.

    E’ normae che l’Italia non è la Germania, i tedeschi neppure immaginano ciò che succede da noi, in ogni casa o paesino del sud che è stato definito da giorgio Bocca “Inferno”. E’ per questo che l’Italia sperava nell’Europa: sperava che questa gli risolvesse problemi che sono solo interni.

  13. Lo so, è triste perdere i punti di riferimento. Ma questa Germania-paradiso dei lavoratori è frutto della propaganda che ci vuole tutti disposti all’estremo sacrificio: tanto i lavoratori tedeschi, quanto quelli italiani.
    Per dirla con i termini tuoi, Exodus, tutto ciò rappresenta la vittoria del capitale sul lavoro al costo di politiche sociali al limite del suicidio, tanto in Germania quanto in Italia.

    Può piacere, può non piacere. I numeri crudi ci raccontano questo.

    Poi concordo con il senso del tuo discorso e le tue speranze ma se è vero che non le realizzeremo affidandoci alla mafia politica italiana, è altrettanto illusorio sperare nella “serietà” del capitale teutonico che a tutto pensa tranne che a migliorare le condizioni generali della gente. E qui non è importante fotografare i valori assoluti (ancora decenti in Germania) ma i trend, la “dinamica”, che è discendente sia qua che là.

    Ecco perchè bisogna opporsi a QUESTA Europa (finanziaria).

    E’ una magra consolazione, ma voglio almeno sapere di che morte ci fanno morire. E non è poco, di questi tempi…

  14. …ripeto: non ho soluzioni. Se le avessi, te le darei volentieri.. 😉

    Posso solo dirti che per opporsi bisogna innanzi tutto sapere a “cosa” opporsi. E’ importante: è il primo atto per essere liberi.

    Ciò che non sopporto è essere preso in giro. La propaganda di destra la smascheri subito e ti difendi, quella di sinistra è più infida perchè protesta di giorno e fa bunga-bunga alla sera.
    E’ vent’anni che litigano con il cavaliere di giorno e poi ci inoculano le peggiori politiche liberiste appena ti distrai. Qualcuno deve iniziare a dire che, dopo la Destra, anche questa Sinistra non è più tollerabile.

    E’ un piacere discutere in blog come questi dove spesso vieni a sapere più cose in 2 articoli e 4 commenti che in anni di soporiferi telegiornali e inutili letture di quotidiani a tiratura nazionale.

    Adesso c’è la moda del risanamento e del modello tedesco (quale? non certo quello renano della vecchia Germania Ovest). Adesso c’è il mantra del risanamento dei conti. Cambia la musica, ma le mazzate son sempre le stesse (e alle stesse persone).

    Ecco, che almeno si sappia: almeno per “provare” a capire dove si mimetizza il nemico e sapere da chi difendersi. Ma se non facciamo almeno questo primo passo, non illudiamo di poterci opporre…

    • Beh… allora ti consiglio la Genesi, primi 12 capitoli, c’è già tutto: gelosia, assassinio, avidità, sessualità, guerre, accaparramenti, truffe, non occorre andare oltre, tutto parte da lì. i mercati, la moneta, l’economia, sono tutte derivazioni, tecnicismi. Se si vuole sapere “a cosa opporsi”, non occorre andare lontano: all’uomo. Opponiti all’uomo, ai sentimenti che ho citato prima e sei a posto. Certo, così facendo rimani solo. Ma non esistono soluzioni all’avidità umana, non occorre studiare troppo, se non ti frega con il disavanzo pubblico lo farà con una rapina o una legnata in testa. E fratello uccide fratello, figurarsi tra popoli in competizione.

      “Omo omini lupus” (scritto male, beh…).

      Il problema economico è diverso. non si cerca “a cosa opporsi”, ma cosa costruire. E con chi. E se ti opponi non costruisci niente, non puoi.

      E’ un lungo discorso…

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