brave persone e persone vincenti

MERCOLEDÌ, MAGGIO 17, 2006

da “riflessionicondivise” in blogspot.
>>una volta si descriveva una persona con l’apprezzamento del suo complesso di qualità morali, e se meritato lo si descriveva come “una brava persona”.
una persona corretta, sui cui potevi far conto e di cui ti potevi fidare, sapendo che nella scelta avrebbe preferito rispettare i principi anche soffrendo e che avrebbe giocato lealmente.
oggi l’aggettivo più ambito è “persona vincente”, tanto desiderato da essere raggiunto però senza nessuna considerazione delle regole usate per vincere.
ecco dove si trova la frattura. le conseguenze sono sotto gli occhi di tutti, e per gli esempi è facile guardare agli ultimi, eclatanti casi finanziari e sportivi. il motto “l’importante è partecipare” è diventato in questo tempo “l’importante è vincere non partecipare”.
credo che sia importante vincere, e del resto nessuno accetta la competizione, se non per misurasi e vincere. ma è venuto il momento di correggere ancora il motto dicendo che è sì importante vincere, ma rispettando almeno la regola fondamentale di ogni competizione: la lealtà.<<
non desidero l’autocitazione. sono andato a ripescare un post di un altro blog a seguito di un intervento di exodus qui che cita l’importanza dell’onestà e dell’etica.
adesso potrei anche aggiungere che abbiamo visto e stiamo pagando i danni catastrofici del modello attuale di gestione di qualunque tipo di affare, in particolare nell’ambito finanziario.
abbiamo visto come il disastro finanziario sia stato creato da persone drogate , in alcuni casi cocainomani veri, e senza figli. presi solo da un unico pensiero: fare soldi , tanti e subito. solo per perseguire e soddisfare gli smodati e insani desideri personali.
solo per avere quella ricchezza e disponibilità di cose e denari che sono solo eccessive e fini a sè stesse.
il padre di famiglia pensa al lungo periodo , a quando i figli saranno grandi. risparmia oggi per restituirgli domani. costruisce oggi per lasciargli la casa domani.
al domani è parecchio tempo che non pensiamo più. magari noi cittadini ci pensiamo eccome.
chi ha smesso di pensare al domani, è prorpio chi aveva il compito di farlo per tutti. fa parte delle “classi dirigenti” , dei “rappresentanti politici”.
gente che non dirige, gente che non rappresenta più nulla se non sè stessa e la propria oscena voglia di durare a qualunque costo.
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