Programma Politico “diamo un futuro ai nostri figli” | Rischio Calcolato

 

Programma Politico “diamo un futuro ai nostri figli” | Rischio Calcolato.

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12 thoughts on “Programma Politico “diamo un futuro ai nostri figli” | Rischio Calcolato

  1. Ciao,

    devo dire che non partecipo alle iniziative popolari, tranne quella per il nucleare e la privatizzazione dell’acqua, da quando è stato disatteso il responso del Referendum sul finanziamento pubblico ai Partiti. Basterebbe quello, applicare qualcosa di già conquistato. Applicarlo. Se non si riesce a fare questo, il resto è perdita di tempo, non dipende dalla volontà popolare ma dalle convenienze delle elite. Andare a combattere nuove guerre quando la più importante è stata vinta e non è successo nulla mi fa comprendere che quella strada è stata sbarrata, occorre trovarne altre. Ammesso che la “volontà popolare” lo desideri.

  2. Leggo con entusiasmo il post, poi vedo scritto:

    Il Debito, il Debito, il Debito. La Spesa Pubblica. Dimissioni del patrimonio pubblico. Liberalizzazioni.

    Scusate, ma cosa c’è di diverso rispetto al programma dell’Uomo in Loden ? Ah, si: ci sono meno tasse. Vabbè, ci arriva anche Mario, dategli prima il tempo di deflazionare come si deve il mercato del lavoro. Se no, che Rivoluzione Liberale sarebbe??

    Accidenti, basta con questo questo Stato-Corruzione-Sprecone! Banche e Finanza, invece…

    PS, per Nottebuia: ciò che non affidi allo Stato, lo devi affidare ai privati. Qualcuno deve pur gestire, no?

    🙂

    • di fatto abbiamo lo stato ladro corrotto e sprecone, così come abbiamo banche, finanza e mercati malati perchè gestiti e condotti da individui malati e corrotti.

      ci troviamo di fronte ad una spesa pubblica che non è sana. da eccessiva a esagerata, poi fuori controllo e ora insostenibile. semplicemente questo.

      chi ha detto che non deve esserci spesa pubblica? che non deve esserci il pronto soccorso per tutti e gratuito? che si debba pagare per l’acqua? solo degli stronzi, cioè quelli che stanno volutamente confondendo il bambino con l’acqua sporca.

      dove sta l’inganno? facile. il politico offre il lavoro con il “favore di scambio” accollando un costo alla collettività, non seguendo il criterio della buona e sana gestione ( privata o pubblica che sia). niente che sia legato alla sana e avveduta gestione.

      così visto che la spesa è eccessiva allora arriva il figo di turno ( neoliberista, mercatista, liberalista e via cantando ) che ci dice: privatizziamo! più mercato! il mercato si regola da solo! il privato , visto che deve far tornare i conti , sa gestire meglio!

      ecco l’inganno: dove sta scritto che il pubblico non possa essere correttamente gestito? fornendo il servizio per cui è nato e facendo pareggiare il bilancio pagati tutte le poste? da nessuna parte. il pubblico può essere saggiamente gestito.

      certo è più facilmente attaccabile dalla mafia delle corruttele e della politica, ma tanto quanto il privato è attaccato dalla mafia sic et simpliciter.

      ma questo confonde solo il sintomo con la malattia.

  3. @Nottebuia:
    Se tu vai a guardare le componenti dell’indebitamento con l’estero ti accorgerai che il problema sono i debiti contratti dai PRIVATI (e in Spagna, per esempio, i numeri degli ultimi anni sono eclatanti: non avevano problemi di debito pubblico!!!)

    Il problema attuale è oggettivamente scatenato dall’esplosione del DEBITO PRIVATO.
    Il famoso nervosismo dei mercati è dovuto al fatto che le banche oggi hanno CREDITI che non riescono a farsi restituire (le famose sofferenze) perchè in questi anni hanno alimentato una bolla spaventosa che loro stesse hanno incautamente finanziato. Se ne preoccupano? No, perchè tanto paghiamo noi e interveniamo sistematicamente a salvarle (e poi chiamalo debito “pubblico” !!). E sai perchè? Perchè la finanza paga le campagne ai politici che, giustamente, poi sono riconoscenti (mica solo in Italia, anzi…)

    La verità è che devono spolpare ogni cosa. La grancassa dei giornali grida a gran voce DEBITO PUBBLICO e taglio alla spesa pubblica. Lo scopo è chiaro, altrimenti agirebbero diversamente. Exodus ci può spiegare che, se in questa fase di crisi tagli la spesa pubblica, il PIL si riduce andando a peggiorare ulteriormente il rapporto con il debito.

    Ripeto il giochino qualora non fosse chiaro: la Germania usa il cambio fisso (svalutazione competitiva) per esportare le proprie merci nei PIGS e generare surplus di capitali. Riversa quindi i capitali generati negli stessi PIGS che si indebitano “più volentieri” dei tedeschi perchè hanno tassi di inflazione maggiori. Segue immancabile bolla debito PRIVATO nei PIGS !!

    Ad una crisi di debito privato, deve seguire infine anche una CESSIONE di SOVRANITA’. A casa mia, tutto ciò si chiama imperialismo. Voi, chiamatelo come vi pare…Di fatto, questo è quello che è successo e noi oggi siamo commissariati.

    Aggiungerei che chi dovrebbe farci uscire da questa situazione ci sta invece facendo affogare al grido di STATO-Corruzione-Spreco.

    @nottebuia: sono d’accordissimo con il discorso che fai (avere cioè un settore pubblico davvero funzionante, ristrutturato, ecc), ma tu capirai bene che non è questo lo scopo che si prefigge l’Uomo in Loden. La grancassa della propaganda STATO-SPRECONE serve solo a creare consenso su decisioni sbagliate, ed evitare che la gente accenda il cervello e scenda in piazza a protestare. (mi spiace per quelli come Giannino: spero almeno vengano pagati, altrimenti in questo contesto giocano solo il ruolo dell’utile idiota, funzionale alla causa in Loden…)

    😉

  4. @ Nottebuia: all’Università insegnano una regoletta semplice la quale però è sacrosanta, il trade-off tra efficienza ed equità. Lo schiavismo è molto efficiente e poco equo, il comunismo molto equo e poco efficiente. Il decisionismo, la leadership è molto efficiente e poco equa; la burocrazia è molto equa e poco efficiente. E così via. Volta per volta si trova il punto di equilibrio fra i due estremi, e nessuno si illuda che si possa sfuggire a questo. Occorre scegliere su quale livello di efficienza stare e a quanta equità rinunciare. E viceversa.

    Le elezioni sono molto eque e molto costose, poco efficienti. La dittatura è molto efficiente (decisioni immediate, nessuna spesa elettorale né parlamentare) e poco equa.

    @ Dans: il detonatore, anche quello dell’esplosione del debito privato, è la caduta dell’Unione Sovietica. E’ un evento di portata storica cardinale che ha sconvolto l’ordine economico del mondo. Non essendoci alternative al capitalismo le spese sociali per calmierare gli umori della popolazioni sono state e saranno tagliate. Ma il tenore di vita non è precipitato in quanto il debito privato ha garantito un tenore abbastanza in linea con il precedente, finanziato invece dalla spesa pubblica (e non dal debito privato). Però è un discorso molto lungo che politicamente parte negli anni ’80 con l’ascesa di Reagan e la corsa al riarmo.

    Tutto il resto sono dettagli che derivano dai fatti principali.

    Altro fatto fondamentale è la capacità degli USA di imporre un modello che tiene grazie all’emissione forsennata di dollari, finanziata da un gigantesco apparato militare che controlla le rotte del petrolio. Il petrolio è quotato in dollari. Anche se fosse pagato in euro, è quotato in dollari. Gli USA impongono un gioco, ma gli altri paesi non hanno la stessa possibilità di emettere dollari garantiti dalla forza e dal petrolio, quindi non reggono nel lungo termine e, a macchia di leopardo, si impoveriscono.

    Tutto il resto, le lotte tra i paesi, sono il tentativo di spolparsi l’osso, sottraendosi a vicenda, ma se non si guarda le cause storiche fondamentali qualsiasi proposta sarà una pomatina su di un’ustione ormai troppo estesa. Diciamo che non c’è un ritorno indietro o una soluzione, è lo stesso modello economico che invariabilmente giunge ad un punto di corrosione, di collasso, di rottura. Ci arriverà in un modo o in un altro, perché cuci uno strappo al lenzuolo e se ne apre un altro.

    Come ho scritto: occorre chiedersi come evitarlo oppure occorre chiedersi come fare dopo che lo strappo sarà stato consumato?

    • @exodus , direi che come evitarlo è accuratamente evitato. già con le informazioni che abbiamo, collegandole per logica e usando il cervello, sappiamo che chi dirige non sta cercando di evitare il collasso del sistema. vuoi per incapacità vuoi per scelta lucida questo ma non possiamo saperlo. se questo è vero dopo lo strappo di questo sistema dovremo assistere ad un lungo periodo di “miseria” declinata in diversi livelli e diverse manifestazioni. ma qui tu hai già scritto nel tuo blog e non credo di aggiungere altro.
      sul trade off direi che oggi la democrazia è un bene di lusso. purtroppo le decisioni della dittatura sono spesso dolorose.
      è vero anche che non viviamo in un regime democratico, almeno qui in europa.
      per quanto si sforzino di farcelo credere. solo che in questo momento abbiamo di fatto una dittatura rivestita da democrazia ma senza i pregi dei due sistemi e solo con i difetti di entrambe.

      • @ Dans,

        Guarda, la Democrazia è quella cosa grazie a cui è stato condannato Gesù e salvato Barabba. Per votazione popolare. E anche avvelenato Socrate. E che ha permesso l’ascesa del nazismo e del fascismo. Solo per dire che non c’è alcuna virtù taumaturgica nella democrazia, al massimo è un modo per evitare guai peggiori, ma in sé contiene già i semi del proprio fallimento collettivo (come qualsiasi sistema umano del resto, periodicamente, ciclicamente, collassano).

  5. Exodus, per ribattere a cose di questo tipo dovremmo essere introdotti nei circoli di golf esclusivi dove si sfidano presidenti di multinazionali, ministri, ambasciatori e qualche cardinale.

    Che dirti? L’unificazione della Germania è stata consentita purchè rimanesse nel quadro di un’Europa unita ma non troppo. Dopo i paesi dell’Est, hanno subito provato ad aggregarle anche la Turchia. Così, tanto per aumentare il coefficiente di difficoltà e magari prendere due piccioni con una sola fava (annacquare ulteriormente l’Europa, rendere alla Germania il quadro ancora meno controllabile – Oltre a tenere i turchi agganciati all’occidente, ovvio).
    C’è un piccolissimo problema: i soliti tedeschi hanno dimostrato di riuscire a trasformare a loro vantaggio il contesto negativo in cui erano stati schiaffati, imponendosi nuovamente. Ohi-ohi ! La Storia!

    C’è un poi altro dettaglio: i tedeschi sono bravissimi negli sforzi impossibili, ma commettono immancabilmente lo stesso errore. Non sono flessibili, dote fondamentale per comandare più di 5 minuti (al contrario degli inglesi, che ti “regalano” l’indipendenza e poi resti nel Commonwealth per sempre).

    Hai voglia a fare incontri internazionali, i tedeschi non capiscono le altre lingue e la loro non la vuole parlare nessuno! Finiranno per far saltare il banco dell’Euro, creando grossi grattacapi oltremanica e oltreoceano.

    Morale: non si voleva una Germania egemone e la si è inchiodata nel carrozzone-Europa. Niente da fare: sono riemersi lo stesso e adesso vanno avanti imperterriti. Di cooperare coi vicini, non gliene può “fregà de meno” (quando poi i vicini siamo noi, ti puoi immaginare…) !!!

    Exodus, è giusto quello che tu dici ma aggiungerei tre fatti evidentissimi. L’Unione Sovietica è stato uno degli esperimenti economici americani peggio riusciti nella storia, questa Europa non funziona e la Cina emerge in maniera indiscussa. Ergo, questa classe dirigente (occidentale) sta perdendo la partita. Per ingordigia e per incapacità di visione. Fai tu.

    Ehh, la saggezza dei vecchi ! Ma vuoi vedere che alla fine non convenga rispolverare un’altra volta John Maynard Keynes e ricominciare a creare benessere ed esportare Rock-n-Roll? Lo so è vecchia, ma caspita se funzionava…

    Quanto a noi europei, siamo troppo divisi e incapaci di esprimere una leadership. Non faremo storia, la subiremo e basta (anche i tedeschi, incapaci o impossibilitati ad andare oltre la spanna del loro naso).

    🙂

  6. (Scusa, Exodus: “L’Unione Sovietica è stata uno degli esperimenti peggio riusciti della storia”, intendo la Russia da Eltsin in poi, naturalmente. Non quella vecchia, ovviamente…)

  7. Ma devo dire che non occorre parlare di grandi nazioni per accorgersi della fragilità della democrazia, basta la riunione di condominio in cui chi grida più forte decide; in cui due coglioni valgono più di una persona accorta, è questa la democrazia, alza il tasso di consenso ma non quello di intelligenza.

    Personalmente non vedo un problema “Germania”, più di quanto non veda un problema USA – CINA – ITALIA – RUSSIA – IRAN – non c’è un paese colpevole o più colpevole di altri, è una tendenza radicata nelle menti, nelle istituzioni esistenti, una tendenza storica e non opponibile come una locomotiva lanciata in corsa o mille locomotive lanciate in corsa.

    Le istituzioni non sono intelligenti, sono stupide, più sono grosse e più sono stupide e spietate, la globalizzazione crea un mondo ottuso e spietato, anche se è uno schiacciasassi potentissimo, ma non c’è errore in questo: è un carro armato, sta svolgendo il suo compito, non è un apparecchio rotto o da aggiustare, è la locomotiva in corsa. Anche se si fa saltare un binario, verrà ricostruito oppure si cambierà la traiettoria della locomotiva, ma rimarrà sempre uguale meccanismo e uguale obiettivo. fino alla prossima svolta storica, ovvio.

    L’Europa non esiste. Non come razza o popoli almeno. Possono essere simili italiani e spagnoli, ma non italiani e tedeschi o italiani e svedesi. D’altronde le stesse differenze si trovano tra siciliani e veneti o campani e piemontesi. E’ la forza quella che tiene in una stessa stanza i popoli diversi, l’Impero, gli accordi, la religione, a volte la convenienza. Non è scritto da nessuna parte che un tedesco e un italiano debbano essere simili. E’ la forza che crea le nazioni, o il carisma di un uomo. Il resto sono cose di cui si può fare a meno, oppure pure propaganda ideologica per “educare” le masse.

  8. Eh-eh-eh…! Exodus, mi fai venire in mente le vecchie barzellette dove c’era sempre “un inglese, un tedesco, un italiano…”

    Mah: gli inglesi pare detestino i condomini, e infatti prediligono quelle immense distese di casette monofamiliari. Hanno persino coniato la massima “not in my back yard…”

    Posso immaginare una riunione di condominio tedesca o danese. Oltre a quelle, pare facciano anche la coda in posta.

    Le nostre riunioni sforano nella pantomima: si può finire all’arma bianca e poi trovarsi per “farsi du spaghi”.

    L’evoluzione è un processo lento. Nella maggior parte dei casi, anche imprevedibile…

    • Infatti sono finito all’arma rossa e poi…

      durante una riunione ho dato al bullo del condominio dell’imbecille ma non ci siamo capiti perché lui parla un dialetto della brianza o del milanese, non so, e io ho sfoderato stilettate in italiano per lui incomprensibili, gli altri hanno fatto da traduttori nei limiti del possibile. Tanto per dire che l’Italia e l’Europe “l”è tutte le stess”. Cmq di solito questo domina le assemblee ma ho comprato casa e gli ho detto che c’èun nuovo sceriffo in città. subito mi hanno nominato consigliere senza neppure dirmelo. Il giorno dopo il bullo mi ha detto che gli hanno riferito che avevamo litigato e che in realtà per lui si stava solo discorrendo. Adesso è da due giorni che è cortese oltre ogni limite, lo preferivo bullo.

      Ecco, questo è il livello della discussione in un democratico condominio di tredici nuclei in cui si prendono decisioni finanziarie. alcune delle quali per un periodo di tempo che non interessa a molti perché molti (anziani) non ci camperanno. E quindi non si decide perché non si può chiedere un costo a persone che non ne vedranno mai i benefici (manutenzione dello stabile). a meno di non usare la forza o la legge, facendo saltare la farsa democratica.

      Solo per dire che la democrazia è tutta qua, è buona solo per evitare di peggio ma in sé non assicura né garantisce nulla. Anzi, nel nostro condominio vince sempre chi si impone con la forza, ha il suo gruppo di aderenti ed è in grado di rimanere a discutere più degli altri. alla fine abbiamo preso una decisione su una mia proposta (altre due bocciate senza neanche discuterne!) e l’abbiamo fatto in cinque persone, minoranza assoluta ancora in piedi alla fine dell’incontro. Questa è la democrazia, il più forte, quello che regge di più lo stress, quello più aggressivo, vince per sfinimento degli altri. E’ tutto qua. Sfinire gli altri.

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