lo sbarco di huffington

E’ di oggi l’apertura di Huffington Post Italia –>  http://www.huffingtonpost.it/

Mah! non mi sembra nulla di nuovo. l’ennesima voce di un coro di cui ormai abbiamo imparato a distinguere bene le voci a Destra e le voci a Sinistra, ma che sempre concorrono a cantare la stessa Opera.

Tutto inutile, se non per le tasche di chi ci lavora e per gli azionisti che si dividono gli utili.

penso che oggi l’unica salvezza sia costituita dai singoli blog, scritti da quelli che ancora vogliono provare a fare uno sforzo di riflessione.

ovviamente anche tra costoro, non sempre è facile distinguere chi riesce a offrire un buon vino e chi invece smercia metanolo, chi ci crede e chi fa finta solo per avere flusso di utenti.

Nel contempo, noi impariamo a raffinare i recettori del gusto. Forse anche a velocità superiore rispetto alla loro stessa capacità di spargere finta cioccolata, nauseabonda o tossica a seconda dell’intento.

 

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3 thoughts on “lo sbarco di huffington

  1. Internet non è più una fonte affidabile per la sua stessa popolarità, distinguere le fonti diventa impossibile se non dopo averle provate a fondo. Ma come “proverle a fondo”.

    Come per la carta stampata, ognuno finirà per seguire la voce più vicina al proprio orientamento. Come in passato, con altri mezzi.

    Certo rimane la possibilità di avere voce, se solo si riesce ad attirare l’attenzione.

  2. Ciao Exodus! Ma è mai esistito un tempo in cui Internet era “affidabile”?? Forse quando era frequentato da sole 1500 persone? Mah…
    Internet ha alcune peculiarità e, come qualsiasi altra attività di umana natura, presenta ovvi aspetti positivi e negativi. Nulla di nuovo, da questo punto di vista.

    Certo, capisco anch’io che sarebbe tanto bello (oltre che comodo) avere poche fonti di informazione sicure e “certificate” che ci raccontano le vicende umane con obiettività, in modo che si possano conoscere le umane vicende senza fare troppi sforzi. Non è così (purtroppo).
    Ma immagino non lo fosse nemmeno prima degli anni ’90, cioè fino a quando internet non c’era e si viveva con il Telegiornale delle 20.00 e 6 o 7 quotidiani a tiratura nazionale.

    Chi è nato prima dell’avvento internet era abituato al Broadcast (TV, Radio,…): il sistema in cui uno solo parla e tutti gli altri ascoltano (!). Chi ne usufruiva, nel tempo aveva imparato a eliminare le “tare” degli orientamenti di chi parlava, a confrontare le voci espresse dai vari orientamenti politici per dedurre una plausibile (?) verità.

    Il declino del modello Broadcast sembra farci ritornare indietro nel tempo prima della Radio e del Novecento, quando nei piccoli paesi arrivavano voci lontane o notizie più o meno ufficiali che venivano rielaborate in infiniti circoli di pochi uomini.
    Credo stiamo sperimentando nuovamente qualcosa del genere, anche se ovviamente il mondo dell’informazione è in rapidissima trasformazione…

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