Gli americani ad Obama: «Salva i Twinkies»

qualche tempo fa ho avuto modo di riflettere sul fatto che parte della nostra situazione industriale possa e debba essere affrontata con la nazionalizzazione.

abbiamo due fulgidi esempi le miniere del sulcis e meglio ancora l’impianto alcoa di portovesme.

meglio nazionalizzare , sopportando l’inefficienza iniziale, e permettere la produzione seppure in perdita ma lasciare impianti e operai attivi.

meglio produrre un po’ di carbone e alluminio in modo inefficiente che pagare totalmente con ammortizzatori sociali prelevando ulteriori risorse dal sistema fiscale.

una buona riflessione , anche se con il sorriso sulle labbra può indurla l’episodio in corso negli stati uniti con i twinkies.

il problema per noi sta nell’indirizzo.

a chi scriviamo la lettera?

il link  Gli americani ad Obama: «Salva i Twinkies» | mondo | Il Secolo XIX.

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8 thoughts on “Gli americani ad Obama: «Salva i Twinkies»

  1. Si può nazionalizzare, o meglio porre barriere protezionistiche all’industria solo quando si è un paese sovrano. L’Italia non lo è. E, purtroppo, credo che questo chiuda di fatto il discorso.

    • scusatemi se intervengo con tanto ritardo. l’osservazione che poni è ineccepibile. quindi la domanda diventa: come facciamo per riprenderci la libertà alle determinazioni? ( volutamente non parlo di nazionalità, patria e sovranità nazionale…).

      vista dal costo energetico , un paese come il nostro non dovrebbe produrre nulla, ma semplicemente frequentare le spiagge. sappiamo che questo non è possibile e qui cito antonio pennacchi che a proposito della vicenda ilva mi sembra abbia detto “non possiamo vivere solo di pizzerie”.
      rilancio l’argomento con qualche post.

      • Non possiamo. Il problema non è la determinazione a livello collettivo, ma il fatto che oggi esistono strumenti per imporre opinioni a livello personale. Il controllo sociale è completo e quasi nessuno ne è consapevole. Se la persona non è libera ed è manipolabile a maggior ragione le collettività che sono nell’insieme più “stupide” di una sola persona.

        Tutti sono convinti di avere opinioni proprie, ma queste opinioni vengono costruite da qualche media, libro, TV, blog, radio. Chi controlla questi mezzi controlla la formazione delle opinioni personali. E quindi delle colletività.

        Chiedersi “come possiamo fare” è già il segno di una sconfitta, questa domanda deve porsela un bambino o un ragazzo, se un adulto si pone la domanda vuol dire che non è un adulto. In generale quando incontro persone che chiedono “come posso fare” comprendo già che non può fare niente. Chi costruisce spesso fa, magari chiede ma una sola volta, poi agisce. Magari sbaglia e riprova.

        Non credo che una popolazione così indecisa, così dubbiosa, così pronta a discutere ma incapace di agire possa fare nulla. Dovrà imparare ad accettare quello che non può cambiare. Ma di solito chi si lancia nell’azione non si pone tante domande, ci sarebbero ma l’azione è già la risposta.

        Ciao.

  2. All’Alcoa abbiamo versato più o meno 210 – 220 milioni di euro per anno negli ultimi anni. Una spesa per operaio presente in fabbrica di almeno 400.000 euro / anno. Troppo, e non poteva durare a lungo.

    Forse più che di assistenzialismo e dirigismo avremmo bisogno di intraprendenza: il gestore della fabbrica scommetteva sul carbone termoelettrico, eppure sarebbe stato altrettanto interessante (a livello di start up) provare con un mix contenente delle rinnovabili. Alle volte bisognerebbe provare a cambiare, puntellare l’esistente non sempre funziona bene come vorremmo!

  3. @Fausto: allo stato attuale, non è questione di dirigismo o assistenzialismo ma di stabilire precisi interessi strategici nazionali. Anzi, oserei dire continentali, se proprio volessimo essere il sogno dell’Europa che coopera.
    Non puoi risolvere questa situazione con 4 start-up. Nessuno finanzia un’auto a idrogeno di un brillante studente se non c’è una rete di distribuzione capillare nazionale (o continentale), una industria di trasformazione dell’idrogeno e un un intero settore appropriato che la supportano.
    Il PIL lo fai con un piano industriale di ampio respiro e lo inneschi con forti investimenti. Non con le start-up degli studenti che lavorano in cantina. I settori strategici di Energia, Chimica, Farmaceutica, Meccanica, Telecomunicazioni, necessitano di investimenti molto grandi; tutto il resto segue a ruota.

    Poi, certo, scegli tu se preferire al “dirigismo” di un parlamento democraticamente eletto quello della troika europea (non eletta da nessuno) e quello di un pool di banche oligopolistiche che tu chiami “il mercato”. Perchè sono loro che in questo momento dettano l’agenda, e il loro interesse è solo quello di massimizzare i tassi di interesse sul debito per intascare più soldi possibili.
    Scusa, Fausto: se tu hai una banca hai più convenienza a finanziare un progetto industriale (con il rischio che fallisca) o a alzare lo spread e vivere di RENDITA campando di interessi sul Debito Pubblico?
    E se tu campi di rendita con alti interessi hai anche l’obiettivo di creare deflazione per non depauperare la tua rendita, anche a costo che questo distrugga l’economia reale della produzione…capisci in che situazione siamo? E’ il dirigismo delle Banche e dei Trust Finanziari.

  4. Comprendo bene il fatto che non possiamo stampare banconote per finanziare un accidente; non abbiamo più alcuna sovranità, e questo è un problema. Il resto, banche, tassi, intrighi è corollario inevitabile.

    Queste verità (incontrovertibili) che hai elencato non cancellano un’altra verità: la termoelettricità convenzionale a noi costa di più perché compriamo i combustibili all’estero. I tedeschi usano in casa la propria lignite, e noi invece no. Se anche ci mettessimo a bruciare carbone (come propongono alcuni amministratori) pagheremmo comunque quel che compriamo all’estero. Ci sarebbe sempre una bolletta. In questa maniera nascono i sussidi ad una azienda che riduce alluminio in una Italia che non ha combustibili, sussidi che però poi paghiamo tutti assieme nella cartella esattoriale.

    Può essere che non ci sia proprio modo per noi di mantenere una attività del genere senza rimetterci anche le mutande. La dittatura delle miniere.

  5. Ti scrivo cosa penso circa il disegno:

    Se puoi farcela solo con gli altri, e non da solo, non puoi farcela.

    Clark E. Moustakas

    A questo punto preparare il disegno ci metti 5-10 minuti al giorno max, ogni giorno, il resto azione. Molta.

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