Qui Finlandia: recessione

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Come ci riporta Statistics Finland, anche Helsinki è in recessione. Nulla di nuovo, purtroppo non possiamo che ripetere quanto detto per la Francia. Se vogliamo, è però una ulteriore conferma di tutti i discorsi già fatti: nessuno potrà infatti sostenere che la Finlandia fosse un paese corrotto, sprecone, inefficiente. Oltretutto partiva da fondamentali economici molto diversi da quelli italiani (debito pubblico, efficienza delle PA, ecc.)

Quindi, ancora una volta, l’impatto dei falsi invalidi, degli stipendi dei parlamentari, dell’inefficienza Statale, della pigrizia, non sono tali (da soli) da poter scongiurare la crisi attuale. Il moralismo che accompagna i discorsi sul virtuosismo dello Stato (quello che fa quadrare i conti come un buon padre di famiglia) tende a creare più danni di quanti ne risolva. Il bilancio di uno Stato non è esattamente come quello di una famiglia, perché uno Stato ha (o dovrebbe avere) sovranità monetaria e fiscale. Diciamo questo prendendo naturalmente le debite distanze dalle ridicole derive dei signoraggisti.

I funzionari Europei (non eletti democraticamente da nessuno!) stanno imponendo condizioni economiche assurde che i singoli Paesi probabilmente non avrebbero mai la forza di imporre, proprio perché sottoposti al controllo democratico. Allora, decisioni economicamente sballate vengono fatte calare dall’alto demandandole a organi superiori sovranazionali: non ve lo chiediamo noi, ce lo chiede l’Europa. Ma l’Europa chi?? Capite come impongono certe scelte contrarie a qualsiasi logica elementare da manuale del primo anno di economia o di diritto? No ragazzi, lo ripetiamo alla nausea: non è questa l’Europa che vogliamo. Un’europa capace di mandare gambe all’aria progressivamente tutti gli stati dell'”unione”, uno dopo l’altro…