Globalizzazione, vincoli, lacci e burocrazia

 

Segnaletica22b.

Non sono un esperto di commercio internazionale, però sono abbastanza stanco di sentirmi ripetere che buona parte dei nostri problemi derivino dal fatto che oggi dobbiamo vivere nel “villaggio globale” e non siamo in grado di competere e confrontarci con gli altri.

Eh, no ragazzi: per chi non avesse ancora aperto gli occhi, la Globalizzazione consiste in una serie di trattati internazionali che consentono la sfrenata movimentazione di capitali e di merci, volti a favorire specifici interessi. Ricordiamo, tra l’altro, che la mancanza di regolamentazione sui movimenti di capitali spesso causa quelle famose bolle finanziarie che tanto fanno inorridire chi parla di “finanza-cattiva” e poi plaude all’abbattimento di vincoli, lacci, impedimenti e burocrazia (alias, la de-regolamentazione selvaggia dei mercati)

In altre parole: se togliamo i semafori e le indicazioni stradali perché “fanno perdere tempo” e perché impediscono la libera iniziativa, poi non dobbiamo meravigliarci se fuori c’è la jungla e vige la legge del più forte o del più stronzo.

Per far funzionare un incrocio stradale c’è bisogno di REGOLE (un semaforo, piuttosto che una norma sulla precedenza per chi giunge da una certa direzione, oppure una qualsiasi striscia sull’asfalto…).

Non si può pretendere di eliminare qualsiasi REGOLA e poi meravigliarsi se passa il Tir e non la gentile signora in bicicletta. Un crocevia deve essere disciplinato da Codici e Leggi precise: assurdo aspettarsi che funzioni candidamente in virtù della Moralità e/o Gentilezza del singolo autista.

E’ poi ovvio che in una situazione del genere ciascun “player” faccia ciò che gli è consentito di fare: casomai, è insensato risentirsi (a posteriori) per l’eventuale spregiudicatezza del conducente stradale di turno che causa il terribile incidente. Anzi, una volta cambiato il Codice della Strada, è assolutamente logico aspettarselo! (Come del resto sarebbe stato logico chiedersi chi ci avrebbe guadagnato e chi invece ci avrebbe rimesso la pelle).

Fuor di metafora, il vero azzardo è il tipo di gioco che viene consentito: il fatto che Homo Homini Lupus non è una novità, è sempre stato così.

Passo ore a discutere con il “padroncino” perché vuole eliminare la “burocrazia” e poi si lamenta che deve chiudere perché sopravvivono solo 4 multinazionali. E che ti aspettavi, che esisteva la “libera concorrenza” ??

Oh, ragazzi: non estremizziamo, son d’accordo anch’io che certe pratiche possano (e debbano) essere espletate in due ore invece che in due anni. Però, cerchiamo anche di leggere tra le righe: i mantra che vengono ripetuti in TV sull’abbattimento delle regolamentazioni servono principalmente per favorire gli interessi dei più grossi e dei più forti, i quali sanno già che acquisiranno quote di mercato schiacciando i più piccoli…Non sarete mica così ingenui da credere alle favole, no?

Oppure vi aspettate che si de-regolamenti il mercato e si alleggerisca lo Stato per favorire il piccolo imprenditore, il padroncino e il pensionato?

In questo contesto, Stato e Sovranità Nazionale sono (ma ormai potremmo anche dire erano) un presidio: certo, devono essere migliorati ma non abbattuti a colpi di propaganda su corruzione, Stato-Ladro, inefficienza, burocrazia, costi della politica, e via discorrendo.

Beffardamente, poi, non c’è cosa più cinica che soffiare sul fuoco del malcontento per convincere i più deboli a farsi schiacciare dai più forti…ce la facciamo a capirlo o continuiamo imperterriti verso la desertificazione industriale a colpi di riforme in senso liberista ?

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15 thoughts on “Globalizzazione, vincoli, lacci e burocrazia

  1. Riprendo qui l’interessante confronto su noi (italiani e greci) e i crucchi.
    In Italia abbiamo ca,. 700k leggi, in Germania 70k leggi.
    Come divulgato da una interessante puntata di Report, il regolamento edilizio del comune di Bologna sono una dozzina di tomi da centinaia di pagine l’uno, il regolamento edilizio del comune di Monaco di Baviera un A4 fronte retro.
    Risultato: a Monaco abusivismo edilizio zero (non sarebbe zero ma quello compiuto e così raro e viene letteralmente demolito che, di fatto, è zero), a Bologna esiste abusivismo edilizio anche se un po’ meno che in altri posti in Italia.
    Risultato: nei paesi nel nord europa la legge è una cosa utile ad ogni cittadino per vivere meglio, i cittadini sono i primi a segnalarne le violazioni, c’è repressione, biasimo sociale sui “furbi”. In italia c’è il motto “Fatta la legge trovato l’inganno”, la legge è vista come un qualcosa da fottere a prescindere. Perché mai questa legge? Mi vogliono fregare? E io li fotto e frego ‘sta legge (e altri stupidi ragionamenti del genere).

    Non c’è legge che tenga se cultura, senso civico, etica pubblica, ecologia sono disastrosi.
    Riformulando il pensiero churchilliano :- Ogni paese ha le leggi e i regolamenti che si merita.
    Poi io potrei anche parlare delle aberrazioni securitarie dei semaforirossialleduedinotte

  2. @UnUomo.InCammino – Visto che tu, come noi, ami rispettare la Legge, ti piace la precisione teutonica e (giustamente) non vuoi essere confuso con gli italioti “ognuno fa come cazzo gli pare”, abbiamo cancellato la bestemmia finale per poter pubblicare il tuo commento. Riteniamo sacri anche il tuo pensiero e la tua opinione, quando non offensivi verso nessuno.

    Vedi, non è perché noi qui si sia bacchettoni, moralisti, o particolarmente timorosi. L’ambiente è assolutamente laico.
    E’ perché amiamo rispettare le sensibilità di tutti. Siamo italiani, osserviamo la Legge e il rispetto del prossimo. E’ strano, eh?

    Naturalmente, pretendiamo che tu, qui, dia il buon esempio, altrimenti rischi di scadere in ciò che disprezzi e critichi: l’italiota bravo solo a chiacchiere per il quale le Leggi, le norme di comportamento e la netiquette valgono sempre e solo per gli altri.

  3. La bestemmia era e uno sfogo e provocatoria, nel senso che mira a rompere le convenzioni, a enfatizzare.
    Banalmente una bestemmia è innocua, la ipernormazione vessatoria invece schiavizza le persone, le degrada a robot comandati dall’esterno, tende a ridurre il libero arbitrio, il discernimento, le disumanizza.

    Io ho imparato solo di recente (anche frequentando alcuni luoghi di cultura anarchica e libertaria) a bestemmiare raramente, proprio come speculazione filosofica e come stimolo dialettico, visto che reputo interessante osservare la dinamica mentale degli interlocutori, la loro agilità etica.
    Mi dispiace se ha offeso.

  4. Perfetto, Uomo. Ti ripeto, per noi nessun problema: il blog è come un bar, è un luogo pubblico. C’è anche a chi piace salutarsi con uno schiaffone in faccia: se adulti consenzienti, nessun problema. A priori, capirai, non si può fare con tutti.

    Ciò detto, ci piacerebbe che tu ci spiazzassi con contenuti interessanti. La convenzione la rompi quando metti in crisi il raglio generale dell’informazione mainstream la quale non fa che ripeterci dalla mattina alla sera che siamo brutti, corrotti, inefficienti, improduttivi e spreconi.

    Attento, non sto dicendo che in Italia non ci sia corruzione e nessuno cerchi alibi. Ma ognuno paghi per le sue colpe, non 1 centesimo di più. Personalmente, non intendo svendere il mio Paese per fare un favore a chi ha sbagliato più di noi.

    Perché poi, sai, quando uno apre un paio di libri o legge i dati economici, i dati sulla produttività tedesca, i bilanci delle partite correnti le cose cambiano. Magari finisci anche con lo scoprire che il sistema finanziario tedesco è inguaiato fino al collo. Ti rendi conto che l’Europa pretende l’applicazione di norme economiche che non potranno mai funzionare e ti chiedi perché lo fanno, sapendo che sono assurde.

    A te sembra giusto pagare fior di patrimoniali e tasse per salvare le banche tedesche dal fallimento perché “ce lo chiede l’Europa” ?

    Non mi rispondere che siamo corrotti e inefficienti. In questo caso, non c’entra. Paghiamo più di quanto riceviamo in cambio. Siamo gli unici a dover rispettare i parametri di Maastricht mentre i tedeschi li hanno messi in deroga. Ma perché due pesi e due misure? Ti sembra logico ?

    Francamente, io non ci sto a svendere il mio Paese. Lo detesto per tutti i difetti che ha, ma lo amo per la maggioranza silenziosa che lavora e non fa mai notizia.

  5. Vedi, quando fai del lavoro di miglioramento personale, una delle cose che impari è che le persone che vivono bene e hanno una vita di qualità sono centrate su loro stesse. Si osservano, si studiano, hanno una buona centratura, cercano di capire cosa non va nella loro vita e come possono renderla migliore. La loro vita, non quella degli altri.
    In PNL e discipline analoghe si usano i termini di eteroriferiti o autoriferiti.
    Essere centrato in te!

    Noi abbiamo tanti di quei problemi e così gravi che non c’è alcun motivi di distrarre tempo, attenzione e risorse per quelli dei crucchi.
    Familismo amorale, ingerenza della chiesa, sovrappopolazione, furbismo, associazioni malavitose, lassismo, pressapochismo, corruzione, assenteismo, peculato, illegalità diffusa, frodi, disonestà intellettuale, concussioni, mancanza dell’etica della responsabilità, violazione sistematica delle regole di convivenza, omertà, correità, incultura cicalesca del debito, distruzione del territorio, esterofilia, complicatismo degli affari semplici, deresponsabilizzazione, voti di scambio, banderuolachegiraalventismo, speculazione, parassitismo, assistenzialismo, capitalismo citronesco, mancanza di etica pubblica, tentativo sistematico e diffuso di usare le migliori leggi per i più turpi scopi, ostilità ai beni comuni, autossicodipendenza.

    Tutta roba bbona de noantri per cui i crucchi o gli olandesi o i finlandesi non c’entrano assolutamente nulla.

    Veramente, io non capisco questa acredine e questo continua e ossessiva lamentela nei confronti del crucchi.
    Mi pare veramente Pinocchio che non studia che poi si incazza ferocemente con il secchione che va bene.
    L’informazione mainstream è quella che va bene alle masse.

    Mi ricorda una vecchia provocazione, tanto semplice quando disarmante.
    B. e il berlusconismo che sono stati La Grande Catastrofe degli ultimi ventanni di italiotismo hanno sollevato finti irati strali da parte di quella metà che aveva la L in meno nella sigla.
    La_gente quella che poi andava a casa e ha la scatola inquina-menti metà del tempo accesa su Canale 5.
    Discorsi trombonanti su riforme qui, leggi contro le leggi ad personam, tanto incazzo qui e tanto incazzo là.
    Escono e vanno a comprare il finanziamento per la nuova BMW con la quale andare alla festa del PD dalla finanziaria Mediolanum che fa uno spread di un quarto di punto inferiore a sentire discorsi infuriati contro B, e contro la Merkel.

    Ihihi

  6. No, forse non ci siamo capiti. Qui ci sono delle regole economiche e giuridiche assurde che non potranno MAI essere rispettate a prescindere dalla corruzione e dagli italioti.
    E’ andata a gambe all’aria pure l’Irlanda, la Francia è messa malissimo, l’Olanda peggio ancora. C’è tutta l’Europa avvinghiata nella più grave crisi economica dal dopoguerra e tu ci ripeti l’aneddotica e gli episodi di corruzione del Belpaese?

    Di che parliamo?

    Io parlo di regole economiche. Ti faccio un esempio: se un giorno ti dicono che devi navigare in barca ma non puoi muovere né il timone (politica monetaria) né la vela (politica fiscale), mi spieghi come fai a navigare?
    Poi certo, se la tua nave è pesante (corruzione, malcostume) magari ti schianti prima invece che dopo. Ma è solo questione di tempo, perché è il sistema che non può funzionare (si stanno schiantando tutti). E lo sanno !!!

    Ti è chiaro il concetto?

    PS: sulla corruzione son d’accordo con te, ma in questo caso NON c’entra, se non nella misura in cui accelera lo schianto finale.
    Ti hanno messo su una barca di cui non puoi governare timone e vela e tu pensi di salvarti buttando a mare tutto, ridipingendo la scocca o facendo correre i marinai al millesimo di secondo.

  7. I Crucken non ti dicono di non muovere il timone.
    Prima ti raccomandano una buona manutenzione (che se poi tu cacci via i bajocchi in mille mila cose meno che nella manunenzione della barchetta tua sei sempre libero di farlo, eh!?) e se poi esci in mare con il timone che non piega, dicono che sono cazzi tua e ti lasciano lì. Giustamente.
    Nonzo se mi sono spiegato.
    Del resto, la mentalità è così diversa che inizia da quando i Crucken hanno appena finito di ciucciare le tette alla Mamminen cara (v. qui un simpatico aneddoto).
    E’ una questione di cultura, di filosofia, di etica, non tecnica o di economia.

  8. “I Crucken non ti dicono di non muovere il timone”
    Ti preciso una cosa: la nostra Politica Monetaria è stata delegata alla BCE (quindi noi non possiamo muovere proprio niente)

    L’altro parametro (Politica Fiscale) è invece inchiodata ai noti vincoli europei e, a breve, anche dal Fiscal Compact inoculato in Costituzione.

    Anche se per te è un dettaglio inutile, ti preciso poi che in economia i due gradi di libertà per spostare l’equilibrio (economico) sono permessi appunto da quei due parametri: Politica-Monetaria e Politica-Fiscale, esattamente come per un’imbarcazione che si può governare con Timone e Vela.

    Se inchiodi le due cose (il Timone e la Vela), la vedo dura poter fare qualcosa, se non alleggerire la nave e scappare con una scialuppa…

    Nonzo se mi sono spiegato, per riprendere le tue parole 😉

  9. Simpatica birbetta dell’economia
    Io mo’ ti ripeto che l’economia è solo uno degli aspetti della cultura.
    E che il tumorale, indicibile, non numerabile debito italico è per grandissima parte responsabilità delle peggiori pratiche di governo demagogiche e corrotte che attanagliano da sempre questo paese in cui, persino i condomini sono pieni di furbastri che violano i patti, che non pagano le spese condominiali spendendo però i loro danè per i cazzi voluttuari loro.
    I suonatori di mandolino dissipavano mille mila miliardi di soldi dei contribuenti in opere inutili, in corruzione, in familismo, in assunzioni di parenti, nel mettere nei posti a carico dei contribuenti i loro amici e gli amici degli amici, nel craxismo di malpensa, nelle BreBeMi, nella malasanità calabrese la peggiore e la più cara d’Italia, nelle assunziioni di moltitudini nella regione Sicilia, etccetera etcetera e poi nella distruzione del La Grande Bellezza etcetera etcetera etcetera.
    La stampa allegra della ricchezza su carta con la liretta di carta, appunto, ora che sei in famiglia non si può giustamente più fare, non è che tu nel condominio ti metti a ciucciare la corrente comune e a indebolire tutti e io ti lascio fare, no!? Inizia a mettere a posto le tue finanze e poi ne riparliamo.
    Inizia a tenere bene la barchetta che hai sempre assaltata, no!?
    Vedrai che prima o poi, se ti impegni, il timone e pure le vele tornano a funzionare.
    Specie se non le hai già smontate per portarle a casa tua o dei tuoi amici.
    Diciamo quel detto churchilliano si può riformulare anche sulle (anti)politiche di bilancio, no!?

  10. LOL, ma che fai ? Mi trolli ? Dai, su, lassa perdere va…ti suggerisco di rileggere con più calma quello che ho scritto. Se hai dubbi, chiedi pure: per quanto possibile, proverò a risponderti. Però, per favore, parliamo di numeri e, possibilmente, con numeri alla mano, altrimenti linko a caso e vediamo se siamo sempre i peggiori.

    Anche qui, prendo ciò che hai scritto come sfogo per una situazione che in Italia (ma anche nel resto d’Europa) si è fatta molto molto pesante. Se guardi nell’ultimo post il link sull’indebitamento generale 2013, vedrai che anche chi è molto meno corrotto di noi è in seria difficoltà: su tutti, Irlanda e Olanda. C’è la corruzione dilagante anche a Dublino ?? E allora, de che stamo a parlà ?

    In altri termini: ciò che tu dici sulla corruzione (fenomeno certamente da combattere) non è sufficiente a spiegare i termini del casino in cui siamo. Oppure, se preferisci, anche se la corruzione fosse a zero, saremmo lo stesso nella palta (certo, magari saremmo nella palta sino al collo invece che avere sotto anche la testa. Ma sempre nella palta saremmo)

    Infine, un’altra nota a margine.

    Da italiani, uno dei nostri peggiori difetti è quello di parlare male del nostro Paese e credere che gli altri siano sempre migliori. In questo caso, l’errore più grosso che abbiamo commesso (peggiore della corruzione) è stato quello di affidare la nostra Sovranità a chi ha dimostrato (nei fatti) di gestirla (o non gestirla) in maniera decisamente peggiore rispetto a quello che noi avremmo probabilmente fatto.

    Non a caso, con tutta la corruzione che ci ha sempre contraddistinto in tutte le epoche, eravamo la 5 potenza industriale del mondo (partendo dai debiti della II guerra mondiale). Fatti, e non leggende.

    (Astenersi risposte tipo: si, ma adesso c’è la Cina, i falsi invalidi si sono centuplicati, si sono arrubbati tutto, mio cognato è baby pensionato, tutta l’Italia non paga il biglietto del tram, ce stanno i parcheggi abbusivi, mi’ fratello è andato al pronto soccorso per l’emicrania e ci hanno tolto un rene, alle Poste i finti-pensionati saltano la coda, la bustarella dell’amico dell’amico, i treni sono tutti in ritardo, la Salerno-Reggio Calabria, l’arbitro è venduto, abberluscone, i sindacati, i concorsi pubblici, il vitalizio, il bungabunga, mio nipote nasce con 2 bilioni di debito sulle spalle, i forestali in calabria e, infine, l’autovelox è truccato)

  11. Allora, non esistono migliori e peggiori. ‘sta roba del popolo eletto o di superiori a tutti gli altri sono ovviamente delle stupidate colossali.
    Ogni cultura ha pro e contro e non esiste né l’inferno né il paradiso su questo mondo.
    Io dico che gli italiani devono concentrarsi sui loro problemi, sulle cause dei loro problemi e cercare di risolverli senza distrarsi, senza essere “fuori di sé”.

    > Astenersi risposte tipo
    No, anche perché ti sei risposto da solo.
    Per tornare alla concisione di un checksum concettuale, filosofico ti dico che se tu hai un corpo malato, con diabete, psoriasi, sovrappeso, osteoporosi, allergie varie, ipercolesterolemia, preparazione fisica nulla, etc. potrai sempre pensare che possa andare meglio in montagna su quella ascensione impegnativa cambiando gli scarponi (o, peggio, concentrandoti sugli scarponi dei tuoi compagni di ascensione), imputare la fatica insostenibile al pile, al fatto che ti manca l’altimetro, ovviamente gli altri vanno troppo veloci, ‘sti stronzi etc.
    Astenersi risposte tipo: ho il diabete e sono senza insulina, ho perso un pezzo di pelle sotto il piede per la psoriasi, ho accumulato altri sei chili questo mese, l’osteoporosi non esiste, le allergie non c’entrano con lo sport, l’ipercolesterolemia è solo colpa dello speck tirolese.

  12. Al di là di tutti i discorsi che uno può fare e sentire (le famose opinioni da bar), se tu vai a prendere i numeri, scopri una cosa interessante.

    Abbiamo il cancro e l’influenza. Non uno, due problemi, sigh.

    Dei due, è decisamente meglio occuparsi del cancro, perché si tratta del problema più importante. E’ giusto curare l’influenza, per carità, ma concentrarsi solo sull’influenza non ci salverà.

    Fuor di metafora: numeri alla mano, se anche tu curassi tutto l’elenco dei problemi della corruzione, i falsi invalidi e i treni fossero puntuali staresti certamente meglio. Ma non risolveresti il problema più grave, ossia l’impossibilità sistemica di uscire dalla crisi con questo assetto di cose.

    Ci sei su questo punto? (eventualmente, dimmi solo cosa non ti è chiaro, cosa non ti torna. Stiamo sintetici però, senza divagare troppo, altrimenti è più faticoso leggersi e capirsi a vicenda)

  13. Questa crisi non è congiunturale ma è paradigmatica e biofisica.
    Il modello come lo chiamiamo? accrescitivo-consumistico-capitalistico-tecnoteista-demagogico? ha raggiunto i limiti, ha dagli anni 70 superato la sostenibilità e quindi inizia a scontrarsi coi limiti.
    Intuisco che siamo molto vicini su molte posizioni ma anche molto lontani su altre.
    Io dico che la cultura, la società e quindi l’economia sono in crisi perché è una crisi di overshoot e che il problema è ricorsivo, non sono solo le grandi srtutture ma sono molto ammalati i mattoni, gli inerti e i legante che formano la struttura.
    Se intuisco tu invece ritieni che la crisi sia imputabile non al sistema ma ad alcune regole economiche.
    Però non vorrei spingermi oltre, perché io ho solo un’intuizione ancora piccola e parziale della tua mappa e preferirei non dire le tue parole, i tuoi pensieri. In fin dei conti sono solo quello che ho intuito.

    Io ho riletto ora un’altra volta questa pagina sulla quale sono più che sostanzialmente d’accordo.
    Nella nostra polemica questa, paradossalmente, è una pagina di socialdemocrazia, che enfatizza che un insieme di regole opportuno sono uno strumento importante per una qualità del vivere.

  14. A volte ricordo una delle strategie per arrivare a dialoghi costruttivi, win-to-win che consiste nel cambiare i ruoli dialettici, polemici e nel fare proprie le tesi di quello che nella foga si finisce per credere avversario per tornare a renderlo interlocutore.

  15. Calma però, stiamo parlando di due cose diverse. Provo a vedere se riesco a mettere ordine (nel caso, correggimi)

    1) io parlo della situazione economica e giuridica in Europa e in Italia, delle regole e dei meccanismi che ci siamo dati per convivere nell’Eurozona, ravvisando che queste regole (leggi e normative) sono palesemente non-sostenibili e ci portano a grave recessione già nell’immediato (disoccupazione di massa, problemi nell’accessibilità ai servizi sanitari per tutti, istruzione diffusa, eccetera)

    2) tu fai un discorso più ampio e di lungo periodo, ossia il tipo di “Modello di sviluppo dell’Homo Sapiens e lo stile di vita che viene perseguito”
    Su questo secondo punto, concordo con te. E’ evidente anche qui che non è sostenibile nel lungo periodo. E’ evidente che, al tasso di “crescita” attuale e stanti queste “condizioni al contorno”, è necessario colonizzare Marte per continuare il nostro stile di vita. Sono pienamente d’accordo.

    —-
    Attenzione: il secondo discorso (il tuo) impatta sul primo (il mio), però ha effetti su una scala di tempo un po’ più lunga.
    Allo stesso tempo il primo discorso è quello che più realisticamente potrebbe scongiurare la fine prefigurata dal secondo. E’ quello che pone le basi per la garanzia di uno Stato di diritto che possa perseguire gli interessi di lungo periodo.

    Sottolineo: l’interesse di lungo periodo o quello dei cittadini nel loro complesso può essere perseguito solo dallo Stato, dalla Legge e dalle Costituzioni (quelle che invece, al grido di Stato-Ladro, Corruzione, Efficienza stiamo abbattendo e mettendo in deroga, perché impediscono alla singola azienda di perseguire il proprio interesse particolare in maniera smisurata)

    Esempio pratico: nessun operatore privato ha interesse a risolvere il dissesto idro-geologico, tanto per dire. Nessuna azienda privata è interessata a risolvere il problema di un disastro ambientale: io (imprenditore) mi arricchisco e poi vado a godermi la pensione all’estero. Capisci? Che me frega del bene comune?

    Scusa la lunghezza.

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