Globalizzazione (2)

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Riprendo qui il discorso già fatto nel post precedente, perché l’articolo ha suscitato discussioni tra alcuni amici che leggono il blog.
Tutte le osservazioni insistono ancora sul “moralismo dell’imprenditore”, una certa idea romantica connessa a questo personaggio, e sul fatto che il mondo sia oggi più “piccolo” e interconnesso.

Vale quindi la pena precisare alcuni concetti.
Un imprenditore, per definizione, massimizza il profitto e non fa beneficenza a tutti i costi. Non è, necessariamente, un eroe romantico. Se una cosa è per lui conveniente e le regole del gioco consentono di farla, lui la fa. Punto. Perchè Business is Business, e chi non capisce questo concetto non sa cos’è un’impresa.

E quindi: se l’imprenditore può delocalizzare, perchè non dovrebbe avvantaggiarsi di questa scelta ? Perchè è moralmente brutto? E ancora: se in alcuni Paesi non esistono tutele per i lavoratori o per l’ambiente, non ci sono standard minimi di qualità, secondo voi è colpa dell’imprenditore oppure della carenza di Leggi e Normative?

E’ del tutto ovvio che spostare l’attenzione dagli aspetti normativi a quelli morali impedisce di capire la natura del problema (e, conseguentemente, risolverlo).
Altro esempio: dire che la Finanza speculativa è brutta o riprovevole non serve a niente, se cinque minuti prima avete applaudito all’abolizione del Glass-Steagall Act che separava banche commerciali da banche di investimento. Una banca che può fare speculazione finanziaria, semplicemente lo fa se è più conveniente rispetto a prestare i soldi a un giovane o a una Start-Up. Fine.

La Globalizzazione.
Ripetiamolo: la cosiddetta Globalizzazione non è una evoluzione naturale e inevitabile del mondo, ma è una serie di Leggi, Norme, Trattati che creano un CONTESTO in cui sono valide certe regole e si può giocare a un certo gioco (che avvantaggia qualcuno e penalizza qualcun altro).
I contatti tra i popoli, del resto, ci sono sempre stati, oggi come ieri. Ma Venezia non commerciava intensamente con l’Oriente nel 1400 ? Gli inglesi non erano già arrivati in Cina a Hong Kong qualche secolo fa? E la guerra dell’Oppio? La Compagnia delle Indie? Siamo sicuri che i continenti extraeuropei e gli scambi commerciali esistano solo da pochi anni??

Eh, ma cosa dici, adesso c’è internet, abbiamo abbattuto le distanze, ora è tutto diverso, la competizione è molto più serrata…
Gente, da che mondo è mondo, le guerre hanno sempre avuto ragioni economiche e si sono sempre cercati mercati di sbocco. E’ sufficiente rileggere bene i libri di storia per capire che, nella sostanza, non è cambiato niente. Su questo, il rimando non può che essere alle vecchie pagine di scuola media inferiore, già sufficienti se rilette con un po’ più di attenzione.

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