Senatus PopulusQue Romanus

DuSpicci
Amici, la storia del taglio del Senato per risparmiare sugli esorbitanti costi della politica ha un po’ stufato. Ecco, facciamo un rapido conto, così speriamo di chiarirci una volta per tutte.

Costo del senato: è dell’ordine del mezzo miliardo di euro, quindi circa 500 Milioni di Euro. (Se vi interessano tutti i dettagli, potete documentarvi qui o qui, prendendo come esempio l’anno 2012)

Il totale generale della spesa pubblica italiana è invece di circa 800 Miliardi (e anche qui, se vi interessano i dettagli potete andare a consultare un database come Istat o Banca d’Italia in un analogo periodo).

Morale: a fronte di una spesa pubblica complessiva di 800 MLD, il Senato ci costa mezzo miliardo.

Capite, anche a spanne, qual è l’impatto del taglio del senato sulle nostre spese? Praticamente, è come se voi andaste ad acquistare un PC da 800 euro e riusciste a farvi fare uno sconto di mezzo euro, 50 centesimi. Le proporzioni sono queste.

Vogliamo invece chiederci quale sia il peso del taglio/riduzione del Senato in termini di rappresentanza, controllo, equilibrio di poteri e giurisprudenza? Eh, già, ma poi magari si scopre che bisogna essere più efficienti e veloci nella svendita della nostra sovranità nazionale o del patrimonio pubblico. Vogliamo anche che si perda tempo? Voi che dite?

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5 thoughts on “Senatus PopulusQue Romanus

  1. Pingback: Quod non fecerunt barbari, fecerunt Barberini « nottebuiasenzaluna

  2. il taglio del senato deve essere visto come taglio di un sistema di rappresentanza obsoleto e dispersivo.
    serve una camera che controlli un’altra? serve leggere tre volte la stessa legge? pe avere ricatti, conflitti e il quadro di governo attuale si , per paralizzare un paese è il sistema migliore.
    il senato deve essere abolito non tanto per i costi diretti , che abbiamo visto essere irrisori e in sè sopportabilissimi, ma per il concetto di semplificazione delle procedure di governo del paese.

    questo sarebbe il concetto puro. purtroppo nella realtà assistiamo oggi al dibattito delle procedure per la semplificazione della macchina dello stato solo e soltanto per favorire e se possibile accelerare la svendita del nostro paese.

  3. In teoria andrebbe nell’ottica della semplificazione normativa, in pratica è ormai evidente che le intenzioni sono quelle di regalare la necessaria capacità decisionale alle lobby di potere che hanno solo bisogno di smantellare la costituzione, i presidi di controllo (e democrazia), e poter quindi completare la svendita di questo Paese.

    Con due camere “paralizzanti”, le peggiori caste, la burocrazia e la corruzione siamo diventati la quinta o sesta potenza economica del mondo e abbiamo prodotto 50 anni di sviluppo, benessere diffuso e ricchezza per tutti (partendo da sotto zero, con il fardello dei debiti di una guerra mondiale persa)

    Tanto più che l’esigenza di smantellare il Senato arriva (guarda caso) proprio nel momento in cui chi vorrebbe decidere al posto nostro ci fa pressione in ogno modo: con lo spread, con le letterine, i moniti, eccetera.

    Qualcuno fa anche notare come certi primi ministri saltino in fretta in quanto camerieri non troppo solerti nello sbrigare gli ordinativi ai tavoli…

    Qui dovremmo forse pensare a come rimettere a posto le decisioni che sono state già prese e agli articoli costituzionali già modificati (vedesi alla voce Fiscal Compact). Oggi le maggiori capacità decisionali in mano a questa gente sono da puro brivido…

  4. Più volte ho osservato che i tagli alla “casta” sono molto importanti non per il volume in relativo ridicolo ma per la loro importanza etica, di ecologia e di didattica (sebbene abbiano fatto disastri colossali i fascisti avevano anche cose sensate come il motto “essere esempio”).
    E’ ragionevole e comprensibile che chi sta “sotto” non abbia alcuna voglia di fare sacro (sacrifici) se chi sta sopra da segni completamente contrari all’austerità e, con l’autodichia, costituisca una eversione di stato nello stato.

    Peraltro, sebbene io possa capire alcune ragioni a favore dell’abolizione del bicameralismo, ce ne sono altre che si oppongono come il meccanismo dei contrappesi. Poiché io ritengo massimamente antiecologico, cialtronesco, demagogico questo misticismo del fare (disastri) ritengo che il bicameralismo e ogni meccanismo che ostacoli il governo e le antipolitiche che li contraddistinguono da decenni, sia un’ottima cosa, un tentativo di ridurre i disastri.

  5. Pingback: Senato e Referendum | nottebuiasenzaluna

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