I Virtuosi

Non so voi, ma io mi sono stancato di fare i compitini, pagare le tasse e dovermi pure sentir dire che dovremmo diventare virtuosi come i tedeschi.

Leggo da zerohedge e riporto qui sotto di una situazione bancaria non esattamente virtuosa in terra alemanna. Eccovi il disegnino sulla Germania, che raffronta PIL tedesco ed esposizione ai derivati. Fate un po’ voi:

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pil ger-22 .

Poi uno legge quest’altro articolo sulla ricapitalizzazione di Deutsche Bank, e magari inizia a riflettere anche sui tedeschi, no? E questi sarebbero quelli virtuosi che ci chiamano a rapporto e ci danno lezioni?? Questi sarebbero i primi della classe ?? Questo è il modello per l’Europa?? Ah, allora ecco perchè le cose vanno come vanno, dalla verde Irlanda al Portogallo, passando per Spagna, Francia, Olanda…No? Non è così? Che, volete news sul PIL del primo trimestre 2014 ? Uno vede Olanda e legge: -1,4% poi si chiede: son corrotti e pigri anche gli olandesi?? C’è la burocrazia pure in Olanda??? Amsterdam affonda sotto il peso delle scartoffie e i parlamentari son corrotti fino a Utrecht ?

C’è la netta sensazione che le cose non stiano proprio andando come si vorrebbe far credere e che, come nella migliore tradizione, il continente stia “lievemente” sprofondando insieme all’incapacità alemanna a tracciare la rotta. Prendiamone atto. Sono i più grossi, richiamano i nostri ministri, umiliano governi e pretendono la leadership ma, come al solito, poi non sanno esercitarla senza evitare che si creino situazioni insostenibili. Sarà la Storia? Chi lo sa…

Oh, attenzione: io non voglio dire che i tedeschi siano responsabili di tutto, ma sono un po’ stufo di dover credere che debba purificarmi e diventare virtuoso. Rifiuto il mantra quotidiano che la colpa sia tutta dell’inefficienza e della burocrazia italica. Dai, arrivati a questo punto, questo refrain ha il sapore di una presa in giro.

Ciascuno si prenda le proprie responsabilità: noi le nostre e i tedeschi le loro. Loro non devono pagare per noi, ma nemmeno noi per loro!! O no???

Ma che ve lo dico a fare? La gente ha i suoi credo religiosi / ideologici e non la smuovi nemmeno a cannonate. Puoi spiattellare tutti i dati nudi e crudi che vuoi, ma per loro è sempre il sole che gira intorno alla terra.

Ciò detto, allora riparte la solfa: noi siamo sempre corrotti e saltiamo la coda in posta (epperò eravamo la 5 potenza mondiale, corruzione compresa). I tedeschi son sempre bravi e virtuosi.

E allora pagate, ragazzi. Pagate, ve lo meritate: lo vedete l’istogramma quant’è alto? Ne avete di patrimoniali da piangere per rimettere a posto anche i buchi bancari degli alemanni. Tirate fuori i vostri soldi: per loro va bene così !!! Quando uno non capisce, paga! Fine tunnel: mai. Non vi piace il giochino?

La decrescita e il falso buonismo ecologista

Decrescita2

Personalmente, continuo a non (voler) capire la “teoria” della decrescita.

Premessa: se si tratta di dire che è assurdo e insostenibile desertificare il pianeta e, allo stesso tempo, schiattare ingerendo cibo-spazzatura in maniera dissennata sono d’accordo.

Detto ciò, io non credo sia necessaria una “teoria” per affermare che è una follia stare in 100 in coda a un semaforo quando sarebbe sufficiente riempire 4 autobus.

Non ho bisogno di una teoria per sapere che è bello vivere a contatto con la natura e respirare aria pulita. Non ho bisogno di una teoria per convincermi che coltivare un orto è più bello, salutare e interessante che sollevare un bilanciere in palestra.

Ma perché bisogna decrescere ?

Un servizio di assistenza agli anziani non è forse crescita economica? L’attività di cura del territorio e del patrimonio artistico non costituiscono altrettanta crescita economica? E lo sviluppo di tecnologie che abbattano l’inquinamento ? E l’implementazione di controlli medici a distanza? E la realizzazione di tecnologie che consentano di evitare inutili spostamenti e avere più tempo da dedicare ai propri affetti non sono forse crescita economica?

Ma perché io dovrei decrescere ? Perché dovrei accettare che l’unico modo per risolvere le attuali storture del mondo sia quello di tornare indietro invece che andare avanti e migliorare?

Una tecnologia che spreca invece di riutilizzare è semplicemente arretrata. L’atteggiamento ovvio sarebbe quello di evolversi e correggere gli errori non quello di continuare a fare danni o reiterare condizioni di vita sofferta.

Oggi abbiamo le conoscenze tecniche e scientifiche (oltre a tutto il capitale umano) che potremmo impiegare per lavorare, fare cose più intelligenti e progredire. Ma no, non lo dobbiamo usare: dobbiamo piuttosto tenere la gente disoccupata e restare largamente sotto il nostro potenziale di crescita, sviluppo e progresso. Si deve tornare a vivere di stenti. Bisogna addirittura regredire, e magari mettere in discussione cose che dovrebbero essere indiscutibili. Non so, guai ad assumere una donna perché potrebbe mettersi in maternità. Che, scherziamo? Bisogna condannarsi a peggiorare, a de-crescere, anche nei diritti e nelle parità. Abbiamo pure avuto un ministro che vi ha detto in faccia che la cultura non serve perché non si mangia. Si può fare a meno pure di quella.

Certo, hanno paura di persone che non hanno bisogno di farsi intortare da nuove “teorie” decresciste e altro genere di amenità. Ovvio: in questo caso sul buon vecchio vocabolario esiste già la parola “progresso“, e un normale dizionario sarebbe sufficiente per non farsi raggirare da questa gente. Basterebbe leggere e capire il senso naturale delle parole (per questo il ministro vi dice che la cultura non serve: vogliono persone che non possiedano chiavi di lettura)

Ma ancora non avete capito che vi stanno sfilando a uno a uno i diritti Costituzionali che i vostri nonni hanno pagato con il sangue (quelli che consentivano di poter alzare la testa dopo secoli di ingiustizie e assurde diseguaglianze economico-giuridiche) e vi stanno pure convincendo ad accettare condizioni di vita ottocentesche spacciandovi concetti uno più assurdo dell’altro?

Vi bevete cose che dovrebbero solo suscitare l’ilarità generale: l’austerità-espansiva, la decrescita-felice, le virtù dei sacrifici fini a se stessi, l’ipocrisia dell’atteggiamento falso-ecologista (tipo quello che denigra la tecnologia e poi vive su internet, facendo finta di non vedere quanta inutile CO2 producono i server e tutta la rete per comunicare spesso solo un mare di inutili cazzate), la retorica sul debito-pubblico, e tutta quella serie di chicche che riempiono TV, giornali, informazione mainstream. Buona decrescita: dispiace dirlo, ma un po’ ve la meritate.