La decrescita e il falso buonismo ecologista

Decrescita2

Personalmente, continuo a non (voler) capire la “teoria” della decrescita.

Premessa: se si tratta di dire che è assurdo e insostenibile desertificare il pianeta e, allo stesso tempo, schiattare ingerendo cibo-spazzatura in maniera dissennata sono d’accordo.

Detto ciò, io non credo sia necessaria una “teoria” per affermare che è una follia stare in 100 in coda a un semaforo quando sarebbe sufficiente riempire 4 autobus.

Non ho bisogno di una teoria per sapere che è bello vivere a contatto con la natura e respirare aria pulita. Non ho bisogno di una teoria per convincermi che coltivare un orto è più bello, salutare e interessante che sollevare un bilanciere in palestra.

Ma perché bisogna decrescere ?

Un servizio di assistenza agli anziani non è forse crescita economica? L’attività di cura del territorio e del patrimonio artistico non costituiscono altrettanta crescita economica? E lo sviluppo di tecnologie che abbattano l’inquinamento ? E l’implementazione di controlli medici a distanza? E la realizzazione di tecnologie che consentano di evitare inutili spostamenti e avere più tempo da dedicare ai propri affetti non sono forse crescita economica?

Ma perché io dovrei decrescere ? Perché dovrei accettare che l’unico modo per risolvere le attuali storture del mondo sia quello di tornare indietro invece che andare avanti e migliorare?

Una tecnologia che spreca invece di riutilizzare è semplicemente arretrata. L’atteggiamento ovvio sarebbe quello di evolversi e correggere gli errori non quello di continuare a fare danni o reiterare condizioni di vita sofferta.

Oggi abbiamo le conoscenze tecniche e scientifiche (oltre a tutto il capitale umano) che potremmo impiegare per lavorare, fare cose più intelligenti e progredire. Ma no, non lo dobbiamo usare: dobbiamo piuttosto tenere la gente disoccupata e restare largamente sotto il nostro potenziale di crescita, sviluppo e progresso. Si deve tornare a vivere di stenti. Bisogna addirittura regredire, e magari mettere in discussione cose che dovrebbero essere indiscutibili. Non so, guai ad assumere una donna perché potrebbe mettersi in maternità. Che, scherziamo? Bisogna condannarsi a peggiorare, a de-crescere, anche nei diritti e nelle parità. Abbiamo pure avuto un ministro che vi ha detto in faccia che la cultura non serve perché non si mangia. Si può fare a meno pure di quella.

Certo, hanno paura di persone che non hanno bisogno di farsi intortare da nuove “teorie” decresciste e altro genere di amenità. Ovvio: in questo caso sul buon vecchio vocabolario esiste già la parola “progresso“, e un normale dizionario sarebbe sufficiente per non farsi raggirare da questa gente. Basterebbe leggere e capire il senso naturale delle parole (per questo il ministro vi dice che la cultura non serve: vogliono persone che non possiedano chiavi di lettura)

Ma ancora non avete capito che vi stanno sfilando a uno a uno i diritti Costituzionali che i vostri nonni hanno pagato con il sangue (quelli che consentivano di poter alzare la testa dopo secoli di ingiustizie e assurde diseguaglianze economico-giuridiche) e vi stanno pure convincendo ad accettare condizioni di vita ottocentesche spacciandovi concetti uno più assurdo dell’altro?

Vi bevete cose che dovrebbero solo suscitare l’ilarità generale: l’austerità-espansiva, la decrescita-felice, le virtù dei sacrifici fini a se stessi, l’ipocrisia dell’atteggiamento falso-ecologista (tipo quello che denigra la tecnologia e poi vive su internet, facendo finta di non vedere quanta inutile CO2 producono i server e tutta la rete per comunicare spesso solo un mare di inutili cazzate), la retorica sul debito-pubblico, e tutta quella serie di chicche che riempiono TV, giornali, informazione mainstream. Buona decrescita: dispiace dirlo, ma un po’ ve la meritate.

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19 thoughts on “La decrescita e il falso buonismo ecologista

  1. Ostrega, qui sei decisamente polemico.
    Allora starò al gioco e rilancio con alcuni riflessioni “checksum” ovvero riflessioni che sottolineano come i terrnini degli homo crescita o decrescita, progresso, sviluppo, etc.possono essere variamente interpretati.
    Servono dei concetti che siano oggettivi e misurabili, altrimenti si finisce nell’opinionismo, nel religiosismo pro/contro.

  2. crescita = sviluppo
    Falso
    E’ un problema linguistico e come tale sintomo di un problema concettuale così diffuso che persino le traduzioni in contesti specifici e critici alla religione della crescita ne soffrono.
    The limits to growth venne del tutto erroneamente tradotto in italiano in “I limiti dello sviluppo.”

    Esempi
    In sistemi in deficit di risorse, o sovraccaricati, si aumenta la funzionalità e l’efficienza con uno sviluppo che preveda una diminuzione.dei carichi e/o una loro distrubuzione
    Lo sviluppo (fausto) di una malattia concide con la diminuzione assoluta della biologia (batterica o virale) o parassitaria che la causa, quello infausto con la crescita fino alla crisi e alla morte dell’organismo ospite.

    Assumere crescita = sviluppo è sbagliato in un numero straordinario di casi a meno che non si specifichi ulteriormente cosa si intenda per ciascuno.

  3. > Ma perché io dovrei decrescere ?

    La domanda simmetrica altrettanto ovvia è

    Ma perché io dovrei crescere ?

    Prendi te stesso: come esemplare sano e con una buona qualità di vita, un ben-essere tu
    hai una prima fase della vita in cui cresci
    una fase centrale della vita in cui stabile
    una fase finale della vita di vecchiaia e di diminuzione progressiva delle tue funzionalità.

    In biologia non ci sono sistemi che crescono sempre ma sistemi ciclici.
    Quindi la domanda più corretta, è proprio la seconda

    Ma perché io dovrei crescere ?

    La risposta è
    o – è fisiologico fino a 18-20 anni
    o – diventi un ciccione obeso fa cinque quintali da 20 ai 60
    o – dai 60 in poi: vuoi avere una neoplasia?

  4. Ilarità generale

    Ricordiamoci quali sono i pattern noti sui grandi numeri rispetto ad osservazioni e teorie che rompono le credenze collettive e turbano lo status quo
    o – ignorare le teorie
    o – dileggio e scherno
    o – ostilità concettuale
    o – ostilità fisica
    o – presa d’atto
    o – comprensione e adesione

    Io vivo una decrescita sebbene non radicale edonista, egoista, serena, da esteta e con una qualità di vita, un benessere decisamente superiore a molte persone accrescitivo-consumiste-compulsive che conosco.

    E ci sono altre decine di migliaia di persone così in Italia.
    Poiché non potete negare la realtà allora vi viene da ridere e quindi lo scherno.
    Insomma, anche abbastanza umana e nota.
    Ma il fatto che voi ridiate della decrescita-felice non ne cambia di un millesimo la razionalità e il fatto che sia già vissuta nella realtà, a vari livelli, in numerosi casi.

    Ora mi fermo anche se ci sarebbero altri spunti interessanti, che non vorrei esagerare, non sono a casa mia.

    Rimane sempre il problema, per eventuali citazioni future, che formato (template) del tuo diario, i commenti sono privi di indirizzo collegabile (permalink).

  5. Si ma qui tu fai un discorso meramente ideologico tutto centrato su un’interpretazione molto personale del termine “crescita”. Nel post ho provato a spiegare che cosa si intenda per crescita: crescita è correggere gli errori, fare cose più intelligenti (compreso curarsi e mettersi a dieta per essere più sani), evolversi, migliorarsi.
    Sul fatto che un sistema senza “intelligenza” non possa crescere dissennatamente all’infinito ma possa solo scoppiare siamo tutti d’accordo.

    E quindi?

  6. No, no, non sono ideologico, posso portare altri esempi in cui l’associazione crescita = sviluppo = miglioramento è falsa, esempi concreti oltre ai due citati sopra, altro che ideologia.

    Tumore
    Lesione dovuta a progressiva, apparentemente incontrollata, proliferazione [crescita] cellulare.

    Allora, partiamo dalla prima mappa che è quella del linguaggio nell’accezione consolidata (economica)

    Sabatini colletti
    2 – Aumento, maggiorazione || c. economica, aumento della produzione dei beni a disposizione di una certa popolazione

    Treccani
    Con accezione specifica, in economia, c. economica, o assol. crescita, sinon. di sviluppo economico, e più in partic. l’aumento del reddito nazionale in un dato periodo di tempo,

    Nel linguaggio comune crescita = aumento numerico, delle dimensioni, dell’altezza, etc.

    Tu invece intendi evoluzione (in positivo) ma, facendolo con una visione che associa aumento quantitativo e miglioramento, usi il termine di crescita quando dovresti usare quello di sviluppo.
    E’ così permeante la credenza che crescita sia sviluppo, miglioramento che lo avete fatto diventare erroneamente sinonimo di sviluppo.

    Farò un terzo esempio che usa sempre Latouche, per illustrare il termine.

    Dopo un alluvione il fiume decresce e rientra in alveo.

    Questo è uno dei milion mila casi in cui
    aumento quantitativo (crescita) = peggioramento
    diminuzione quantitativa (decrescita) = miglioramento

    Vorrei rimanere, razionalmente, su quanto più possibile e oggettivamente preciso.
    Proprio per confutare l’ideologia/religione della crescita.

    La crescita è positiva, benefica in alcuni stadi.
    Ma assolutamente né sempre né ovunque. Anzi…

  7. Scusa se insisto, nel mio commento (5) testualmente ti dicevo: “Sul fatto che un sistema senza “intelligenza” non possa crescere dissennatamente all’infinito ma possa solo scoppiare siamo tutti d’accordo”

    Ripeto: il problema non è crescere ma, casomai, “come” crescere.

    Continuo a non capire perché tu voglia forzare il “livello di benessere” a una proliferazione stupida e incontrollata.

    Nel post, se rileggi, dicevo per esempio che crescita è anche offrire servizi per gli anziani, fare interventi di riqualificazione del territorio. E’ crescita economica. Cosa c’è di concettualmente sbagliato? Devo rinunciare a fare qualcosa che pulisca i fiumi ??? E perché? Perché crescere è sbagliato? Devo pulire solo 3 fiumi e non 4 perché altrimenti cresco troppo??? LOL, dai…comincio a sentire rumore di unghie sui vetri…

  8. Ma, veramente il rumore di unghie sui vetri lo sento pure io.

    Ti citerò un altro pensiero sul fatto che l’associazione crescita = sviluppo = miglioramente è, in generale, falsa.

    “Un sistema senza “intelligenza” che crescere dissennatamente all’infinito scoppia”

    🙂

    Ancora:
    visto che l’impronta ecologica degli homo in Italia è circa 4 o 5 volte la biocapacità italiana, siamo già in una “alluvione” di consumi straordinariamente grave che può essere risolta solo diminuendo l’impronta ecologica [facendo decrescere] l’impronta ecologica ad un livello ragionevolmente della biocapacità nazionale (e.g. l’80%, mantenendo un 20% di riserva].

    Riqualificazione è la parola più abusata nell’antipolitica del territorio italiana (antiurbanistica) per sdioganare i peggiori interventi di crescita di cementificazione, di infrastrutturazione e di artificializzazione edilizia.e di distruzione del territorio (terreno verde” o ovvero spazi biotici con capacità fontosinteitca) e del paesaggio (un po’ come la sòla della termovalorizzazione che avvocano riqualifiacazione” o valorizzazione non solo inesistenti (da una bottiglia di plastica incenerita ricavi 1/23 dell’enegia che è costata).

    Ancora, la politica europea sulla materia, le famose 5R, ha come seconda R proprio la riduzione [decrescita] dei rifiuti.
    Per cui farti in casa lo yoghurt diminuisce il PIL, il n° di TIR che lo trasportanto dalla Baviera a Roma, il numero di autostrade necessarie, il numero di incidenti, il consumo di asfalto, la “riqualificazione” delle autostrade…
    Farti lo yoghurt in casa è una decrescita dell’impronta ecologica, del PIL che è la assoluta jattura per questo sistema basato sulla crescita, sull’aumento della transazioni, sull’aumento del reddito, sull’aumento dei consumi, sull’aumento dei barattoli di plastica per yoghurt, sull’aumento del fatturato per la Danone, sull’aumento del lavoro per i nosocomi che curano le patologie da nanopolveri (da traffico e da inceneritori), sull’aumento degli operai addetti all’asfaltatura delle strade, sull’aumento della cilindrata delle loto utilitarie, sull’aumento della popolazione e quindi sull’aumento dei mangiatori di yoghurt,, sull’aumentio del packaging dello yoghurt, sull’aumento dei servizi finanziari per le aziende di marketing dell’industria dei trasporti e dei latticini, sull’aumento del”export di yoghurt dalla Germania all’Italia, sull’aumento dei posti del lavoro nel TAV Brennero, sull’aumento della vendita di acciaio in tondini e cemento per l?edilizia (infrastrutturale), sul’aumento della produzione energetica da carbone per le centralitermoelettriche per l’industria siderurgica e non solo, sull’aumento dei dividendi degli azionisti Enel, sull’aumento in numero e dimensione e frequenza di ricambio dei loro panfili, sull’aumento del fatturato dell’industria cantieristica, sull’aumento dell’import di tek dalla Birmania..

  9. Man, dai, francamente preferivo le unghie sui vetri… 😉

    E’ ovvio che tu, per campare, devi fare qualcosa che produca un reddito. Dal pomodoro allo stipendiuzzo. Devi cioè produrre qualcosa che sia maggiore di zero ( >0 ) e non minore di zero ( < 0 ) altrimenti la panza resta vuota.

    Dopodicchè, dicevo (ma rileggimi, però) puoi fare cose intelligenti o cose stupide.

    Poi è ovvio che un costruttore edile ha interesse a cementificare ogni angolo del territorio. Ma questo non è un problema di crescita, è un problema di quello che (politicamente) si decide di fare. Non è cioè un problema di "teoria economica".

    Ripeto: cresci anche se costruisci un impianto per purificare l'acqua. Cresci anche se implementi un sistema di telemedicina e un reparto ospedaliero di riabilitazione e protesi.

  10. Io non ho anelito al fatto che tu distingua, anche nel lessico, tra crescita e sviluppo. Continui a usare “crescita” al posto di sviluppo/evoluzione.

    > è ovvio che un costruttore edile ha interesse a cementificare ogni angolo del territorio
    Perché tale costruttore è determinato nel far crescere il proprio fatturato nonché il proprio reddito etc.
    Non solo, egli assumerà/si avvarrà (temporaneamente) muratori, piastrellisti, fabbri e facendo crescere la domanda di manodopera, farà sì che (temporaneamente) crescano e/o non diminuiscano e/o diminuiscano di meno la remunerazione di quelle professioni. Il piastrellista così deciderà di far crescere il iivello della propria auto, dalla Polo alla Golf GTI, mentre il fabbro deciderà di far crescere la propria famiglia, farà il terzo figlio.

    Sei arrivato dalla mia parte di filosofo/psicologo:
    Perché il costruttore vuold far crescere il proprio fatturato nonché il proprio reddito etc?
    Perché il piastrellista così deciderà di far crescere il segmento della propria auto?
    Perché il fabbro deciderà di far crescere la propria famiglia, farà il terzo figlio?

    Qual’è il confine tra economia, psicologia, filosofia?
    Una cosa è certa: questo è il paradigma della crescita. (infinita in un mondo finito).

  11. In questo animato dibattito entro in punta di piedi per dire la mia (oggi sono un continuum di opinioni non richieste).
    La decrescita non la ritengo una alternativa possibile, quando invece si tratta, il più delle volte, di modificare i ritmi di crescita. Come pure è fisiologico che la crescita sia via via decrescente, ma ciò non significa decrescere.

    Detto questo, a prescindere dalle posizioni prese da ognuno, adoro questi scambi di opinione, perché mi fanno rispolverare continuamente ricordi di economia politica.

  12. Wannabe, come sempre, grazie di esistere. I popcorn li offre la casa (anche a Uomo, tanto qui non si decresce e il superfluo non manca!!) 🙂

    @Uomo
    Arrivati a ‘sto punto, però ti lancio una provocazione (e quando mai !!). Che ne pensi se tu adesso cominciassi a guadagnare 50 euro in meno in busta paga, tutti i mesi? Ogni mese, 50 euro in meno. Tecnicamente vai in recessione, e così inizi a decrescere. Vogliamo vedere che effetto ti fa dopo qualche trimestre? Che, non ti piace? Che mi dici?

    Lo sai, vero che il PIL, alla brutta è il dato aggregato nazionale, ossia la somma dello stipendio mio e tuo, no?

    Ecco, inizia a farti i conti…e vedrai che tirando la cinghia, salta fuori qualche ideuzza un po’ più furba rispetto alla decrescita…

    🙂

  13. x wannabefiga:
    Penso anche io che la decrescita non funzionerà sulle masse perché è razionale e culturale e richiede atteggiamenti ragionati che non sono compatibili con alcuni (anti)pattern evolutivi dovuti alla biologia.
    Detto ciò dico che è, come ritengo ancora, la consapevolezza della grande crisi ovvero del collasso sul quale gli scienziati da quasi cinquant’anni cercano di allertarci.
    In ogni caso mi dite che non funzionerà ma non mi dite
    1 – perché
    2 – cosa succederà con la specie e la sua impronta ecologica che continuano a crescere esponenzialmente in un mondo finito.

    x nottebuia:
    Il mio reddito è diminuito del 30% dal 2004 e, posso dire, che vivo meglio ora di allora.
    Ma come NON puoi crescere sempre, non puoi decrescere sempre, visto che ogni essere umano ha una soglia (a volte molto bassa) di necessità vitali. Ancora questo NON è compatibile con una crescita esponenziale infinita della popolazione che significa crescita esponenziale infinita delle necessità vitali (supposto che sia desiderabile vivere tutti come larve al minimo delle esigenze vitali) incompatibile in un mondo in cui le risorse non solo non sono infinite ma, all’aumentare delle aree artificializzate da homo (sistemi biotici distrutti) corrisponde una diminuzione altrettanto forte della produzione di (bio)risorse e di assorbimento e biodegradazione degli inquinanti.

    E’ il PIL procapite che conta per il benessere, NON quello assoluto.
    Se la popolazione diminuisce più del PIL, essa aumenterà di benessere (o, come nel caso strategicamente assai critico ora di grave deficit di biocapacità) diminuirà di malessere.

    A me sembra invece assai poco furbo continuare a pensare alla crescita (del carico) su una scialuppa che ha già l’acqua quasi al bordo superiore dell’opera morta.

  14. @Uomo

    Scusa, ma la tua capacità produttiva dal 2004 è aumentata, diminuita o rimasta costante ? E il numero di ore che trascorri in ufficio è lo stesso o è diminuito in maniera proporzionale al tuo calo di reddito ?
    Se non sei passato a un impiego part-time mi spieghi perché non te ne stai due ore in meno in ufficio e due ore in più in un prato ?
    Eh, ma lo so che la tendenza autopunitiva è di moda in quest’epoca “virtuosa”…altrimenti mica uno accetterebbe di decrescere così…

    Ci sono tanti italiani che, con un taglio del 30% del reddito non riuscirebbero a mangiare più 3 volte al giorno (la distribuzione del reddito in italia ti fa vedere che poche persone guadagnano tanto e tantissime persone guadagnano poco). C’è gente che si suicida, c’è gente che muore, a causa dell’attuale contrazione economica. Muoiono le persone, le imprese e muore il Lavoro. Facciamo attenzione a glorificare una decrescita.

    Mi dai una spiegazione del perché l’incremento demografico degli italiani è fermo (se non in lieve decrescita) da anni e anni ? In base a quello che dici, dovremmo già essere 150 milioni, senza gli immigrati.
    Memento: per i sistemi di popolazione c’è sempre la curva logistica. Occhio: i sistemi naturali non hanno bisogno che tu spieghi loro che le risorse a disposizione non sono infinite.
    Fino ad oggi, la razza umana ha avuto l’abilità di spostare in avanti la capacità portante. Fino ad oggi. Starei attento a sbilanciarmi in un senso o nell’altro, fare pronostici, abbandonarmi a fiducia eccessiva ma anche a catastrofismi / allarmismi. Sempre attenzione: chiunque abbia voluto giocare a prevedere il futuro è sempre stato smentito. Sempre.

  15. Cambiata azienda (la prima ha avuto problemi per un’espansione gestita male negli USA).
    Stesso numero di ore alla settimana, 40.
    Non posso, purtroppo, andare 2h al giorno prima a casa.

    Ho scelto di rimanere dove sono impiegato per varie ragioni, tra le quali un bilancio complessivo dei vari aspetti di lavoro abbastanza soddisfacente (è vero che non ho uno stipendio alto ed è del 30% inferiore al precedente, ma è anche vero che ho mantenuto una buona flessiibilità di orario, posso andare in ferie quando cazzo voglio, colleghi e contesto lavorativo piacevoli, etc.). Il lato dell’ammontare dello stipendio NON è l’unico nell’economia del lavoro.

    La sana decrescita mi ha permesso di tagliare un sacco di spese assurde, ad iniziare dall’uso dell’auto e dalle spese pazze di telefonia mobile. Per il resto mi sono ingegnato.
    Non è autopunirsi ma… riformulare la propria vita in base a nuove condizioni.
    Certamente ho cambiato delle cose ma è il risultato complessivo (il ben-vivere) che conta, non uno o due aspetti (ad esempio quello del reddito disponibile per i consumi(smi)).
    Per quello che la decrescita NON è la vostra crescita negativa. Non è affatto solo una diminuzione di alcuni aspetti quantitativi come c’è differenza tra una danza o un ballo (movimento artitstico in parte irrazionale, non produttivo né utilitaristico) e i movimenti assurdi, compulsivi, di uno psicopatico.

    L’Italia con 1.4 figli per donna era avviata ad una sanissima decrescita dall’alluvione antropica attuale quando, ad iniziare dal 2000, lo tsunami migratorio e gli aberranti tassi di riproduzione di alcune comunità di migranti hanno fatto ripartire la crescita demografica (v. qui ad esempio il grafico con quella derivata prima che nel decennio 2001 – 2011 è tornata pesantemente positiva).
    Ai consumi attuali (al tenore di vita attuale) la popolazione degli homo sostenibile dalla biocapacità italiana dovrebbe essere tra i 12 e i 15 milioni (diciamo tra 1/4 e 1/5 dell’attuale).
    Cosa succederà in Italia quando via via cesserà l’afflusso delle risorse che importiamo?

    > Fino ad oggi, la razza umana ha avuto l’abilità di spostare in avanti la capacità portante
    No
    Fino ad oggi homo ha avuto la capacità di sfruttare via via più “efficacemente” (?) stock di risorse non rinnovabili. Solo che le risorse non rinnovabili, per definizione, non si rinnovano e sono destinate ad esaurirsi (la parte sfruttabile economicamente, è chiaro che puoi estrarre una residua quantità di platino dall’acqua di mare, ma non è fattibile economicamente).

    Comunque la decrescita non funzionerà e la crescita porterà homo ad un rude e e brutale semplificazione, come noto in letteratura in centinaia di collassi delle più disparate culture in tutte le epoche.

  16. @Uomo

    1) Crescere è anche guadagnare lo stesso stipendio ma, ad un incremento della tua produttività, lavorare meno ore e avere più tempo libero.
    Tu oggi, come minimo, dovresti lavorare il 30% delle ore in meno e avere il 30% di tempo libero in più per te stesso.

    Tu, come quasi tutti, hai visto invece aumentare la tua produttività ma sei costretto a LAVORARE DI PIU’ e GUADAGNARE PURE DI MENO.

    Ti sei mai chiesto chi stia beneficiando della tua accresciuta produttività ? Il reddito in più che tu stai producendo (e di cui non benefici!!!) sta convogliando nella rendita finanziaria, cioè nelle tasche di quelli che pensano che si possa non lavorare e vivere semplicemente di rendita. Nelle tasche di quelli che ti stanno imponendo l’austerità perché devono continuare a sprecare (loro si!) molto al di sopra di quello che sarebbe logico e consentito.

    Ora, trovare una maniera per deglutire questa amarissima realtà e farsela andare bene, permettimi, è da fessi. Anche perché l’aumento del reddito che tu produci sta andando a ingrassare gente che trova pure il modo di farti accettare questa situazione in maniera “ideologica” convincendoti che è sbagliato crescere. E tu, da bravo, l’accetti, perché “crescere è errato” !!!

    Diverso sarebbe il discorso in cui la tua capacità produttiva fosse ricompensata in maniera EQUA e poi tu decidessi di gestire il tuo reddito in maniera sana e intelligente. Allora si, ciò che dici avrebbe un senso.

    2) La capacità portante si è alzata, eccome!. Nella foresta crescevano 15 mele e c’erano 15 homo. Quando abbiamo appreso come innestare gli alberi da frutta e coltivare i campi, abbiamo imparato a produrre 1500 mele e siamo diventati 750 homo che mangiano 2 mele al giorno.
    Abbiamo poi studiato fisica, chimica, biologia e trasformiamo la materia. Trasformiamo Ossigeno in CO2, ma sapremmo anche come ritrasformare CO2 in ossigeno e carbonio. Possiamo fare bistecche senza animali, completamente artificiali. Possiamo sintetizzare vitamine e prendere pastiglie. Possiamo operarci di appendicite e possiamo chiacchierare con i giapponesi senza muoverci da casa.
    Possiamo re-ingegnerizzare i processi.

    Abbiamo alzato la capacità portante, caro Uomo. E anche di brutto. E, volendo, potremmo fare anche molto di più.

    La scommessa non è crescere, Uomo, ma è mantenere la democrazia e l’uguaglianza. Quando si arriva alla capacità portante, i sistemi smettono di crescere da soli, stai pure sereno.

    .

  17. L’aumento della capacità portante è un dato di fatto: esso però è un fenomeno che è arrivato ai limiti e già ora sono molte le risorse nelle quali siamo in post picco (acqua dolce, rame, terreno coltivabile, fertilità, zinco, etc.).
    E il meccanismo infernale della crescita azione-reazione. Solo che la crescita demografica è e rimane ancora esponenziale.
    tu sei arrivato sì a produrre 1500 mele, forse l’anno prossimo arriverrai ancora ad un piccolo miglioramento, a 1575, ma l’anno successivo ci sarà la grandne, scenderai a 1000, alcuni alberi poi saranno meno produttivi, poi il nuovo ceppo resistente di oidio, dopo quattro anni ritorni a 1400.
    Nel frattempo i 750 crescono al tasso del 2%: sono diventati 728 dopo due anni, 757 dopo quattro anni, 853 dopo 10 anni, poi arrivano altri 500 immigrati, eccoci a 1353. Il campo non basta più; 1400/1353 sono 1.03 mele a disposizione.
    Quale è il problema? Le importiamo. Come? Non ci sono più soldi, visto che non riusciamo più a vendere mele ai vicini. Beh, facciamo debito, no!’ Semplice.
    Ecco il pattern infernale della crescita tumorale.
    La crescita infinita del consumo di risorse in un ambiente finito che ha limiti precisi e nei quali la crescita antropica stessa induce una netta diminuzione dei sistemi biotici per loro distruzione e quindi diminuzione della biocapacità.

    L’equazione di Verhulst è… una mezza verità. La letteratura delle robe orribili e delle miseria e della drammatica semplificazione se non scomparsa di molte culture è straordinariamente ricca (Marco Pie ha commentato l’altro giorno il lavoro di Diamond sul collasso dei vichinghi in Groenlandia, in Siria si osserva in questi giorni quello che viene dopo la curva di Verhulst, la piastra di Petri in biologia è esperimento noto e iterato e ripetuto fino alla noja).

    Se è vero che accettiamo come ineluttabile la biologia, con in brutale effetto Seneca quando le popolazioni superano la portanza, la accettiamo in toto, anche sulla mezza verità da incubo che è nota.

  18. NotteBuia: “è una follia stare in 100 in coda a un semaforo quando sarebbe sufficiente riempire 4 autobus.”

    Prova a lasciar da parte le teorie e a immaginare, nel più pratico dei modi, di lasciar perdere le cento persone, i quattro autobus e pure il semaforo e l’incrocio. In un mondo sano avresti quattro persone che passeggiano chiacchierando lungo un sentiero.

  19. @MrKeySmasher

    Ciao, Key, sei sempre il benvenuto.

    Be’, che dirti? Non hai torto ma io, se lascio da parte le teorie, vedo secoli di lotte, guerre, sopraffazioni, malattie, ingiustizie, barbarie.

    Le uniche 4 persone che vedrei passeggiare serenamente lungo un sentiero sono i pensionati con l’accredito sicuro a fine mese e l’assistenza sanitaria garantita. O i lavoratori che hanno il famoso “tempo libero”. Quando stai male (fisicamente o psicologicamente), c’è poco da passeggiare e godersi la natura.

    Allo stesso tempo, mio nonno, dopo aver zappato ed essersi spaccato la schiena dalle 5 del mattino alle 8 di sera, difficilmente aveva voglia di andare a fare le passeggiate e contemplare la natura.

    Per essere “sereni”, bisogna risolvere tutta una serie di problemi pratici. Cioè, c’è bisogno di gente che lavori e che renda possibile la “serenità” e il famoso “tempo libero”.

    La migliore tecnologia è sempre quella che non si vede. E’ quella che ridona all’uomo la sua dimensione naturale e fisiologica. Per ottenere tutto ciò bisogna lavorare sodo.

    🙂

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