E le famose province?

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Ma le famose province, che fine hanno fatto? Vi ricordate la diatriba andata avanti per anni tra opposte fazioni di supporters pro e contro?

Oggi, a prescindere da tutte le discussioni se sia giusto o sbagliato sopprimerle, leggiamo qualche aggiornamento in merito alla vicenda.

Qui troviamo qualche ragguaglio su come dovrebbe funzionare il nuovo meccanismo di gestione di questi enti. Secondo quanto riportato, le elezioni provinciali sarebbero trasformate in consultazioni di secondo livello. In pratica, a votare non sareste più voi, ma sindaci e consiglieri comunali (tutto questo in attesa di una futura nuova riforma finalizzata ad abolire questi enti). Siamo alle solite idee di democrazia 2.0: non più cittadini che votano, ma politici scelti da altri politici.

Risultato: Taranto e Bergamo sono oggi le prime province ad avere presidenti eletti con questo sistema.

Avete visto come finiscono le riforme fatte in fretta e furia perché siamo in crisi e “bisogna agire subito” per modernizzare, risparmiare, diventare virtuosi? Intanto facciamo così: i cittadini non scelgono più e poi si vedrà.

A noi ricorda un po’ il funzionamento del nuovo Senato. Voi che dite?

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Crisi e apparenze

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Più guardate questa immagine e più le linee orizzontali vi appariranno curve. Eppure, sono perfettamente dritte.

Strani i sensi, eh? Già, a volte quello che sembra logico e ovvio, non lo è affatto. Per rendersene conto, però, bisogna applicarsi un minimo e andare oltre l’apparenza.

Se ci fate caso un altro strano “effetto ottico” mirabolante è la prospettiva dalla quale la stampa continua a presentare questa crisi economica. Non fanno che ripetere: è colpa del debito pubblico, gli sprechi, la burocrazia, le inefficienze. Guarda caso, però, più si cerca di razionalizzare, tagliare, riformare e sanare i debiti e più le condizioni economiche peggiorano. E’ un fatto evidente.

Dice: eh, ma non si è fatto abbastanza. Non basta, bisogna fare di più: ad ogni giro di vite, però, la situazione peggiora invece che migliorare. Ormai gli anni di austerità sono quasi di più di quelli della guerra mondiale e non se ne vede la fine. Ovviamente, chi è convinto che il problema siano il Debito-Pubblico e l’Italietta-sprecona può continuare a sbattere la testa contro il muro. Ciascuno utilizzi la testa come gli pare.

A chi si fosse stancato, invece, ripetiamo che non siamo in una crisi di Debito Pubblico (qui le valutazioni ufficiali circa la sostenibilità del debito pubblico italiano pubblicate dalla stessa BCE, tanto per fare un esempio).

Attenzione: non stiamo dicendo che la soluzione sia allora quella di indebitarsi allegramente. Stiamo invece dicendo che l’indebitamento pubblico non è la causa di questa crisi e che anzi, continuare a insistere per risanare i conti in questo momento non fa che peggiorare la situazione.

Poi, se preferite i discorsi di pancia e vi piace l’aneddoto del falso invalido, potete stare a guardare l’immagine di questo post tutta la vita. Nel frattempo, però, ci ritroveremo poveri in canna.

Svegliata la coscienza del mondo distratto – Il Sole 24 ORE

worldg2rsenza la forza il diritto è nudo.  un articolo da leggere non foss’altro per la serie corposa di argomenti che contiene. ovviamente ognuno ha la sua ricetta, ma la realtà spesso ti fa preparare pasta e fagioli al posto della crema di fagioli di saluggia al profumo di erbette….

.                           via  –> Svegliata la coscienza del mondo distratto – Il Sole 24 ORE.