Crisi e apparenze

EffettoOttico22

 

Più guardate questa immagine e più le linee orizzontali vi appariranno curve. Eppure, sono perfettamente dritte.

Strani i sensi, eh? Già, a volte quello che sembra logico e ovvio, non lo è affatto. Per rendersene conto, però, bisogna applicarsi un minimo e andare oltre l’apparenza.

Se ci fate caso un altro strano “effetto ottico” mirabolante è la prospettiva dalla quale la stampa continua a presentare questa crisi economica. Non fanno che ripetere: è colpa del debito pubblico, gli sprechi, la burocrazia, le inefficienze. Guarda caso, però, più si cerca di razionalizzare, tagliare, riformare e sanare i debiti e più le condizioni economiche peggiorano. E’ un fatto evidente.

Dice: eh, ma non si è fatto abbastanza. Non basta, bisogna fare di più: ad ogni giro di vite, però, la situazione peggiora invece che migliorare. Ormai gli anni di austerità sono quasi di più di quelli della guerra mondiale e non se ne vede la fine. Ovviamente, chi è convinto che il problema siano il Debito-Pubblico e l’Italietta-sprecona può continuare a sbattere la testa contro il muro. Ciascuno utilizzi la testa come gli pare.

A chi si fosse stancato, invece, ripetiamo che non siamo in una crisi di Debito Pubblico (qui le valutazioni ufficiali circa la sostenibilità del debito pubblico italiano pubblicate dalla stessa BCE, tanto per fare un esempio).

Attenzione: non stiamo dicendo che la soluzione sia allora quella di indebitarsi allegramente. Stiamo invece dicendo che l’indebitamento pubblico non è la causa di questa crisi e che anzi, continuare a insistere per risanare i conti in questo momento non fa che peggiorare la situazione.

Poi, se preferite i discorsi di pancia e vi piace l’aneddoto del falso invalido, potete stare a guardare l’immagine di questo post tutta la vita. Nel frattempo, però, ci ritroveremo poveri in canna.

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14 thoughts on “Crisi e apparenze

  1. Ma è ormai chiaro che la necessità di tenere i conti in ordine, l’austerity dolorosa ma necessaria, nasconde ben altri obiettivi che nulla hanno a che vedere con i presunti virtuosismi di spesa. La destrutturazione dello stato sociale, la contrazione dei diritti dei lavoratori, la gigantesca campagna di ridiscussione delle libertà democratiche in favore della legge di questo o di quel capo, sia esso agile e sereno, sia contrattualizzato da chissà quale ingorgo retaiolo per avere la bava alla bocca, o incastrato da un lifting mal riuscito, stanno creando le condizioni per una prossima svolta autoritaria che non necessita di sapere chi comanderà purché siano garantiti gli strumenti per consentire una spaventosa concentrazione di risorse e poteri nelle mani di pochissimi.

  2. Si, Giò, è assolutamente così.
    Evidentemente, lo scopo non è fare le riforme per uscire dalla crisi ma mantenere la crisi per imporre questo tipo di riforme!
    Le finalità sono quelle di smantellare il più possibile le Costituzioni uscite dalla seconda guerra mondiale, che rendevano possibile il benessere diffuso e una certa distribuzione di risorse e potere. La coperta è sempre troppo corta: come tu hai ben sottolineato, tirarla da una parte significa inevitabilmente far stare al freddo quell’altra.

  3. @Uomo
    Eh, ma qui il problema è politico, ancor prima che economico. Il fatto più insostenibile di tutti è quello di poter pensare di riportare indietro le lancette della Storia.
    Credimi: con minor democrazia c’è anche meno ecologia.

  4. Tra gli stati più ecologici (o meno antiecologici) ci sono Cuba e la Corea del Nord.
    Una volta sul Corriere c’era un papero che indicava, in immagini da satellite, come segno di “barbarie” l’oscurità della Corea comunista.

    Buffo perché
    1 – l’oscurità è ecologica e la sua mancanza un segno del degrado delle società consumistiche afflitte dall’inquinamento luminoso notturno
    2 – risparmio energetico, efficienza, taglio degli sprechi e degli usi nefasti dell’energia sono massimamente virtuosi oggi.
    e quindi il Corriere usava uno strano metro di giudizio proprio incentrato sulla democrazia (quale? quella rappresentativa? quella rappresentativa italiana? quella rappresentativa italiana immorale?) con esisti di giudizio esattamente opposti a quelli di un giudizio basato su ecologia e dimensione spirituale del vivere.

    Il consumismo è massimanente antiecologico.
    Gli stati più austeri (ma non miseri, parliamo di secondo mondo) sono quindi meno consumisti e quindi più ecologici.
    Certamente se poi arriviamo all’esplosione demografica, anche l’austerità della vita viene annullata dal numero di homo (Afganistan, Pachistan sono stati miseri e massimamente antiecologici).

    La democrazia demagogica in combutta col capitalismo parassitario porta al consumismo sociale.
    Randers indica la Cina (e la Germania) come stati che hanno un po’ di ecologia nei loro progetti di medio termine. La Cina non è considerata democratica (per quanto riguarda il sistema di potere) ma Randers la indica come lo stato più democratico ovvero quello che ha a cuore a medio e lungo termine le sorti della maggioranza del demo (popolo).

  5. @Uomo
    Conosco il tuo punto di vista, quindi credo di capire anche “in che senso” dici certe cose.
    A dirtela tutta, io credo che non sia sbagliato spegnere la luce quando si va a dormire. Evoluzione significa anche comprendere i propri errori e migliorarsi. Io non sarei così categorico nel dover legare sempre democrazia/capitalismo/massimo-consumo-spreco.
    Quindi spero che anche tu riesca a capire in che senso io dico che è assurdo “riportare indietro le lancette della storia”, ossia l’assurdità di zittire le mille voci che, come quelle di chiunque, possano sorgere dal basso (democrazia e proposte, per l’appunto). Perché è su questo che si gioca la partita.

  6. SI vede che io vivo in una realtà alternativa come il capitano Kirk dopo l’incidente del teletrasporto e Renzi porta i baffi e quello che dice ha un senso. Però da qui non vedo NESSUNA AUSTERITA’. Lo Stato spende sempre di più, si indebita sempre di più e aumenta sempre di più la pressione fiscale.

    A me fa ridere il discorso delle “politiche keynesiane” per tre motivi:
    1. l’idea si applica ad uno Stato come l’America degli anni 30, cioè con risorse illimitate. Non uno stato sovrappopolato e senza risorse. Al netto dell’indebitamento. Per buttare carbone nella locomotiva serve una minera di carbone, i minatori che scavano il carbone, il treno per portare il carbone e poi il treno, le rotaie, la acciarieria, la fabbrica di locomotive, eccetera. Non è che per magia ti trovi con un mucchio di carbone li pronto per essere buttato dentro e che si rigenera anche, più spali e più ce n’è.
    2. visto che in Italia la Spesa Pubblica significa sempre e solo assistenzialismo e spreco, l’idea che lo Stato possa operare degli investimenti produttivi in pratica è fantascienza. Facciamo prima se Renzi passa con una portantina e i servi gettano delle monete alla folla.
    3. abbiamo sempre la palla al piede del Meridione ma il diametro e il peso della palla invece di ridursi nel tempo, sono aumentati. Tanto che tutta l’Italia è stata meridionalizzata. Ogni tanto leggo o sento qualche genio che si felicita che “anche al Nord c’è la mafia”. Che culo, gli direi. Esempio pratico, i 150 mila (ma non si capisce l’esatto numero) che dovrebbero essere assunti dalla Istruzione a vario titolo. Quasi tutti meridionali grazie al sistema truffaldino dei titoli fasulli, dei concorsi fasulli, eccetera eccetera. Poi dice che la Scuola è una risorsa. Facile, considerato che ci lavorano (si fa per dire, visti i certificati di malattia) gli scarti.

  7. @Lorenzo
    Lorenzo, perdonami, però mi pare che tu non dica niente di nuovo rispetto a tutto ciò che ci vomita addosso giornalmente la stampa mainstream. A che serve ripetere i discorsi che il Matrix manda a disco rotto?

    Il “Debbbito pubblico”, l’autorazzismo di un popolo disorganizzato, furbo, approfittatore, il Meridione, il Keynesismo dei lavori pubblici, e via discorrendo.

    Ora, io lo so che tu hai la tua valigia piena di certezze e venire qui ti serve solo per confermarle e dirci che non abbiamo capito niente. Però, vedi, a forza di dire che bisogna ascoltare le opinioni di tutti ci hanno convinto che chiunque possa dire qualunque cosa e sommergere la verità con i luoghi comuni. Il punto è questo.

    Nello specifico, qui si parla della differenza tra Debito Pubblico e Debito Privato, cosa abbastanza sostanziale (e in questo post mi piacerebbe restare su questo). Keynes è questo qui e io oramai sono stanco di parlare di Keynes con tutti quelli che dimostrano palesemente di non averlo letto o capito. Scavare le buche e poi riempirle, i lavori pubblici, la locomotiva che corre a 100 all’ora, e tutte quele cose lì…capisci che intendo, Lorenzo? Grazie, comunque, per aver postato.

  8. E allora, visto che è vero, spiegami dove lo Stato potrebbe reperire le risorse per procedere con gli “investimenti”, considerato che allo stato attuale sta già procedendo ad espropriare i miei risparmi (che erano già tassati alla fonte).

    Poi la storia del “debito buono” del “debito cattivo” l’ho letta sul giornalino della Coop. Prova a fare lo stesso discorso in banca quando chiedi un mutuo.

  9. Scusami, Lorenzo mi sforzo di essere più chiaro: Lorsignori della Banca Centrale Europea ti dicono apertamente che il sistema NON è andato in crisi per un problema di debito pubblico (cioè le pensioni, il falso invalido, le inefficienze, le ruberie e via discorrendo).
    Lorsignori della Commissione (che conoscono i conti) scrivono tranquillamente che il debito pubblico era sostenibile (tanto sanno che poi voi non leggete): in particolare, il debito italiano era sostenibile (e te lo dicono qui, come spiegavo nel post, se tu avessi avuto la pazienza di leggerlo).
    Poi, Lorsignori della Banca Centrale, aggiungono anche che il sistema economico NON è andato in crisi per colpa del debito pubblico, ma a causa degli azzardi finanziari delle banche private (e te lo dicono qui)

    E perchè le banche hanno azzardato e speculato allegramente per anni senza preoccuparsi di fallire?

    Perchè sapevano che erano troppo grosse per essere lasciate fallire e che gli Stati sarebbero dovuti intervenire a salvarle, per evitare il casino generale dei tanti poveri Lorenzo che sarebbero corsi allo sportello di tutti gli istituti di credito a ritirare i propri soldini, provocando la paralisi immediata di tutta l’economia.
    Il risultato sai qual è? E’ che ora, gli Stati (e cioè i poveri cittadini) ci stanno mettendo una pezza e il debito pubblico è esploso ovunque in Europa perchè bisogna salvare le banche indebitate fino al collo.

    Ecco, se poi i grossi investitori riescono a farvi digerire un po’ di riforme per trasformare questo continente in una specie di Sud-Est asiatico con mano d’opera specializzata a basso costo, la festa è completa. Ci guadagnano due volte.

    infine, per condire il tutto vi martellano mettendo in onda h24 l’autorazzismo dell’italiano che ruba, così vi convincete che sia giusto fare l’austerità e che sia prioritario tirare la cinghia.

    Detto così, ti è più chiaro?

  10. Oh ma a me sembra di scrivere in italiano.
    Dove minkia ho scritto io che “il sistema economico è andato in crisi per il debito pubblico”?

    Io ho scritto che lo Stato mi chiede di pagare le tasse, io le pago e nonostante questo non solo i soldi in cassa non ci sono ma lo Stato deve collocare i titoli (cioè ricorrere al prestito) per raccattare il contante che serve a coprire le spese. [Nota aggiunta da Nottebuia a margine: Tasse, Stato= Stai parlando di DEBITO PUBBLICO, SVEGLIA!]
    Al giro successivo lo Stato mi chiede di pagare ancora più tasse, io le pago ma ancora i soldi non bastano e lo Stato colloca altri titolo e cosi via.
    E nel frattempo IRI, Alitalia, Poste & Ferrovie, RAI, partecipate di ogni colore, razza e taglia, Sanità, INPS, eccetera.[Nota-Nottebuia:Aziende Statali= Stai parlando di DEBITO PUBBLICO, SVEGLIARSI!]

    Dopo avere visto questa giostra girare da quasi 50 anni, mi si viene a dire che c’è una “crisi” (quale crisi?) e che per uscire dalla “crisi” lo Stato deve operare degli investimenti massicci nell’economia. Perché in questo momento siamo nella fase delle “politiche neo-liberiste” e del “rigore”. RIGORE? Forse i rigori della Juve. Si si, viva lo Stato imprenditore, rilanciamo l’IRI che ha funzionato tanto bene.

    Mi stai dicendo che l’Italia non è andata veramente vicina al default come ci hanno fatto credere. E che i governi “di emergenza” per fare “le riforme” in realtà avevano lo scopo di gestire le difficoltà del sistema finanziario e bancario. Grazie al cazzo, lo sanno tutti.

    E quindi? Vuol dire forse che non devo pagare il canone RAI o la pensione a gente che ha lavorato (per modo di dire) 20 anni ed è in pensione da 30 o 40 anni? Vuole forse dire che se chiedo i soldi che ho versato all’INPS me li danno indietro? Vuol dire che non devo pagare il fallimento di Alitalia (n volte)? Eccetera eccetera.

    Facciamo una ipotesi, diciamo che domani arriva la Fata Turchina e azzera il debito pubblico italiano. Cosa succede il giorno dopo? [Nota-Nottebuia: Hai parlato solo di DEBITO PUBBLICO]

  11. Senti Lorenzo, tu mi sei personalmente simpatico ma io sono stanco di queste discussioni ovvie, quindi vorrei chiudere lo scambio in 3 o 4 battute, altrimenti il dialogo diventa assurdo: finiamo per parlare di tutto e di niente e perdiamo tempo in due.

    Se c’è la volontà di capire, ci capiamo, se non c’è non ci capiremo mai. Chiaro, no?

    Le banche hanno un buco finanziario insanabile e le tue tasse stanno servendo per finanziare i vari MES e Fondi Salvastati (abbiamo già pagato 50 Miliardi in poco tempo per salvare le banche, hai idea o no di quanti siano? Un punto di IVA in più frutta 4 miliardi, tanto per dire)

    Ripeto, questo non te lo dico io: te lo dicono in faccia direttamente BCE e Commissione Europea. Te li ho linkati e li c’è scritto tutto, nero su bianco (qui e qui). Te lo dicono loro UFFICIALMENTE, non è un’ipotesi mia, lo capisci? Ci arrivi?

    La proporzione tra i costi della politica e i vari MES è questa qui, se vuoi un’idea. Dopodicchè, se guardando questo grafico ti piace continuare a pensare che si possa risolvere il problema eliminando tutte le spese dello Stato, continua pure: sono una minima parte.
    Comunque stai tranquillo, tanto stanno già facendo quello che tu predichi, e (infatti) mi sembra che la situazione continui a peggiorare non solo in Italia, ma in tutta Europa.

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