E le famose province?

Province2

Ma le famose province, che fine hanno fatto? Vi ricordate la diatriba andata avanti per anni tra opposte fazioni di supporters pro e contro?

Oggi, a prescindere da tutte le discussioni se sia giusto o sbagliato sopprimerle, leggiamo qualche aggiornamento in merito alla vicenda.

Qui troviamo qualche ragguaglio su come dovrebbe funzionare il nuovo meccanismo di gestione di questi enti. Secondo quanto riportato, le elezioni provinciali sarebbero trasformate in consultazioni di secondo livello. In pratica, a votare non sareste più voi, ma sindaci e consiglieri comunali (tutto questo in attesa di una futura nuova riforma finalizzata ad abolire questi enti). Siamo alle solite idee di democrazia 2.0: non più cittadini che votano, ma politici scelti da altri politici.

Risultato: Taranto e Bergamo sono oggi le prime province ad avere presidenti eletti con questo sistema.

Avete visto come finiscono le riforme fatte in fretta e furia perché siamo in crisi e “bisogna agire subito” per modernizzare, risparmiare, diventare virtuosi? Intanto facciamo così: i cittadini non scelgono più e poi si vedrà.

A noi ricorda un po’ il funzionamento del nuovo Senato. Voi che dite?

Annunci

18 thoughts on “E le famose province?

  1. @Lorenzo
    ” Il copione teatrale dell’anti-italiano consiste nell’attribuire all’intera collettività nazionale i difetti specifici ed irripetibili della propria canagliesca personalità individuale, con in più l’ipocrisia del tirarsene fuori e del fingersi un sofisticato lord anglo-scandinavo capitato per caso in un mondo di trogloditi mediterranei.” [Costanzo Preve]

  2. Mi faccio il nide con Costanzo Preve.
    Quello che ho enunciato sopra è un principio fisico, le Istituzioni sono fatte materialmente dagli Italiani che non solo le subiscono ma le popolano. Sono gli stessi Italiani. Non esiste separazione tra Istituzione e popolo. I “politici” che la vecchina alla Coop maledice, sono un artificio retorico, in realtà siamo tutti “politici”, solo che certuni sono più bravi a vedere il Folletto porta a porta di altri.

    Io non ho bisogno di alcun artificio, non mi lamento nemmeno del Comune, della Provincia, eccetera, a salire. Mi piacerebbe che la presenza dello Stato fosse ridotta al minimo indispensabile ma siccome l’Italia è un paese del Socialismo Reale, mi trovo più o meno nella condizione dei Tedeschi dell’Est, o mangio la minstra o salto il muro. E siccome non ho avuto le palle di andarmene quando potevo, adesso subisco.

  3. Ma si, Lorenzo, io ti posso anche capire. Però, così, non andiamo da nessuna parte.
    Sei incazzato, ma qui siamo tutti incazzati, e lo sai…

    Lo dico anche a te: se vuoi continuare raccontandomi che siamo finiti perchè “oggi c’è la Cina, si sono arrubbati tutto, il forestale ruba lo stipendio, la malasanità, il doppio incarico, la bustarella, il magna-magna, i treni in ritardo, la cresta sulla Salerno-Reggio Calabria, i sindacati, abberluscone, l’arbitro venduto, il vitalizio, i concorsi pubblici, i baby-pensionati, la burocrazia, le code agli sportelli, i parcheggi abusivi, i falsi invalidi, la raccomandazione, l’inflazzzione, il Meridione, l’evasione fiscale, il menefreghismo,…

    Ecco, se vuoi continuare così, continua pure. Aggiungi pure in coda al mio elenco, approfondisci i dettagli, arricchisci i particolari con tutti gli aneddoti di “mio-cuggino”, “mio-cognato”…Fai pure. La favella non ti manca: puoi rispondermi all’infinito e ti puoi convincere di avere ragione.

    Poi, il giorno che ti sei stancato fammelo sapere che iniziamo a guardarci qualche dato numerico ufficiale e magari possiamo ragionare sulle cifre (o anche no: francamente, mi colloco tra quelli che non hanno bisogno di convincere nessuno).

  4. Dai, sentiamo il “dato numerico ufficiale” e il ragionamento sulle cifre.

    Però sappi che io, in quanto italiano medio, sono preoccupato di queste cose:
    1. anche se ho reddito zero mi tocca pagare le stesse imposte di Tronchetti Provera su consumi, proprietà e risparmio.
    2. non riesco a farmi visitare da uno specialista se non pagando privatamente.
    3. ci sono dei simpatici personaggi che bivaccano nottetempo nella piazza e vengono a fare la pipi sul mio portone.

    Qualsiasi ragionamento deve terminare con la soluzione ai problemi sopra elencati.

  5. Il primo numero sono i 50 (leggonsi cinquanta) Miliardi prelevati dalle tasche degli italiani e dati alle banche invece di essere restituiti agli italiani per consentire ai cittadini una visita medica (punto 2) e poi pagare polizia e carabinieri, a cui hanno tagliato anche la benzina (punto 3)
    Se poi chi sbaglia (cioè le banche) pagasse di tasca propria invece che far pagare te, eviteremmo ulteriori prelievi e tasse (punto 1)

    • > Il primo numero sono i 50 (leggonsi cinquanta) Miliardi prelevati dalle tasche degli italiani e dati alle banche

      TAV Val di Susa, ca. 24G€
      TAV Brennero, nella dimensione massima e piu’ folle: 60G€

      E sono solo due tra le grandi opere nefaste ed inutili

      • E che c’entra, scusa, con il discorso che stiamo facendo?
        A parte il fatto che io, personalmente, sono contrario al TAV (e non sappiamo se mai sarà portato a termine), qui leggo costi differenti:
        57 Km tunnel + 6 scoperti + nodi Susa e S.J.Maurienne = 8,5 Miliardi di cui 2,7 a carico dell’Italia (l’UE finanzia il 40% dell’opera e il restante 60% è suddiviso tra Italia (57,9%) e Francia (42,1%) ).
        Per le opere programmate entro il 2030 (e chissà se si faranno mai, speriamo di no), risultano un totale di 17,5 miliardi di cui “solo” 4 a carico dell’Italia.

        Infine, se permetti un prelievo di 50 miliardi per finanziare le banche non ha ritorni diretti nelle tasche dei cittadini, l’opera pubblica farebbe sempre rientrare soldi nelle tasche dei cittadini a imprese, muratori, carpentieri, e tutto l’indotto (certo, io poi qui concordo con te: il danno ambientale e territoriale è immane, quindi quest’opera non dovrebbe essere assolutamente fatta).

        • Non vorrei entrare nelle stime che son di corsa.
          I costi delle opere pubbliche in Italia esplodono e sono alcune volte, per unità funzionale, rispetto agli altri paesi.

          > l’opera pubblica farebbe sempre rientrare soldi nelle tasche dei cittadini a imprese, muratori, carpentieri, e tutto l’indotto

          Tutto un paese viene tassato pesantemente e solo una piccolissima parte ne ricava beneficio.
          Peraltro la parte economica più deleteria che è l’edilizia che è l’economia degli straccioni e viene perpetuata.
          Senza contare che, in PAREGGIO DI BILANCIO (che io vorrei un sacrosanto utile di bilancio se vogliano toglierci ‘sto cappio al collo del debito) significa che quelle risorse verranno sottratte ad altro.
          Giustamente.
          Botte piena e moglie ubriaca inizia a non esistere come è.

          Ad esempio nelle ferrovie al sistema non TAV ovvero a
          o – estensione
          o – potenziamento
          o – manutenzione
          o – “capillarizzazione” (rete resa più fitta)
          o – recupero linee dismesse
          o – potenziamento dei nodi
          o – …

          Leggere qui la folle antipolitica dei trasporti.

          Ucci ucci sento odore di keynesianucci….

        • Dai, non fare il furbetto! Mi hai portato delle cifre e ti ho dimostrato che sono sbagliate. Punto. Sulla spesa pubblica e su Keynes, apriamo eventualmente un altro thread, inutile appesantire la lettura qui in infiniti incisi. 🙂

          ADDENDUM: @UomoInCammino: ho riportato sotto il tuo commento perché qui c’è un problema di spazio. Me ne scuso.

  6. Sai che m’è venuta la pelle d’oca quando ho riletto una citazione di Costanzo Preve? Non me ne ricordavo più nemmeno l’esistenza… E credo che questo sia veramente il punto, la progressiva cancellazione di una memoria condivisa (a quanto pare non ne sono del tutto esente neanche io) che renda umani, “partecipanti” e Politici (nel senso etimologicamente più puro del termne) prima che italiani.

  7. @Giò
    Eh già… Ti confesso che dovrei trovare il tempo per leggere cose un po’ più serie.
    E’ triste ma, come qualcuno prima di me ha ben sottolineato, da quando l’economia ha iniziato a interessarsi a noi, purtroppo siamo costretti a interessarci all’economia (se non altro per legittima difesa). Però ce lo siamo detti più volte: tutto questo succede perché la crisi è innanzitutto culturale. I dettagli tecnici sono sempre a valle.

    Ovviamente, quando mancano le capacità di critica e il senso della visione, vengono anche meno le abilità di rintracciare sia un percorso che un’idea di società minimamente sensati.

  8. Nella mia visione ideale di società essa è proprio centrata proprio su comuni sulle province.

    Riforme pateracchio all’italiana. ?sti imbecilli, perché non lo aboliscono il senato, no!?
    Perché non sono una volta, una maledettissima volta un po’ radicali, almeno su ciò che essi desiderano!?

    Quando partecipavo alla lista civica, una delle richieste frequenti al nostro consigliere comunale era quella di arrivare a voti all’unanimità.
    Robe orribili, tipo…
    o – un parte del consiglio propone una votazione crescitista.
    o – una parte del consiglio (noi) una mozione decrescitiva.
    Che problema c’è? Si fa un doc in cui c’è un po’ dell’una e un po’ dell’altra e lo votiamo insieme felici,buoni e giulivamente contenti.
    Ovviamente la nostra risposta era sempre un no duro e grande come una casa. Essi, poverini, non capivano, si scocciavano, si arrabbiavano.
    Ecco, molte leggi della pletora normativa sono proprio fatte così, un orribile pressapochista, incongruente miscuglione di roba antitetica, incompatibile e incompatibile e incongruente con altri leggi votate per mettere insieme ogni forza e il suo contrario.

    No grazie.

  9. @Uomo
    Ecco, qui sono d’accordo con te sul fatto che, come italiani, dovremmo evolverci nella capacità di confronto democratico, nel senso civico, eccetera eccetera.

    Però, teniamo sempre presente una cosa: i rappresentanti chiamati a governare le istituzioni devono sempre essere eletti dai cittadini e non calati dall’alto. Il punto che si evidenzia nel post, è questo. Sui principi non si deve transigere.

    Il mantra ripetuto in giro che il popolo italiano è corrotto, inefficiente, incapace di gestirsi mira proprio ad aprire la prassi (fascista) che è meglio venga governato da qualcun altro.

    Io penso che tu spesso rischi di fare da cassa di risonanza a un certo bombardamento autorazzista imposto dai media (che ha proprio lo scopo di convincere gli italiani di essere indegni a governarsi). Attenzione che poi gli esiti sono molto diversi da quelli per i quali tu (probabilmente) ti stai sgolando…

    • Non esiste alcun “altro” o “esterno” migliore, men che meno il fascismo che ebbe una connotazione centralista, accrescitiva e imperialista demenziali e distruttivi.
      C’e’ solo da studiare come responsabilizzare gli italiani sulle loro scelte e cio’ richiede di pensare quasi tutto, dalla scala, alle forme statuali, dall’etica pubblica, al concetto di democrazia morale (responsabile) e sostenibile nello spazio e nel tempo, iniziare a decostruire l’immaginario tossico del non-scegliere, botte piena e moglie ubriaca, del ci-pensano/e’ colpa degli altri.
      Ciascuna comunita’ poi sperimentera’ su se stessa i propri pensieri, scelte e azioni.

  10. @UnUomo.InCammino
    Uomo, riporto qui sotto il tuo contributo perché dove lo hai postato lo spazio non era sufficiente.

    “TAX Val Susa
    23G€ qui oppure, considerato la statistica dello storico italiano delle lievitazione dei costi, fino a 142G€ qui

    TAX Brennero con linea da sud ca. 64G€,
    qui in questa pagina

    In ogni caso è come se stessimo parlando di quanto costerebbe un intervento di protesi all’anca ad uno che non ne ha alcuna necessità”

    —–
    Risposta:
    Grazie per il contributo. Come ti dicevo, io sono contrario all’opera, quindi su questo argomento sfondi una porta aperta.
    1) Ribadisco che, comunque, il costo di 23 Miliardi non è quello che deve pagare l’Italia, ma è il costo totale dell’opera (a carico di Francia+Italia+UE, e suddiviso nelle spese come ti ho dettagliato sopra)

    2) Se poi con questo tu vuoi dimostrare la perniciosità generale della spesa pubblica commetti un secondo errore. E’ come dire che sia sbagliato usare un coltello perché ti puoi tagliare una mano (devi saperlo usare).

    • Se la spesa pubblica è usata per aggravare il sistema, essa è perniciosa.
      Il fatto che sia pubblica non solo non è garanzia di alcunché ma comporta un’ulteriore dimensione etica, assente nelle spese private, che è il dovere di usare con la massima oculatezza i denari altrui (di paesani e cittadini).

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...