Buone letture

Splendida recensione letteraria da parte dell’amico Giò, il cui blog è sempre un piacere per la mente e per lo spirito. Vite in cambio, di Santino Gallorini. Sul blog trovate anche tutti i riferimenti per la presentazione e l’incontro con l’autore, il 13 Febbraio 2015 presso la Biblioteca Comunale di Bibbiena (AR)

Leggete, ragazzi, perché questo è uno dei pochi antidoti rimasti contro la desertificazione imperante. In questo caso, poi, si tratta anche di un bel libro!

🙂

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Microchippati !

Chip2Leggiamo qui che un’azienda avrebbe già proposto ai propri dipendenti di inserire un chip sottopelle per semplificare molte delle operazioni quotidiane (entrata-uscita, utilizzo ascensori, fotocopiatrice, mensa, ecc.)

Che dire? Facciamo passi da gigante! Si, d’accordo, qualcuno potrebbe storcere il naso, ma non formalizzatevi ! Pensateci bene: cosa cambia rispetto a tenere una tessera sempre in tasca o lo smartphone da cui non vi separate mai? Dice: ma il chip è inoculato H24, non si spegne e in teoria non sarebbe rilevabile fuori dall’azienda. In fondo noi non abbiamo alcunché da nascondere e ci sono enormi vantaggi in comodità o praticità. Un domani magari qualcun altro potrebbe addirittura proporre convenzioni aziendali e accesso a nuovi servizi extra: che so, negozi convenzionati, piscina, palestra, pub, banca, hotel, eccetera.

Sarà, ma in prospettiva di ulteriori passi in avanti c’è un vuoto della Giurisprudenza che assomiglia a una voragine. Gettando lo sguardo altrove, non più di un paio di giorni fa persino Bill Gates ha espresso timori per la nascente intelligenza artificiale. Nulla di preoccupante per ora, come d’altronde non suscitano dubbi nemmeno gli attuali studi di biologia, medicina e genetica.

E’ tutto sotto controllo: affronteremo ogni cosa dopo, quando vedremo cosa salterà fuori. Perché regolamentare sempre la vita con leggi, leggine, vincoli lacci e lacciuoli? Perché questa cultura del “dirittismo” e del voler ficcare il naso nell’allegra voglia di fare di chi ha slancio e iniziativa?

Risposta: perché tanto, comunque, le perdite sono sempre socializzate. Se pagasse solo chi sbaglia, non ci sarebbero problemi.