Analisi della stupidità

stup2Confessatelo: da anni osservate l’azione di politici, giornalisti, amministratori, dirigenti o in generale persone che occupano ruoli di responsabilità, e spesso finite per rimanere perplessi di fronte ai loro comportamenti. Effettivamente, alcuni sembrano (e sono) molto scaltri, altri invece seguono logiche a dir poco spiazzanti. Allora scatta la fatidica domanda: ma ci sono o ci fanno? Quanto sono consapevoli o inconsapevoli delle loro azioni?

Per capire meglio la situazione ci viene in aiuto un libro che vi consigliamo assolutamente di leggere, scritto dallo storico economico Carlo M. Cipolla, il quale si inoltra in una fantastica disamina sulla stupidità umana. Egli rileva che la stupidità umana è indipendente da qualsiasi altra caratteristica di ciascun individuo, per cui troveremo la stessa percentuale di stupidi tra studenti, professori e bidelli. Non ci credete? E’ incredibile ma è così: potete estendere le ricerche e le osservazioni confermeranno questa legge!

Se vogliamo addentrarci nel valutare l’operato di ciascuna persona, possiamo idealmente tracciare un diagramma cartesiano in cui disponiamo sull’asse orizzontale i vantaggi (o gli svantaggi) che questi è in grado di procurare per se stesso e in verticale i vantaggi (o gli svantaggi) che lo stesso individuo procura agli altri con le proprie iniziative.

A questo punto, avremo un primo quadrante in alto a destra in cui si distinguono i soggetti intelligenti: i loro gesti procureranno sia vantaggi per loro stessi che per tutti gli altri.

In basso a destra troviamo i banditi, cioè coloro i quali perseguono un vantaggio personale danneggiando gli altri.

In alto a sinistra ci sono gli sprovveduti: si tratta di coloro che procurano vantaggi agli altri senza trarre alcun beneficio per sé.

Infine, in basso a sinistra, ci sono gli stupidi: tutti quelli che non solo non producono vantaggi per se stessi, ma riescono anche a danneggiare gli altri.

Dove si colloca ciascuno di noi? 😉