No al reddito di cittadinanza

DuSpicci2

Il reddito di cittadinanza è qualcosa che dovrebbe farvi inorridire sia che voi siate di destra, sia che siate di sinistra.

Non fatevi ingannare, è un concetto che in realtà piace ai liberisti, anzi: ai libbberisti (che, ovviamente, non sono i liberali!)

Il perché una persona di destra dovrebbe opporsi a una cosa del genere è abbastanza ovvio, per cui non mi dilungo (assistenzialismo, negligenza, ecc.). Immaginate cosa possa diventare nel Belpaese: mi faccio assumere per finta per due giorni dall’amico di mio zio e poi rinnovo l’assegno per un altro annetto. L’apoteosi del tirare a campare.

Allo stesso tempo una persona di sinistra dovrebbe chiedere un’occupazione vera, un LAVORO. Non una paghetta per passare da un lavoretto saltuario all’altro senza mai costruire una professionalità seria e un’esperienza profonda in un certo settore.

Il reddito di cittadinanza serve proprio per creare quella manovalanza sottopagata atta a renderci simili a una specie di sud-est asiatico, dove la grande impresa multinazionale può assumere a basso costo per un breve periodo, e poi lasciare a casa. Piace alla grande distribuzione, piace alle multinazionali.

Significa non crescere mai professionalmente, perché l’azienda non ha convenienza ad investire sulla persona, farle acquisire competenze.

Una persona di sinistra dovrebbe inorridire di fronte al reddito di cittadinanza che ribalta i termini relegando in secondo piano le persone e ponendo in primo piano la speculazione perpretata sulla pelle degli individui. E’ contrario ai valori espressi nella Costituzione, che erano (e sarebbero ancora) il motore di una CRESCITA VERA.

Questo è l’ennesimo capitolo di una certa Sinistra che ha tradito da tempo l’interesse di chi dovrebbe rappresentare, e che è ormai diventata l’interprete migliore della peggiore Destra, quella che derubrichiamo appunto a “liberismo” (non liberalismo)

Per cui, che siate di Destra o che siate di Sinistra è il momento di ritrovarsi attorno ai valori basilari di quella famosa Carta e di quel famoso articolo: L’Italia è una Repubblica fondata sul Lavoro (inteso come piena realizzazione e crescita umana, oltre che professionale)

I padri non lo scrissero a caso, ma proprio perché avevano già vissuto questo tipo situazioni di sfruttamento, di arroganza, di prevaricazione sugli individui da parte degli interessi e della speculazione.

Annunci