Risparmiare

2020_A02

Avete fatto caso che oggi è praticamente impossibile risparmiare?

Prima ce l’hanno menata che bisognava spostare i soldi in borsa per favorire il mondo delle imprese. Basta con gli interessi bancari: meglio agevolare la produzione. Eh, certo, eravamo un Paese di trogloditi che andava “modernizzato”. No ai soldi in cassaforte, si al dinamismo imprenditoriale. Risultati? Liquidazioni e risparmi di una vita gettati nel cesso.

Poi hanno affossato il risparmio immobiliare. Tra IMU, TASI, revisioni obbligatorie, e chi più ne ha più ne metta sta diventando impossibile mantenere una casa di proprietà.

Eh, lo so, sono noioso, mi tocca chiedere ai vecchi e ripetervi le solite cose. Loro mi dicono che queste cose le avevano già viste e, per questo, avevano vergato un apposito articolo Costituzionale:

Art. 47

“La Repubblica incoraggia e tutela il risparmio in tutte le sue forme; disciplina, coordina e controlla l’esercizio del credito…”

Secondo voi lo hanno redatto a caso o perchè sapevano quali erano i vizi di un mondo de-regolamentato?

Lo capite, vero, che la grande finanza vi sta (ri)scrivendo leggi e normative per mettere gli artigli sui risparmi e fare involvere la classe media a una società ottocentesca? Lo capite che non sanno più dove andare a prendere i vostri soldi per sanare le bolle speculative e che tutto questo è scritto nei libri di storia perchè è già successo?

Vi state immaginando il film di voi anziani senza pensione e assistenza sanitaria, costretti a cedere la proprietà della casa a una finanziaria che vi garantirà di continuare a vivere sotto un tetto trasformandovi in affittuari?

Non trovate che tutto ciò sia lievemente anticostituzionale?

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19 thoughts on “Risparmiare

  1. Risparmiare… una chimera! Si calcola che il mio stipendio (uso quello come parametro archetipico), giacché il contratto di lavoro è stato rinnovato l’ultima volta, con annesso aumento (già allora abbastanza esiguo) nel 2007, e calcolando l’inflazione, l’aumento della tassazione, il costo delle bollette ecc. ecc., abbia perso oltre il 30% del suo ptere d’acquisto. E se allora potevo metterne da parte qualcosa come il 15% al mese ora posso, molto realisticamente, risparmiare un po’ sull’aria che respiro, allenandomi così a quel momento in cui qualcuno non si metta a rfltettere sulla sua probabile natura voluttuaria, proponendone una tassazione oculatamente commisurata al reddito, dunque maggiore per chi non fa altro che respirare dalla mattina alla sera.

    • Eheh…non a caso, se provi a chiedere oggi cos’è la scala mobile ti rispondono che serve per trasportare le persone da un piano all’altro.
      Ecco, oltre a cancellare le normative è bene anche cancellare la memoria, non si sa mai.
      😉

  2. Assolutamente si.
    Ma finché non cambierà il sentire comune, fino a che le persone non usciranno dall’ignoranza, nulla cambierà mai e chi detiene il potere continuerà a fare i suoi sporchi comodi.
    Purtroppo ancora troppe persone, invece di ragionare con la propria testa, si limitano a seguire le idee di qualcuno che hanno visto alla tv… e per sentirsi appagate gli basta che la loro squadra di calcio vinca!
    Possiamo parlare di finanza, di Costituzione e di giustizia sociale in un contesto del genere?

    • Beh, si, Mr.Loto: possiamo e dobbiamo parlarne, perché queste sono condizioni certamente non sufficienti ma assolutamente necessarie per non sprofondare.
      In altri termini: mangiare e bere non è sufficiente per non morire, ma è condizione necessaria.
      Qui il problema non è chi non sa, ma chi dovrebbe già sapere…
      Grazie per il tuo intervento! 🙂

  3. non mi ero accorto che avevi ripreso a scrivere….. mi tocca però essere in dissenso. tutti gli indicatori dicono che il risparmio aumenta ed anche in maniera significativa. certo, non si sa bene come sia la concentrazione di questo aumento, è molto legato alla paura del domani ma così è…. ti è capitato di vedere le foto dei risparmiatori “truffati” (il virgolettato è d’obbligo, perchè me lo immagino il pensionato lamentarsi con lo sportellista….”mannaggia, i bot non rendono più nulla, non avete qualcosa che rende di più ?” e tac ! ecco le obbligazioni subordinate!!!!!). io ne ho vista una in cui un vecchietto che teneva ‘sto cartello: “sono un invalido civile con moglie precaria, 30.000 euro persi rubati dalle banche e da renzi”. 30.000 euro????????????? e come cazzo fa un invalido civile con moglie precaria ad avere 30.000 euro in obbligazioni subordinate ????????????????????

    • E’ così, in effetti: gli italiani, per indole cercano di risparmiare di fronte all’incertezza del futuro. Il Problema è che non ci sono più garanzie per il risparmio stesso. Primo perché si dovrebbe tassare il reddito, non il risparmio (per esempio, se acquisto o eredito la casa-frutto del risparmio dei miei genitori- non capisco perché poi debba pagare così tante tasse anche se non la affitto a qualcuno. In pratica, c’è il rischio che una seconda casa diventerà impossibile da mantenere).
      Secondo, la gente è di fatto quasi obbligata a non poter lasciare i soldi sul conto corrente (alte spese e zero interessi): a quel punto acquisti direttamente azioni o prodotti di vario genere proposti dalla tua banca. Sono sicuri?
      Ma anche la storia dei 100.000 euro sul conto non quadra: “CHI” garantisce? C’è effettivamente un fondo interbancario? E se c’è una crisi sistemica come a Cipro quei soldi bastano a coprire? Qualcuno interviene o ti lasciano fallire? (Quel famoso qualcuno dovrebbe essere la Banca Centrale, però non mi sembra paladina del risparmio e del cittadino, eh! Per me ti lasciano fallire, visti tutti i precedenti degli ultimi anni…).
      Oh, naturalmente io spero di avere torto…

  4. fanno di tutto per impedirci di spendere, un controllo così specifico e capillare da farci tremare!
    …ed io che mi ci metterei così di buzzo buono!

    • Beh, dai, forse è diventato più difficile guadagnare dei soldi o averne qualcuno in tasca che non evapori, ma spendere non è mai stato un problema…!!!! 😉

  5. Aggiungo che c’è una dimensione psicologica non indifferente.
    Per la parte media della piramide, coloro che hanno un qualche reddito per poter risparmiare e non hanno un reddito così alto per poter risparmiare senza rinunce, risparmiare significa sottrarre reddito a consumi e servizi. Di fatto risparmiare significa rinunciare a qualcosa.
    Direi che non abbiamo più l’attitudine alla rinuncia.
    Inoltre, alcune persone temono (a ragione) che i risparmi poi vengano predati o tassati o annullati o passino per fallimento dei gestori del loro crediti, etc .
    Una frase che ho sentito in più occasione: ho preso questo / quello prima che a lasciarli in […] finiscano in nulla.

    • Ok, tutto è bene ciò che finisce bene! Ecco il tuo commento ! 🙂

      Il problema secondo me è duplice.
      Attitudine alla rinuncia: è sicuramente cambiata la società e lo stile di vita (spesso anche in peggio, e su questo devo un po’ convenire su certi tuoi temi inerenti la famosa “decrescita”).
      D’altro canto, sta diventando difficile riuscire a risparmiare, nel senso che strutturalmente il flusso delle risorse è incanalato dal sistema creditizio a sanare le enormi bolle speculative invece che verso attività realmente utili (in questo senso, le “riforme” hanno aiutato a picconare il risparmio in favore dell’attività finanziaria).

      • Il sistema finanziario abnorme e denaturato, il deficit e il deficitismo ovvero uno degli ismi che propaganda, sostanzialmente, la insostenibilità come paradigma, sono nello spazio dei problemi sinergici.
        L’indicibile teradebito, risultato:

        o – dell’emorragia di bilancio a favore dei privati e a danno delle casse pubbliche di “destra” (dispositivo sociopolitico: evasione);
        o – del dirittismo consumista e servizista demagogico di “sinistra” (dispositivo sociopolitico: assistenzialismo);

        è esso stesso un sistema di rastrellamento di risorse nel tempo, sottratte al futuro e alle generazioni a venire che nascono già indebitate.
        Infine, ricordo che la stessa osannata inflazione, è un sistema di distruzione dei risparmi e di trasferimento di risorse, molto più subdolo perché indiretto e al quale non ci si può sottrarre.

        • Solo un appunto: in genere l’inflazione favorisce chi lavora rispetto a chi vive di rendita, la deflazione tende invece a favorire chi vive di rendita e penalizza chi lavora. 😉

        • Non è la tassazione del lavoro ovvero delle rendite a determinare dove deve gravare il fisco?
          Se una persona lavora e ha risparmiato xk€ è impoverito dall’inflazione esattamente come una persona che ha capitali per xk€.

          Molti economisti “crescitisti” confondono causa con effetto.
          L’inflazione (nota anche come febbre economica) è un problema di sistemi col … problema – ahaha! – della crescita nei quali la domanda di manodopera è maggiore dell’offerta e nei quali si innesta una spirale inflattiva (maggiori salari, quindi aumento dei prezzi, quindi richiesta di maggiori salari…).

          Sarebbe un po’ come pensare di prendere una persona matura e cercare di indurle la febbre per tentare che cresca ancora (magari da 189cm a 223, eh!?).

  6. @Uomo – continuo qui:

    In genere una moderata inflazione è preferibile alla deflazione. Un conto è avere il 2-3% di inflazione, un conto il 20, non so se mi spiego.
    Discorso crescita: cresci solo se puoi crescere. Ha potuto farlo la Cina in questi anni perché colmava le differenze con i Paesi occidentali.
    E’ chiaro che nessun Paese europeo potrebbe crescere a tassi del 10% l’anno. Le economie mature crescono pochissimo, è ovvio.
    Ricordati sempre che tu lavori se qualcuno compra i tuoi servizi, altrimenti sei disoccupato (e se non mangi, muori).
    Potremmo poi stabilire quali lavori conviene fare/ non conviene fare, ma converrai che è utile che tutti facciano qualcosa (di buono e di utile, si spera).
    Discorso risparmi: se ben gestiti, dovrebbero andare a sostenere le imprese (e quindi il lavoro) di quelle meritevoli.

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