sempre meglio che lavorare. | statodidecomposizione

sempre meglio che lavorare. | statodidecomposizione.

beh, devo dire che centra molto l’argomento, parlando di una casta intoccabile e, per sua caratteristica, immune dall’autocritica.

post interessante a cui aggiungo qualche link .

http://www.mentelocale.it/4570-sempre-meglio-che-lavorare/

michele brambilla ci ha scritto un libro ( qui ).

lascio il divertimento ad ognuno di inserire la stringa “sempre meglio che lavorare” in qualche motore di ricerca-

 

le istituzioni e la macumba

ricordo un’occasione durante un inno nazionale legato ad una partita, sotto un maxischermo. oltre al pubblico convenuto era presente un gruppo significativo di esponenti della lega nord.

all’epoca la linea politica e la loro strategia di partito e di comunicazione prevedeva il disconoscimento dell’inno nazionale a favore dell’inno di mameli.  quindi nessuno del gruppo si alzò durante l’esecuzione.

un’immagine stridente rispetto a tutti gli altri , moltissimi, in piedi a urlare e gridare brandelli dell’inno, forse per la partita , forse per uno straccio di orgoglio nazionale mai educato.

marcavano la differenza fregandosene dell’esempio degli esponenti di partito visto che nel pubblico per ovvietà statistica vi erano sicuramente votanti della lega.

oggi la  seduta congiunta delle camere , alla fine del discorso del presidente Napolitano ,  pur avendo ricevuto e sicuramente non capito il cazziatone politico-morale  peggiore della storia del parlamento, tutti hanno sentito il giusto dovere di alzarsi in piedi e applaudire la fine del discorso del presidente bis.

tutti, tranne marcatamente i rappresentanti del m5s che , pur in piedi, non hanno ritenuto di dover applaudire un discorso istituzionale.

all’epoca la lega nord “faceva paura” al 20% e con i comuni a maggioranze bulgare, oggi la vediamo veleggiare nel suo modesto 5%, pre-casiniano diremmo.

c’è chi crede nelle statistiche , chi nella sorte, chi nelle istituzioni. certo alcune cose sono implacabili , e suscitano spunti di riflessione.

l’apparizione

volendo alleggerire il momento cerchiamo la spiegazione alla farsa mascherata del Grillo.
forse era dovuta al fatto che (molto probabilmente) Grillo aveva venduto in esclusiva il suo faccione al settimanale CHI. ( di Mondadori e diretto da Alfonso Signorini )
Come fa notare il Corriere in questo servizio, il giorno dopo le elezioni il Beppe si è concesso solamente alla prestigiosissima testata .
Servizio del Corriere:  http://video.corriere.it/mascherata-grillo-proteggeva-esclusiva-fotografica/07973542-871f-11e2-82ae-71d5d7252090
Certo: meglio che Grillo venda la sua faccia e non la nostra. Però, per dovere di cronaca, ai grillini troppo convinti e intransigenti queste cose vanno fatte doverosamente presenti.
poter evidenziare quelli che sono i comportamenti dei personaggi pubblici  ( contraddittori o incoerenti) è sempre un bene e poterlo fare è sempre indice di libertà.
forse posizioni come  la linea critica di gente come Federico Pistono possono aggiungere forza alla voglia di rivoluzione e cambiamento.

Grillo-su-Chi-001b

La Stampa – Le virtù del buon politico

nel solito zapping informativo leggo con interesse un ottimo articolo di massimo gramellini (( La Stampa – Le virtù del buon politico.))

certo il finale è per grillo e devo dire mi sembra un po’ forzato, messo lì.

se non lo avesse fatto certo avremmo potuto pensare a grillo ma avremmo sicuramente pensato al fondo delle questioni presentate da gramellini, che sono le più importanti, indipendentemente da grillo.

comunque sempre ottimo gramellini !  Ha ragione, l’unico problema è che siamo a un passo dalla violenza di piazza, perchè le gente è allo stremo.

Dopo Grillo, ci saranno le banlieue, e di questo politici e giornalisti sembrano non rendersene conto.

L’appello non va fatto a Grillo: l’appello va fatto al restante 70% ( diremmo 75…) della politica di professione che, anche dopo l’esito elettorale, si sta dimostrando incapace di rinnovare il marciume dei partiti, in termini di capacità di selezione della rappresentanza dei cittadini e rinnovamento degli apparati dirigenziali.

Penati ieri è stato prescritto,(( http://www.giornalettismo.com/archives/809759/penati-la-prescrizione-che-salva-il-pd/))   poche ore fa in MPS c’è stato un suicidio illustre: mafia e politica sono la stessa cosa.

E di che si parla ai vertici di partito ? 

Inutile parlare di Grillo, direi, visto che Penati era il numero due di Bersani e Renzi è già andato a prendere appunti da Mario Monti.

caro gramellini: tanti bei discorsi, bell l’appello accorato ai valori supremi, ma i fatti ci massacrano.

penati provincia 2

ante direzione PD. dialoghi al bar sotto casa.

E’ da un paio di giorni che mi imbatto in questa immagine di Grillo incappucciato che sfugge ai giornalisti.
Non saprei… però,  secondo me è un’immagine interessante oltre che emblematica.

non capisco l’esigenza di celarsi.

GRILLO ESCE DALLA VILLA AL MARE, NON MI ROVINATE DUNA SABBIA

salvo sia una controfigura che permetta al beppe nazionale di andare in gran segreto da qualche altra parte.

va bene la privacy, va bene che i giornalisti scassano ( ma io dico : esiste che uno non possa andare a fare una corsa in spiaggia senza essere assediato??) però il completo occultamento è veramente strano. quantomeno inquietante.

intanto trovo irritante un pd ( contaminato dal bersanio) che vuole andare alle elezioni.
caduto berlusconi nella sciagurata estate del 2011 nessuna richiesta di elezioni da parte del PD , che legittimamente avrebbe avuto titolo come seconda rappresentanza politica del paese,  ma golpe bianco  rivenduto al popolo come governo tecnico.
adesso che gli tocca numeri alla mano glissano e dall’altro del brillante risultato minacciano di andare al voto. forse la soluzione belga è la migliore. niente governo: ci arrangiamo da soli.  almeno non fanno ulteriori stronzate, non si inventano altre tasse non promuovono altre opere inutili. certo ci sono sempre i mariuoli da sistemare ma per quello dovrebbe esserci la magistratura e se possibile la GdF.
Mah… credo che il personaggio (Beppe Grillo) viva ormai in una sorta di delirio di onnipotenza…
intanto al PD hanno il pallino in mano.  purtroppo la decisione a chi non decide è la cosa peggiore che si possa avere.

vogliono solo comandare nel sottobosco. lì al riparo dai riflettori fanno il peggio del possibile ( mps? bnl? spartizione delle municipalizzate?)
si estingueranno solo dopo aver ucciso completamente il popolo e  quello che rimane dell’economia nazionale.
Tranquillo! al PD non sono affatto indecisi. Stanno solo provando ogni strada per sopravvivere. Al momento, il massimo per il PD sarebbe cooptare qualche neo-eletto dei 5 Stelle nel magna-magna delle poltrone, racimolando così i numeri per una maggioranza Bersani. Nel tempo, avrebbero poi modo di tirar fuori qualche scandalo e dimostrare (prima delle prossime elezioni) che i grillini sono come tutti gli altri, disinnescandoli. stile lega per intenderci…
Battuta questa strada senza successo da Bersani, nel PD si sono riaccesi i malumori interni.  è ricomparso Renzi (ma non faceva il sindaco di Firenze??) e si è recato a colloquio da Monti. E se la novità consiste nel farsi dettare l’Agenda Monti…
Ecco, direi che al 5 Stelle non aspettano altro che un nuovo governo di inciucio Renzi-Monti-Alphano da prendere per il culo per un altro anno e indire nuove elezioni.
Con Grillo al 45% !!

primavera italiana

le elezioni in sicilia sono passate. il test nazionale, il laboratorio, il mix elettorale , le alleanze. il solito vomitevole guazzabuglio.

a debita distanza, motivo per il quale non ho scritto nelle prime 48 ore questo post, molti “analisti” sono d’accordo con le prime considerazioni fatte a caldo. la gente non va a votare . hanno votato il 47% dei siciliani.

grillo e il suo movimento pesca più nei partiti esistenti come voto di protesta che non muovere quelli a cui l’attuale proposta di idee , progetti e uomini al voto  fa semplicemente schifo. ma non porta gente al voto.

se il voto siciliano è un laboratorio nazionale allora forse si spiega come sarà la “primavera italiana”. a casa davanti al televisore, mentre il talebano di turno prende il potere, “democraticamente” usando gli stessi strumenti pensati per combattere l’insorgere di nuove dittature. confermando come la storia sia destinata a ripetersi.

ecco come faranno la rivoluzione gli italiani: a casa davanti al televisore o , al massimo , con gli ipad in mano.

che, tanto,  piovono dal cielo.