Obsolescenza programmata

quanto altro si può aggiungere? ognuno pensi ai suoi oggetti , la data di acquisto, la data di rottura e la data di ritiro ( non si offendano gli umanoidi di blade runner)

certo l’accelerazione nel cambio degli oggetti ci ha permesso di evolvere e migliorare la produzione. ma quando questo significa forzare la mano per far cambiare la macchina ogni tre anni ( o qualunque altro oggetto) significa solo assecondare la logica non del progresso, ma del consumismo fine a sè stesso o, nella peggiore ipotesi, servo solo del profitto aziendale desiderato da chi fa speculazione finanziaria e non giusta, equa e moderata rendita del capitale.

questo il giochino della fine estate che lascio volentieri ad ognuno. una lista infinita, probabilmente di qualunque oggetto che ci circonda. l’obsolescenza programmata vede comunque la sua estasi nella diabolica e multiforme dicitura “made in china”, vera  pietra tombale del concetto.

viaObsolescenza programmata.

intanto pensate alla “buffa” conseguenza del consumismo: smaltire i prodotti costa.

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così tanto per fare dell’ecologia. >>della diluizione,cap.1par.1…..

trovo condensato in modo grafico molta teoria del buon senso e del sano ecologismo. aggiungo che molti di noi, provate per credere con un sondaggio a livello familiare o del primo giro di amici, non hanno minimamente idea di quanto vada diluito il detersivo per i piatti per un uso corretto.

le stesse aziende, costrette per legge, rèlegano ad un microcarattere sulla confezione le indicazioni della diluizione del prodotto.  diversamente ad ogni evoluzione marketing ci raccontano che è uscito un nuovo prodotto più concentrato e che siamo dei furbi se compriamo quello, meno spazio, meno sforzo per portarlo a casa , uguale quantità di stoviglie lavate….

avete mai visto qualcuno capace di calibrare la giusta dose sulla spugna mentre lava le stoviglie???

risultato eccellente per l’industri che vende un terzo del prodotto alla stessa cifra precedente, fottendosene allegramente se ci vorrà una quantità paurosamente maggiore per risciacquare le stoviglie e finiranno in mare le relative sostanze moltiplicate per quantità.

purtroppo ho perso il link in cui ho trovato questo jpg e mi scuso in anticipo, appena lo trovo lo reinserisco.

come promesso: http://noielapermacultura.wordpress.com/2012/06/14/la-societa-delle-barzellette/

 

rumore

stanchi dei post vacui? appesantiti dalla marea di informazioni accessibili? affranti dalla impossibilità di filtrare delle notizie  e dei ragionamenti che abbiano un senso ? bufale, paccate di castronate a iosa. rimbalzi di notizie prive di fondamento. notizie false, notizie prive di controllo e notizie divulgate in parte o in maniera volutamente artefatta.

beh , chi pensava che l’accesso a la disponibilità di strumenti di informazione potentissimi come il web fosse un bene, come me , in parte deve ricredersi. o almeno ripensare qualcosa.

abbiamo a disposizione una quantità di informazioni assolutamente spaventosa. nonostante i sistemi di filtro, i motori di ricerca, le possibilità di scandagliare e selezionare , ne veniamo soffocati. degli spunti estremamente interessanti li trovate qui nel blog di Luca De Biase, nel cui blog ho altri ottimi scritti.

a questo si aggiunge il mare di molecole di twit e post che hanno invaso i social network e quindi la rete. bello il post su uno di questi aspetti scritto qui ne “ilnichilista”.

ma abbiamo veramente tante cose da dirci? probabilmente no. c’è solo voglia di emergere. da cosa poi? forse da sè stessi, per daere un senso ad esistenze che non ne hanno, perchè vacue.

strumenti favolosi come la telefonia cellulare, la tecnologia degli sms prima e twitter o lo stesso facebook dopo , hanno innescato fenomeni al limite del patologico.

esaltando solo alcuni aspetti. che spesso fanno solo rumore. passato il quale non rimane nulla.

Latouche guru della decrescita? Ma mi faccia il piacere! | lultimo miglio

un bel post relativo ad un argomento che impazza: i guru che parlano per sentito dire. favoloso.

bella la contro-informazione, la contro -cultura ma se si basa sulle fesserie diventa solo un infezione che non aiuta alla soluzione dei problemi, anzi li peggiora.

deriva un tema importante : spesso si pensa che per risolvere un problema attuale sia necessario riformare tutto il sistema.

fateci caso è un refrain che si sente spesso ultimamente e applicato a qualunque ambito.

spesso invece si tratta solo di buoni sistemi che vengono però applicati con truffa, dolo o inganno e sicuramente deviati dall’originale impianto.

un esempio rapido : non siamo in crisi per colpa del capitalismo, ma lo siamo per colpa del capitalismo finanziario che nella sua degenerazione ha creato i mostri che abbiamo di fronte. si può obiettare che il capitalismo sia  la piattaforma che permette la crescita del problema.

risalendo la sequenza dei fatti vedrete che il problema sta nell’avidità di chi ha creato il prodotto finanziario incriminato.

altro esempio: in italia avevamo un buon sistema di energia idroelettrica. smantellato sull’onda delle tragedie legate alle dighe.

oggi siamo ad interrogarci sulla necessità di energie alternative.

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