Analisi della stupidità

stup2Confessatelo: da anni osservate l’azione di politici, giornalisti, amministratori, dirigenti o in generale persone che occupano ruoli di responsabilità, e spesso finite per rimanere perplessi di fronte ai loro comportamenti. Effettivamente, alcuni sembrano (e sono) molto scaltri, altri invece seguono logiche a dir poco spiazzanti. Allora scatta la fatidica domanda: ma ci sono o ci fanno? Quanto sono consapevoli o inconsapevoli delle loro azioni?

Per capire meglio la situazione ci viene in aiuto un libro che vi consigliamo assolutamente di leggere, scritto dallo storico economico Carlo M. Cipolla, il quale si inoltra in una fantastica disamina sulla stupidità umana. Egli rileva che la stupidità umana è indipendente da qualsiasi altra caratteristica di ciascun individuo, per cui troveremo la stessa percentuale di stupidi tra studenti, professori e bidelli. Non ci credete? E’ incredibile ma è così: potete estendere le ricerche e le osservazioni confermeranno questa legge!

Se vogliamo addentrarci nel valutare l’operato di ciascuna persona, possiamo idealmente tracciare un diagramma cartesiano in cui disponiamo sull’asse orizzontale i vantaggi (o gli svantaggi) che questi è in grado di procurare per se stesso e in verticale i vantaggi (o gli svantaggi) che lo stesso individuo procura agli altri con le proprie iniziative.

A questo punto, avremo un primo quadrante in alto a destra in cui si distinguono i soggetti intelligenti: i loro gesti procureranno sia vantaggi per loro stessi che per tutti gli altri.

In basso a destra troviamo i banditi, cioè coloro i quali perseguono un vantaggio personale danneggiando gli altri.

In alto a sinistra ci sono gli sprovveduti: si tratta di coloro che procurano vantaggi agli altri senza trarre alcun beneficio per sé.

Infine, in basso a sinistra, ci sono gli stupidi: tutti quelli che non solo non producono vantaggi per se stessi, ma riescono anche a danneggiare gli altri.

Dove si colloca ciascuno di noi? 😉

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Buone letture

Splendida recensione letteraria da parte dell’amico Giò, il cui blog è sempre un piacere per la mente e per lo spirito. Vite in cambio, di Santino Gallorini. Sul blog trovate anche tutti i riferimenti per la presentazione e l’incontro con l’autore, il 13 Febbraio 2015 presso la Biblioteca Comunale di Bibbiena (AR)

Leggete, ragazzi, perché questo è uno dei pochi antidoti rimasti contro la desertificazione imperante. In questo caso, poi, si tratta anche di un bel libro!

🙂

Microchippati !

Chip2Leggiamo qui che un’azienda avrebbe già proposto ai propri dipendenti di inserire un chip sottopelle per semplificare molte delle operazioni quotidiane (entrata-uscita, utilizzo ascensori, fotocopiatrice, mensa, ecc.)

Che dire? Facciamo passi da gigante! Si, d’accordo, qualcuno potrebbe storcere il naso, ma non formalizzatevi ! Pensateci bene: cosa cambia rispetto a tenere una tessera sempre in tasca o lo smartphone da cui non vi separate mai? Dice: ma il chip è inoculato H24, non si spegne e in teoria non sarebbe rilevabile fuori dall’azienda. In fondo noi non abbiamo alcunché da nascondere e ci sono enormi vantaggi in comodità o praticità. Un domani magari qualcun altro potrebbe addirittura proporre convenzioni aziendali e accesso a nuovi servizi extra: che so, negozi convenzionati, piscina, palestra, pub, banca, hotel, eccetera.

Sarà, ma in prospettiva di ulteriori passi in avanti c’è un vuoto della Giurisprudenza che assomiglia a una voragine. Gettando lo sguardo altrove, non più di un paio di giorni fa persino Bill Gates ha espresso timori per la nascente intelligenza artificiale. Nulla di preoccupante per ora, come d’altronde non suscitano dubbi nemmeno gli attuali studi di biologia, medicina e genetica.

E’ tutto sotto controllo: affronteremo ogni cosa dopo, quando vedremo cosa salterà fuori. Perché regolamentare sempre la vita con leggi, leggine, vincoli lacci e lacciuoli? Perché questa cultura del “dirittismo” e del voler ficcare il naso nell’allegra voglia di fare di chi ha slancio e iniziativa?

Risposta: perché tanto, comunque, le perdite sono sempre socializzate. Se pagasse solo chi sbaglia, non ci sarebbero problemi.

Mandala day

Qual è il senso del tutto? Non so, ma io più guardo i tibetani e più penso che siano una delle espressioni maggiormente avanzate della civiltà umana.

Qui un esempio di un rituale molto pregnante nel significato che ci dice tanto di loro e del modo in cui interpretano le cose.

SOS

Svd22C’è una ragione per tutte le cose. Per quella bandiera non so quale sia, ma a questo punto inizio a intuirla.

La Svizzera ha abbandonato il cosiddetto aggancio all’euro, in termini di cambio fisso. Era diventato insostenibile, così gli elvetici hanno saggiamente deciso di evitare il crash e di fare la fine di Italia e Regno Unito nello SME dei primi anni 90.

I cosiddetti “esperti” europei fanno ormai notare che le assurde politiche economiche imposte dal 2008 con lacrime e sangue non sono efficaci. No, ma davvero? E pensare che non l’avremmo mai detto: ormai stavamo iniziando a credere che siamo tutti pigri, amorali e corrotti…

Continuando idealmente il ragionamento del post precedente si deve arrivare ad un redde rationem e così adesso, se non vogliamo il sangue, si inizia a parlare di Quantitative Easing da parte della Banca Centrale Europea.

In poche parole, la BCE inizierà a intervenire acquistando i titoli del debito pubblico. Per dirla in maniera completamente sbagliata e molto (ma molto molto) provocatoria: la soluzione assomiglierebbe a quella di stampare moneta e comprare il debito.

Veramente? Dai, si fa per scherzare. Non dirò più simili sciocchezze.

Però una domanda, al di là dei tecnicismi: ma se le politiche continentali intraprese sono state sbagliate (e ormai a Bruxelles lo dicono apertamente), perché le abbiamo perseguite per anni ?

Chi paga i danni di questi errori? Chi restituisce le vite sconvolte a milioni di europei?

L’idea allora è che proveranno a fare quel tanto che basta per non uccidere l’asino e poter continuare a bastonarlo. Del resto a che serve un asino morto?

Rien ne va plus !

Vogliono il nostro sangue

Blood2Tutta l’Europa va male, nonostante il famoso semestre di presidenza Italiano dovrebbe aver visto i nostri eroi sbattere i pugni sul tavolo, portare nuova linfa e ridare slancio al progetto europeo (è successo? Non sappiamo, non abbiamo più seguito i TG e i giornali, un vero peccato…)

E come sta la Germania, il famoso paese virtuoso da cui dobbiamo apprendere? Ops, pare non stia messa bene… E la Finlandia, un altro esempio biondo a caso? Pure loro non sono messi bene?? Olandesi ?? Francesi ?? Vi risparmiamo.

Ma perbacco, vuoi vedere allora che non basta privarsi  dei dipendenti pubblici-forestali fannulloni e i politici-corrotti per far marciare come si deve un’economia (per quanto bene non facciano) ?

In effetti l’economia dei paesi “virtuosi” andava a gonfie vele fino a quando i meridionali d’Europa acquistavano i beni nordici indebitandosi. Ora che i “terroni” non comprano più, pare proprio che le cose vadano un tantino male anche per i biondissimi. Domandina: il virtuoso ha bisogno del peccatore per essere tale?? Se si, non dovrebbe rimproverare il peccatore.

Ma no, sciocchini: in realtà dobbiamo diventare tutti esportatori extra-UE (altra assurdità!). Va bene, fingiamo di crederci: ma come si fa a risollevare una crisi continentale se non si riesce a esportare la produzione fuori dall’Europa anche dopo aver svalutato l’eurone da 1,4 a 1,16 sul dollaro ?

Eh, dice: allora non rimane che fare più spesa interna. Ok, e come si fa a fare più spesa interna in Europa senza far saltare quel grandioso progetto basato sulla deflazione e sulla estrema concorrenza tra i propri membri, che sta di fatto strangolando le economie di tutto il Continente ? Già, come si fa a fare più spesa pubblica? (occhio ragazzi, capitemi: non la vorrei invocare io, ma la stanno chiedendo tutti, e io qui voglio stare ai fatti e a quello che ne consegue, intendiamoci)

Be’ di modi ce ne sono tanti ma, se non ne metti in pratica nemmeno uno tra quelli classici, ti resta solo il rimedio degli antichi: fare un bell’esercito europeo, spese militari e, se caso, un po’ di guerre. Naturalmente in questa ipotesi potete comporre tutti gli scenari ma ricordatevi che il complottismo non esiste e che, al massimo, si sfruttano solo le situazioni in maniera cinica e pratica. Chi governa, cavalca l’onda o strumentalizza.

Buona fortuna ragazzi. Del resto il DNA è quello: l’Europa ogni trent’anni impazzisce e, a questo giro, era durata anche troppo.

PS: Oh, naturalmente, speriamo proprio di no! Però è anche vero che fino a quando si prosegue con le ricette pre-1929, la strada è segnata ed è sempre e solo quella. Per ora sta saltando il patto sociale con un progressivo arretramento della democrazia, di cui la crisi economica è conseguenza e non causa.

Fait le votre jeux!

15

No, non è il numero del tram che dovete prendere domani mattina. E’ il numero di cui tutti parlano in queste ore: il famoso anno che verrà.

Più ci penso e più mi dico: ma dov’è l’errore? Dove abbiamo sbagliato?

Non avete anche voi l’impressione che qualcosa non stia proprio andando come dovrebbe ?

Ieri sera stavo guardando 2001: Odissea nello Spazio. Che spettacolo ! A quei tempi credo che ci si immaginasse un futuro completamente diverso (quando ancora riuscivano a immaginare un futuro, o perlomeno a sognarlo). Dopo essere sbarcati sulla Luna, probabilmente pensavano che nel Duemila avrebbero già iniziato a colonizzare lo spazio. Per noi il Duemila è stato semplicemente l’anno del famoso BUG (o non BUG) nelle date dei PC: altro che odissea…

Poi, certo: ognuno potrebbe fare tutte le sue osservazioni e dire che forse il mondo che viviamo oggi è la diretta conseguenza di quello che ci hanno lasciato proprio coloro i quali ne sognavano uno ma ne stavano realizzando un altro. Bo’…saranno gli storici a dirci come sono andate le cose.

In ogni caso, ragazzi, faccio finta anch’io di farvi gli auguri dicendovi che sarà un anno fantastico. Naturalmente, non ci crede nessuno. La generazione di quelli che sognavano è finita e oggi, al massimo, nell’immaginario collettivo si progetta la fuga su altri pianeti.

😉

Buon Natale

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Buone Natale, ragazzi!

Diciamocelo: il Natale della festa forzata, della compulsione del regalo inutile, della felicità ricercata a ogni costo ci ha stancato da lunghi anni.

Però, c’è ancora voglia di ritrovarsi con i propri cari, e trascorrere (quando è possibile) qualche giorno in serenità.

E’ una bella festa il Natale: ovvio, non quello che oggi trascorri nei centri commerciali, ma quello che passavi con i nonni, con il freddo, i pupazzi di neve e le punte dei piedi ghiacciati.

E vi ricordate il Panettone ? Si, il panettone classico: non quello geneticamente modificato con l’uvetta – ma senza canditi, con i canditi – ma senza uvetta, con la crema di rhum – ma senza il burro, con il cioccolato – ma senza glassa, con la glassa – ma senza panna, con il gelato – ma senza cioccolato, versione light integrale – ma senza mandorle.

Il Panettone vero, eccellenza della nostra tradizione: quello che al limite ti sbizzarrivi a scaldare sul calorifero o che, al massimo, provavi a ravanare con le dita per mangiare un’uvetta di nascosto.

Le sue origini si perdono nella leggenda: alle elementari la maestra ti spiegava che lo aveva inventato uno sguattero nella cucina di Ludovico il Moro, a Milano. Pare che il dolce previsto per la festa si fosse bruciato e il Toni, aiutante in cucina, avesse provato a far del suo meglio con le ultime cose avanzate: un successo poi passato alla storia come il Pan del Toni (o Panetton) !

In realtà è più probabile che nel Medioevo, la povera gente festeggiasse infornando un pane un po’ più grosso farcendolo con quello che trovava, e che poi la ricetta fosse stata migliorata e successivamente standardizzata nel tempo.

Oggi, al culmine della nostra evoluzione, pare stiano progettando questa Expo che dovrebbe anche far conoscere Milano nel mondo, ma si permette che chiudano tante tra le antiche aziende di pasticceria milanese (e sorvoliamo su tutto il discorso Expo, proprio perché in questi giorni facciamo finta di essere buoni)

Naturalmente, la gente si è anche stancata di festeggiare il Natale. Bisogna meravigliarsi?

Dentifricio

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Mi trovo in un aeroporto per lavoro e, al solito noiosissimo e oramai ridicolo rituale del controllo bagagli, improvvisamente han fermato tutto. Hanno chiesto chi fosse il proprietario della borsa incriminata e, zelantissimi, hanno aperto per controllare ciò che già vedevano ai raggi X.

Attenzione: avevo scordato di non portare il tubetto del dentifricio in confezione normale…A quel punto, l’ho dovuto lasciare per poi ricomprarlo identico al duty free (pagandolo 3 volte tanto, s’intende). Ma allora cosa può succedere in una normalissima metropolitana?

E’ (anche) da questi piccoli particolari che si capisce come il sogno di uno spazio Europeo di civiltà e di “intelligenza” sia definitivamente tramontato (se mai fosse sorto). Credo ci aspetti un’area unica Europa-Nord America: quella del TTIP che i nostri politici-camerieri stanno discutendo a nostra insaputa e che probabilmente servirà a far arrivare sui nostri piatti bistecconi pompatissimi e olio d’oliva di sicurissima eccellenza (magari in pratici tubetti di olio-gel spremi e spalma).

Ora vado: il volo è in ritardo e mi aspetta la milionesima spiegazione della hostess su come comportarsi in caso di ammaraggio. Che faccio, nel caso nuoto?

Diritto e Giurisprudenza

Articolo222Ultimamente stiamo rileggendo la nostra Costituzione grazie agli interessanti spunti offerti da Orizzonte48 che, da giurista, è in grado di offrirci una lettura più tecnica e maggiormente circostanziata per quanto riguarda gli aspetti giuridico-istituzionali (invitiamo sempre a visitare il suo blog o leggere il suo libro)

Spesso ci si dimentica che la nostra Costituzione è figlia di un dibattito maturato nel corso della prima metà del ‘900, ossia traeva la propria esperienza dal contesto sfociato nella crisi del 1929 e poi nella seconda guerra mondiale.

Sulla scorta di tali idee, il motore del progresso civile e materiale è stato scritto nel testo fondamentale della nostra Repubblica e basterebbe attenersi a quei principi per uscire dalla crisi “economica” attuale (indirizzi puntualmente aggirati dai regolamenti europei). Infatti, i padri fondatori avevano già visto quali fossero gli esiti di un mondo lasciato a se stesso, e avevano già codificato i rimedi da adottare per evitare di rivivere gli stessi scenari o le tragedie sperimentate sulla loro pelle (che non erano solo quelli della guerra, ma anche lo sfruttamento, le disuguaglianze, le ingiustizie, ecc.)

Nel tempo, ci siamo dimenticati di quel dibattito. Non lo abbiamo approfondito e, anzi, abbiamo dato in deroga la nostra Sovranità contraddicendo quei principi fondamentali.

Così facendo stiamo tornando a quel mondo che aveva condotto al 1929 e al conflitto armato.

Keynes, che era un liberale, si esprimeva in questi termini: “Quando l’accumulazione di capitale di un paese diventa il sottoprodotto delle attività di un Casinò, è probabile che le cose vadano male” (1936)

Sempre a proposito di risparmio, tanto per fare un esempio e mostrare quanto la Costituzione si ispirasse a quel tipo di dibattito, si può vedere come l’articolo 47 (“La Repubblica incoraggia e tutela il risparmio in tutte le sue forme; disciplina, coordina e controlla l’esercizio del credito“), costituisca un chiaro mandato di politica economica, oggi palesemente disatteso. Non è nemmeno un caso il fatto che fossimo uno dei Paesi con il più elevato livello di risparmio.

Si potrebbe poi far notare come altri articoli imprimano obiettivi economici finalizzati al pieno impiego (e non alla stabilità dei prezzi, come indicano i trattati europei!), alla promozione e allo sviluppo civile e materiale per i propri cittadini (istruzione, sanità, crescita individuale, tanto per dire).

Ebbene, oggi tutto questo è a rischio. Vi diranno che adesso il mondo è cambiato e che “non possiamo più permetterci certe scelte” oppure che c’è la “globalizzazione”. Non fatevi ingannare: ce lo potevamo permettere nel 1945 con livelli di produttività enormemente inferiori, e ce lo possiamo (e dobbiamo!) permettere anche oggi.

E’ una crisi che parte da lontano, proprio da quando (anni 80 del 1900) abbiamo iniziato a de-regolamentare e ignorare i moniti dei nostri vecchi. Come ovvia conseguenza, gli spettri del loro mondo stanno tornando.

L’Economia è sempre a valle del Diritto e della Politica: vi invitiamo pertanto a rileggere la Costituzione e dare un’occhiata al materiale offerto da Orizzonte48, che ogni giorno approfondisce questi aspetti.